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Editoriale

All’Europa cristiana
non servono steccati

di ROSARIO F. ESPOSITO
   

   Vita Pastorale n. 8-9 agosto/settembre 2003 - Home Page La Carta europea è stata oggetto di discussioni accese per garantire libertà e stessi diritti a tutti i cittadini del Continente.

Da tempo si discute sulla Carta costituzionale europea, che sarà firmata a Roma a primavera. Storici, giuristi, teologi e sociologi la vivisezionano, ne parlano in convegni e le dànno ampio spazio nella pubblicistica. Nel complesso ne sono soddisfatti, soprattutto perché essa riafferma e solennizza i diritti dell’uomo e le libertà moderne. Propongo qui una sua lettura ispirandomi all’interdisciplinarietà o, meglio, al metodo Via Verità e Vita, che il beato don Giacomo Alberione non si è stancato di raccomandare, come il più adatto all’annuncio evangelico attraverso i mass media. Il termine che maggiormente ricorre nelle sue opere è tutto, al punto che in diverse circostanze ho parlato del tuttismo alberioniano. Esso consiste nel tenere presenti tutti gli elementi che interagiscono nelle diverse fasi del pensare e dell’agire.

Tra le tante testimonianze in proposito, ne cito una dalle Preghiere della Famiglia paolina (p. 208). La "Preghiera ecumenica a Maria", che accavalla questo aggettivo avverbiale, come in una fuga di Bach: «Per te: tutti i cattolici, con tutte le forze, per tutte le vocazioni, per tutti gli apostolati. Per te: tutti i fedeli per tutti gli infedeli, tutti i cattolici per tutti gli acattolici. Per te: tutti i chiamati corrispondano, tutti gli apostoli siano santi, tutti gli uomini li accolgano. Ai piedi della croce il tuo cuore si è dilatato per accoglierci tutti come figli».

La Carta costituzionale d’Europa, come le altre, di sua natura deve estendersi alle più disparate componenti umane per le quali viene redatta, di qualunque provenienza e di qualsiasi appartenenza esse siano, al presente e in futuro. Attualmente nell’ambito europeo prevalgono le tre confessioni cristiane: cattolica, protestante, ortodossa. Ma il flusso di persone di altre stirpi e ideologie è estremamente vario, sia pure con la netta prevalenza di islamici. Tutte queste persone hanno il medesimo diritto di cittadinanza di coloro che in Europa sono nati o vi sono giunti nei millenni precedenti. Nessuno deve correre il pericolo di sentirsi discriminato. Per nessuna motivazione al mondo, e meno che mai per quella religiosa.

Valery Giscard d'Estaing offre la bozza di Costituzione al Premier greco Costas Simitis.
Valery Giscard d’Estaing offre la bozza di Costituzione 
al Premier greco Costas Simitis
(foto Reuters).

Il fondamento della convivenza è la libertà strutturale e, sul piano dinamico, la tolleranza, la quale non ha nulla a che vedere con il relativismo, l’indifferentismo e il sincretismo, ma è semplicemente la garanzia in forza della quale ciascuno esercita il diritto di seguire il proprio credo, ed è tenuto a riconoscere il medesimo, identico diritto a tutti gli altri. In caso diverso si cade nell’integralismo e nel confessionalismo. L’Unione Europea professa la libertà e la tolleranza fin dalla sua fondazione, ma tiene gelosamente fedeltà alla sua laicità. In caso diverso si correrebbe sempre il pericolo di fare o di preparare i conflitti di religione, che insanguinarono il continente soprattutto nei secoli XV-XVII. Dopo l’ingresso della Grecia, l’Unione ha cercato in diverse maniere di ottenere l’abolizione dell’appartenenza confessionale nei documenti di identità; uno degli ostacoli all’ammissione della Turchia nell’Unione è proprio di questa natura. Allo stesso ordine di idee si riportano le differenze etniche, razziali e politiche, ma in questi casi le sensibilità sono molto più stemperate e le difficoltà sono più facili da superare.

Nell’esortazione apostolica Ecclesia in Europa (28 giugno 2003) Giovanni Paolo II esprime un auspicio di rara bellezza: «Attraversando la porta santa all’inizio del grande Giubileo del 2000, ho levato in alto davanti alla Chiesa e al mondo il libro del Vangelo. Questo gesto, compiuto da ogni vescovo, indichi l’impegno che attende oggi e sempre la Chiesa nel nostro continente. Chiesa in Europa, entra nel nuovo millennio con il libro del Vangelo! Venga accolta da ogni fedele l’esortazione conciliare ad apprendere la sublime conoscenza del Cristo con la frequente lettura delle divine Scritture! Continui a essere la Sacra Bibbia un tesoro per la Chiesa e per ogni cristiano. Nello studio attento troveremo alimento e forza per svolgere ogni giorno la nostra missione. Pendiamo nelle nostre mani questo libro! Accettiamolo dal Signore che continuamente ce lo offre tramite la sua Chiesa» (n. 65).

Il punto decisivo è questo: poter riconoscere l’identico diritto a chi scegliesse di entrare nel terzo millennio innalzando il Corano oppure il Baghavad Gita, il Veda, i Detti di Buddha o di Confucio. Jacques Le Goff in un articolo su Repubblica (18 luglio 2002) ha scritto: «L’Europa è uno spazio laico. In ogni sua componente essa rispetta non solo la libertà di coscienza, ma anche quella di culto e di religione. Come storico sono pronto a riconoscere che la religione cristiana è stata una delle sue componenti originarie essenziali, ma questo deve restare fuori da un quadro costituzionale».

Rosario F. Esposito

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