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Il convegno

La missione cittadina
guarda alla famiglia

 di ALFREDO BONA
      

   Vita Pastorale n. 8-9 agosto/settembre 2003 - Home Page

Una delle tre fasi missionarie della diocesi di Roma tocca lo studio e le iniziative per aiutare la Chiesa domestica, più esposta alle crisi.

La famiglia ha sempre rappresentato per la società in generale e per la Chiesa in particolare un soggetto primario, cui occorre prestare la massima attenzione. Nei mesi scorsi si sono svolti parecchi convegni e seminari di studio sulla famiglia in diverse diocesi italiane, nelle due università pontificie della Gregoriana e Lateranense, come pure il tema è stato oggetto di vari discorsi tenuti da Giovanni Paolo II.

La Chiesa di Roma ha focalizzato il problema nel convegno diocesano dello scorso giugno (dal 9 al 12) sul tema "Insieme alla famiglia costruiamo una società migliore. Vocazione e missione della famiglia nella Chiesa e nella società". Grandissima è stata la partecipazione alle tre giornate nella cattedrale di San Giovanni in Laterano, con la presenza di molti giovani fidanzati e sposi novelli. Convegno lungamente preparato da studi e confronti di équipe parrocchiali con docenti dell’università Lateranense mediante un vademecum, una traccia di studio nell’ambito della "missione cittadina" da svolgersi in tre anni: l’anno scorso sulle vocazioni sacerdotali e religiose, quest’anno sulla famiglia e il prossimo anno sul mondo del lavoro.

L'avvenire dell'umanità passa per la famiglia.
L’avvenire dell’umanità passa per la famiglia
(foto AP).

Temi trattati: 1) La famiglia e le sue trasformazioni socio-culturali e le prospettive di sviluppo. In particolare la crescente fragilità dell’unione coniugale e le nuove caratteristiche di oggi (separazioni, divorzi, libere convivenze, aumento notevole di matrimoni civili); il consistente calo delle nascite o meglio il fenomeno della denatalità, che ha portato a 1,2 i figli per ogni coppia; le caratteristiche della genitorialità (le coppie fanno precedere la scelta della nascita del figlio prima di unirsi con vincolo stabile di matrimonio civile o religioso); il differimento dell’età matrimoniale, dai 30 ai 40 anni; l’allungamento della vita media; i problemi dei genitori anziani bisognosi di cure e di assistenza e che "pesano" sull’unico figlio.

2) La famiglia protagonista di vita e testimonianza cristiana. Quale pastorale familiare? Occorre partire anzitutto da una visuale concreta, senza rimpianti nostalgici di famiglie di tempi passati, ma come la famiglia cristiana dovrebbe essere. Famiglia composta da coniugi e figli. E i coniugi sono per i figli genitori ed educatori. Prima sposi seri e poi genitori. Genitori e sposi, grazie al sacramento del matrimonio, incaricati dalla Chiesa come responsabili della procreazione ed educazione dei figli nella fede e per la società, per dovere e vocazione. La Chiesa e più concretamente i sacerdoti devono essere strettamente uniti alle famiglie per sostenerle nella difficile opera di formazione e sostegno reciproco. Ricordiamo il celebre episodio dell’apostolo Paolo con i coniugi Aquila e Priscilla. Nei documenti conciliari Apostolicam actuositatem e Gravissimum educationis come nell’enciclica Familiaris consortio di Giovanni Paolo II e nel Direttorio sulla pastorale familiare della Cei si trovano le linee programmatiche di tutto questo. Inoltre occorre più accoglienza fraterna per tutte le vittime del matrimonio (separati, divorziati, conviventi, famiglie allargate), occorre veramente amare la famiglia.

L’avvenire dell’umanità passa attraverso la famiglia e la famiglia cristiana deve diventare un Vangelo vivente e missionario. La necessità, quindi, di una profonda spiritualità della famiglia riscoprendo e valorizzando la grazia del sacramento del matrimonio, la preghiera fatta insieme, la lettura meditata della parola di Dio, la partecipazione attiva alla liturgia e in particolare all’eucaristia, la cooperazione ad associazioni di famiglie solidali per sostenersi nella fedeltà coniugale, nelle difficoltà morali, economiche, psicologiche e spirituali. Soprattutto famiglie aperte alla carità fraterna. I sacerdoti in cura di anime abbiano particolare attenzione per i fidanzati e seguano spiritualmente le giovani coppie dopo il matrimonio nelle situazioni concrete della vita familiare; ci sia come una osmosi tra parroco e famiglia. La parrocchia diventa Chiesa domestica e la famiglia una piccola Chiesa. È necessaria, infine, una energica azione sociale nella politica del governo per fare leggi adatte a sostenere, promuovere e difendere la famiglia messa in ridicolo da troppi spettacoli teatrali e televisivi di poca arte e pessimo gusto.

La diocesi di Roma programma una grande festa delle famiglie in piazza San Pietro il 16 ottobre nel 25° del pontificato di Giovanni Paolo II per testimoniare a lui tutto l’affetto e la gratitudine. Tutto questo è stato programmato nel convegno diocesano. Verrà stampato in questi giorni un vademecum particolareggiato con le varie attività da svolgersi nelle parrocchie e nelle associazioni durante l’anno.

Alfredo Bona

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