Periodic San Paolo - Home Page

Dialogo ecumenico

Studiare le religioni
per costruire la pace

di ANDREA PACINI
    

   Vita Pastorale n.2 febbraio 2002 - Home Page

A Torino è nato un centro di studi religiosi comparati. L’unica via per superare i conflitti.

Il centro di studi religiosi comparati "Edoardo Agnelli" rappresenta un nuovo polo per la promozione del dialogo tra religioni. Costituito ufficialmente a Torino nel novembre 2001, è finalizzato allo studio delle grandi religioni per promuoverne il dialogo. Ha due distinti programmi di attività: uno a livello interreligioso, e uno in ambito ecumenico (dialogo tra confessioni cristiane) specie nelle relazioni con le Chiese ortodosse. Quali sono le ragioni che hanno portato alla costituzione di questo centro, dal profilo non confessionale? La risposta sta nella consapevolezza del ruolo crescente che le religioni esercitano nelle società contemporanee sul piano spirituale, etico, sociale e, in molti casi, politico, stabilendo con la modernità un rapporto sempre complesso, sovente fecondo, ma talvolta connotato da conflitti.

Almeno quattro fattori spiegano questa evoluzione. In primo luogo, la modernizzazione, con la sua capacità di diffusione globale, ha giocato un ruolo di stimolo all’emergere delle culture e delle religioni, soprattutto nelle aree extra-europee. Le religioni non possono infatti non misurarsi con i temi della modernizzazione con risultati differenziati. Se, infatti, in molte circostanze la religione si presenta come orizzonte di significato in grado di offrire principi grazie ai quali gli uomini possono affrontare la modernizzazione stessa e i nuovi problemi; in altri casi, accade che l’identità religiosa sia interpretata come una dimensione fondamentalmente "altra" e vissuta in opposizione.

Nel medesimo tempo – e siamo al secondo elemento – la secolarizzazione appare sempre più come un fenomeno che in senso stretto vale solo per l’Europa, ma che non trova riscontri analoghi altrove. In ampi settori delle stesse società europee, del resto, si assiste all’emergere di una nuova domanda religiosa e di senso, che talvolta si esprime in approcci diversi dalle istituzioni religiose tradizionali. L’evoluzione, poi, del mondo verso prospettive di interdipendenza, ha coinvolto le religioni, chiamate necessariamente a un confronto reciproco, e, in taluni casi, coinvolte in processi di conflittualità. Le migrazioni internazionali, infine, concorrono a rendere multiconfessionali e multireligiosi l’Europa e il resto del mondo.

Andrea Pacini con lo storico e poeta André Chouraqui.
Andrea Pacini con lo storico e poeta André Chouraqui
(foto Lobera).

Una delle grandi sfide che si aprono nel XXI secolo consiste proprio nel gestire questo pluralismo sia all’interno delle singole società, sia nell’ambito europeo – con la necessità di riformulare una cultura europea condivisa con le società dell’Europa orientale, valorizzando il contributo dell’ortodossia –, sia sul piano internazionale. È su questa prospettiva così urgente che il centro "Edoardo Agnelli" offre il proprio contributo, con la duplice convinzione che da un lato il fattore religioso svolga oggi un ruolo così significativo da meritare di essere preso in considerazione; dall’altro lato che il dialogo sia lo strumento ineludibile per gestire la nuova situazione di pluralismo.

Il dialogo è finalizzato a ottenere che l’incontro tra le religioni porti non solo al superamento delle conflittualità, ma anche a una ricerca positiva e coraggiosa di quei principi, istanze, valori che le religioni hanno iscritti nella loro tradizione spirituale e che possono condividere in modo significativo nel presente. In questo senso ogni dialogo serio richiede un impegno di rilettura critica della propria tradizione.

Lo sviluppo del dialogo tra le religioni si presenta come processo non privo di difficoltà. È tuttavia un percorso obbligato proprio per disinnescare i conflitti, che si manifestano nelle varie forme di fondamentalismo religioso, capaci di ispirare anche il terrorismo internazionale. Lo sviluppo del dialogo rappresenta una risposta a quanti alimentano l’idea di un inevitabile e devastante "conflitto tra civiltà".

Il centro "Edoardo Agnelli" intende affermare che proseguire nel dialogo non significa essere vanamente ottimisti, bensì intraprendere l’unico cammino possibile per isolare i fanatismi e sviluppare processi di convergenza sul piano dei valori. L’ineludibilità e l’efficacia del dialogo come strumento per gestire il pluralismo religioso sono confortate dal pluralismo di posizioni all’interno delle stesse religioni. In ciascuna esistono interlocutori credibili e qualificati per un dialogo costruttivo e critico: occorre individuarli e valorizzarli. Nello stesso tempo un dialogo serio esige l’impegno per la conoscenza delle altre religioni: di qui la scelta caratterizzante del centro di promuovere lo studio delle religioni in prospettiva comparata, come base indispensabile. Per dialogare occorre la conoscenza; quest’ultima, a sua volta, trova nel dialogo spazi nuovi di arricchimento.

Andrea Pacini
*Andrea Pacini è direttore del centro di studi
religiosi comparati "Edoardo Agnelli
"

   Vita Pastorale n.2 febbraio 2002 - Home Page