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Perché i sacerdoti dovrebbero aver paura di un’informazione dettagliata?

SE SOLO SI ESAMINASSERO  CON SERENITÀ
TUTTI GLI ELEMENTI

di ALBERTO BOBBIO
    

   Vita Pastorale n.12 dicembre 2001 - Home Page

Intanto voglio premettere una cosa: io non ce l’ho con nessuno, né tanto meno con i frati. Come ben scrive don Marino Bertocchi della parrocchia di San Giovanni Battista di Sotto il Monte, la questione della disubbidienza dei frati nella regione dell’Erzegovina è un fatto ormai acquisito, visto che ne ha anche parlato il cardinale di Sarajevo Vinko Puljic al recente Sinodo dei vescovi. La vicenda, e qui voglio rassicurare don Enrico Rossi di Monza e don Vito Barbaglio di Crema, è strettamente legata alla questione delle presunte apparizioni della Madonna a Medjugorje. Molti sono i documenti in possesso del vescovo di Mostar, della Conferenza episcopale della Bosnia, della nunziatura apostolica a Sarajevo, della Congregazione per la dottrina della fede e di quella dei religiosi, che lo dimostrano. In colloqui riservati avuti da chi scrive alcuni autorevoli prelati hanno spiegato che il problema dei frati è al primo posto nell’analisi delle questioni relative ai fatti di Medjugorje. Era anche la convinzione del vescovo Zanic. Io non mi nascondo, come scrive padre Lino Maddalena da San Giorgio Canavese, dietro le parole di Zanic. Zanic è stato vescovo di Mostar e ha scritto ciò che ho riportato in piena coscienza. Non ha disubbidito a nessuno pubblicando le sue note durante gli anni. Il vescovo locale è il responsabile, anche secondo il diritto canonico. Il fatto è che dà fastidio che un giornale, cattolico per giunta, faccia il suo mestiere: cioè informi. La parola "vergogna" che abbiamo messo nel titolo l’ha scritta il vescovo Zanic.

Sugli eventi di Medjugorje manca la serenità. Sono pochi quelli che conoscono tutti gli elementi. Di solito ci si affida a suggestioni collettive. Padre Francesco Tudda da Pietrafitta ci scrive raccontandoci la storia di un cieco che a Medjugorje ha "visto" il fenomeno del sole che gira e poi l’ha descritto con i colori alla perfezione a un suo amico. La storiella non è nuova. È una delle tante che vengono narrate a sostegno dei fatti di Medjugorje. Atteniamoci ai fatti e alle notizie: nessuna guarigione è stata mai approvata. Il Bureau medical di Lourdes, chiamato a pronunciarsi su qualche dossier, lo ha rimandato indietro. Eppure ogni mese si aggiungono guarigioni a guarigioni. Sono le notizie e i fatti che creano scompiglio nell’animo dei sacerdoti? Allora significa che molti sacerdoti non erano informati circa i fatti di Medjugorje. Padre Diego Camia di Rapallo ci chiede di «far sentire anche l’altra campana». Ebbene è quello che abbiamo fatto, perché dalle lettere che abbiamo ricevuto appare chiaro che finora si è ascoltata solo la campana di chi approva le presunte apparizioni di Medjugorje.

Monsignor Anton Gauci da Gozo (Malta) ci scrive per dirci che «troppa credulità è senza dubbio da condannarsi: danneggia anche la fede. Ma è ugualmente da condannarsi lo scetticismo, specialmente quello cosiddetto a priori». Mi pare di aver scritto molto su Medjugorje sia su Famiglia Cristiana, sia su Jesus e Vita Pastorale. Ho consultato documenti, ho avuto colloqui con molte persone, ho letto molti libri. Sono stato a Medjugorje molte volte. Se sono scettico non lo sono certo "a priori". Molti nella Chiesa ritengono che i servizi delle riviste paoline su Medjugorje sono stati equilibrati e informati. Anche monsignor Gauci dice di essere «pienamente d’accordo sulla possibilità di inganni, voluti o preterintenzionali, in questo campo delle visioni private. Nel corso della storia bimillenaria della Chiesa, abbiamo avuto abbastanza abusi in questo campo».

Un’ultima parola a don Sergio Fappani, sacerdote bresciano che ci racconta di essersi convertito, grazie ad «alcuni luoghi carismatici: il cenacolo, il calvario, la basilica della Risurrezione a Gerusalemme e, aspettate a ridere, la piana di Medjugorje».
Conosco gente che si è convertita senza andare in luoghi speciali. Dopo tutto anche Gesù dice a Tommaso: «Beati coloro che crederanno senza...». Ma non voglio entrare nel merito delle emozioni. Rilevo solo che lo Spirito di Dio continua a soffiare dove vuole. E ciò indipendentemente da frati disubbidienti, Madonne che piangono, soli che girano, vescovi che parlano o scrivono e curie che non si pronunciano.

a.b. 

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