Intanto voglio premettere
una cosa: io non ce l’ho con nessuno, né tanto meno con i frati.
Come ben scrive don Marino Bertocchi della parrocchia di
San Giovanni Battista di Sotto il Monte, la questione della
disubbidienza dei frati nella regione dell’Erzegovina è un
fatto ormai acquisito, visto che ne ha anche parlato il cardinale
di Sarajevo Vinko Puljic al recente Sinodo dei vescovi. La
vicenda, e qui voglio rassicurare don Enrico Rossi di Monza
e don Vito Barbaglio di Crema, è strettamente legata alla
questione delle presunte apparizioni della Madonna a Medjugorje.
Molti sono i documenti in possesso del vescovo di Mostar, della
Conferenza episcopale della Bosnia, della nunziatura apostolica a
Sarajevo, della Congregazione per la dottrina della fede e di
quella dei religiosi, che lo dimostrano. In colloqui riservati
avuti da chi scrive alcuni autorevoli prelati hanno spiegato che
il problema dei frati è al primo posto nell’analisi delle
questioni relative ai fatti di Medjugorje. Era anche la
convinzione del vescovo Zanic. Io non mi nascondo, come scrive padre
Lino Maddalena da San Giorgio Canavese, dietro le parole di
Zanic. Zanic è stato vescovo di Mostar e ha scritto ciò che ho
riportato in piena coscienza. Non ha disubbidito a nessuno
pubblicando le sue note durante gli anni. Il vescovo locale è il
responsabile, anche secondo il diritto canonico. Il fatto è che
dà fastidio che un giornale, cattolico per giunta, faccia il suo
mestiere: cioè informi. La parola "vergogna" che
abbiamo messo nel titolo l’ha scritta il vescovo Zanic.
Sugli eventi di Medjugorje manca
la serenità. Sono pochi quelli che conoscono tutti gli elementi.
Di solito ci si affida a suggestioni collettive. Padre
Francesco Tudda da Pietrafitta ci scrive raccontandoci la
storia di un cieco che a Medjugorje ha "visto" il
fenomeno del sole che gira e poi l’ha descritto con i colori
alla perfezione a un suo amico. La storiella non è nuova. È una
delle tante che vengono narrate a sostegno dei fatti di Medjugorje.
Atteniamoci ai fatti e alle notizie: nessuna guarigione è stata
mai approvata. Il Bureau medical di Lourdes, chiamato a
pronunciarsi su qualche dossier, lo ha rimandato indietro. Eppure
ogni mese si aggiungono guarigioni a guarigioni. Sono le notizie e
i fatti che creano scompiglio nell’animo dei sacerdoti? Allora
significa che molti sacerdoti non erano informati circa i fatti di
Medjugorje. Padre Diego Camia di Rapallo ci chiede di «far
sentire anche l’altra campana». Ebbene è quello che abbiamo
fatto, perché dalle lettere che abbiamo ricevuto appare chiaro
che finora si è ascoltata solo la campana di chi approva le
presunte apparizioni di Medjugorje.
Monsignor Anton Gauci da
Gozo (Malta) ci scrive per dirci che «troppa credulità è senza
dubbio da condannarsi: danneggia anche la fede. Ma è ugualmente
da condannarsi lo scetticismo, specialmente quello cosiddetto a
priori». Mi pare di aver scritto molto su Medjugorje sia su Famiglia
Cristiana, sia su Jesus e Vita Pastorale. Ho
consultato documenti, ho avuto colloqui con molte persone, ho
letto molti libri. Sono stato a Medjugorje molte volte. Se sono
scettico non lo sono certo "a priori". Molti nella
Chiesa ritengono che i servizi delle riviste paoline su Medjugorje
sono stati equilibrati e informati. Anche monsignor Gauci dice di
essere «pienamente d’accordo sulla possibilità di inganni,
voluti o preterintenzionali, in questo campo delle visioni
private. Nel corso della storia bimillenaria della Chiesa, abbiamo
avuto abbastanza abusi in questo campo».
Un’ultima parola a
don Sergio Fappani, sacerdote bresciano che ci racconta di
essersi convertito, grazie ad «alcuni luoghi carismatici: il
cenacolo, il calvario, la basilica della Risurrezione a
Gerusalemme e, aspettate a ridere, la piana di Medjugorje».
Conosco gente che si è convertita senza andare in luoghi
speciali. Dopo tutto anche Gesù dice a Tommaso: «Beati coloro
che crederanno senza...». Ma non voglio entrare nel merito delle
emozioni. Rilevo solo che lo Spirito di Dio continua a soffiare
dove vuole. E ciò indipendentemente da frati disubbidienti,
Madonne che piangono, soli che girano, vescovi che parlano o
scrivono e curie che non si pronunciano.
a.b.