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Annotazione
preliminare. La pedofilia è un fenomeno grave e
aberrante, ma è ora di smetterla – come è accaduto durante la vicenda
Milingo – di tirare in ballo la storia della pedofilia dei preti per
avanzare pretese contro il celibato. La pedofilia esiste tra i preti come
tra i papà, le mamme, i nonni, gli avvocati, gli ingegneri, i professori,
i maestri, gli educatori e forse anche tra i preti sposati. Mi sono
rammaricato nel leggere certe affermazioni, spesso gratuite, espresse per
rivendicare il diritto al matrimonio di alcuni sacerdoti che liberamente
hanno scelto di sposarsi, dopo aver liberamente scelto di diventare preti
della Chiesa cattolica, con la conseguente scelta del celibato. Anche
monsignor Milingo, nel maggio scorso, aveva sostenuto questa tesi: «Mi
sposo per contrastare la pedofilia tra i preti»; in seguito don Franco
Maggiotto, prete sposato e leader della Comunità Viva Fede di Torino, ha
detto: «La repressione sessuale sta dando frutti avvelenati in ogni
diocesi. La Chiesa spende miliardi per tirare fuori dal carcere i preti
accusati di pedofilia, ma nega a Milingo ogni diritto» (La Stampa,
22 agosto 2001).
È bene fornire dati ed elementi utili per non
confondere le idee a chi da anni è impegnato contro la pedofilia. Dai
documenti ufficiali risulta che la Chiesa ha sempre considerato la
pedofilia e lo sfruttamento sessuale dei bambini "un gravissimo
crimine"; Giovanni Paolo II ha più volte condannato le forme di
perversione anche tra i preti, invitando i vescovi a essere prudenti e
attenti. Dire che la Chiesa spende miliardi per tirare fuori dal carcere i
preti accusati di pedofilia è un’affermazione che andrebbe documentata.
Sappiamo che la Chiesa americana ha dovuto pagare le vittime di abusi
sessuali per il danno arrecato dai suoi preti. Così pure si è a
conoscenza di soggetti accusati di pedofilia che pagano fior di milioni
per essere difesi. Ognuno ha diritto alla difesa, ma non credo che la
Chiesa copra il reato di pedofilia. Se si sostiene il contrario, occorre
dare gli elementi per poter discutere e approfondire i casi. La mia
decennale esperienza d’impegno e di lavoro contro la cultura pedofila,
come anche contro le altre forme di sfruttamento sessuale a danno dell’infanzia,
mi impone una breve riflessione.

(foto Max Rossi).
Alcuni dati. In
base al teorema "preti e pedofilia", sono nate associazioni e
iniziative per denunciare la pedofilia nella Chiesa cattolica; una di esse
è la "No pedo. Associazione per la denuncia dei preti cattolici
pedofili" del Movimento Raeliano, che invita i genitori perfino a non
mandare i figli al catechismo; anche alcune sette sataniste abbinano la
pedofilia ai preti. Comprendo le buone intenzioni, ma non condivido gli
aspetti settoriali del problema. Studi americani significativi, e ancora
oggi non smentiti (quali: Pedophiles and Priests, di Philip Jenkins,
e Pedophiles and Priests. Anatomy of a Contemporary Crisis, Oxford
University Press, New York-Oxford 1996) sostengono che le vittime della
pedofilia soffrono per decenni a livello psicologico l’umiliazione
subita.
Alcuni esperti stimano che negli Stati Uniti 2.000 dei
51.000 preti cattolici siano stati accusati di abuso sessuale su minori
negli ultimi vent’anni (Hanauer Anzeiger, 13.7.98). Si tratta
più o meno del 4 per cento. Il prof. Hubertus Mynarek valuta dal 3 al 5
per cento il numero di preti pedofili in Germania (Akte 97,
14.9.99). Lo stesso accade anche in altri Paesi, compresa l’Italia. Da
fonte pedofila (cf. Associazione danese pedofila, redazione
italiana) si sostiene che solo in Italia i pedofili dovrebbero essere
400.000, e pochissimi sono preti. Questi dati, se veri, debbono far
riflettere tutti. La pedofilia è, pertanto, un fenomeno complesso, di
estrema delicatezza per i risvolti sia culturali che etici. Ma non è un
fenomeno limitato ai soli preti; e credo che non abbia niente a che vedere
con il celibato degli stessi. Infatti, gli abusi sessuali a danno dei
bambini si consumano per il 75% tra le mura domestiche, da uomini sposati
e donne sposate. Pur riconoscendo casi di sacerdoti che si sono macchiati
di tale efferato reato.

(foto Max Rossi).
Ci vuole l’impegno
di tutti. La Chiesa cattolica britannica ha già
adottato delle misure contro i preti pedofili. L’arcivescovo di
Westminster, Cormac Murphy-O’Connor, nel settembre del 2000 annunciò la
costituzione di una commissione indipendente – formata da un vescovo,
due giudici, funzionari della polizia, uno psichiatra e un funzionario di
un’associazione per la difesa dei bambini – per indagare sulle accuse
di pedofilia in cui fossero coinvolti dei preti e sul modo in cui la
Chiesa affronta questi episodi. Il celibato dei preti è tutt’altra
cosa. In questa sede non desidero occuparmene. Ognuno si assuma le
responsabilità delle scelte. Io ho conosciuto preti celibi che rasentano
la santità, come ho conosciuto preti sposati che rasentano la santità.
Per il resto, tornando al nostro tema pedofilia e preti, credo che lo
debbano affrontare seriamente tanto i preti celibi quanto quelli sposati e
la società tutta.
Fortunato Di Noto
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