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 Vita Pastorale n. 5 maggio 2012 - Home Page Iniziative paoline

Media proposte pastorali

di AMPELIO CREMA

 

SETTIMANA DELLA COMUNICAZIONE

Da diversi anni Paolini e Paoline affrontano i temi dei nuovi strumenti di comunicazione e d'incontro nei tre Festival organizzati insieme con le diocesi italiane. Particolare attenzione alle famiglie e ai ragazzi, occasione di partecipazione e di crescita culturale ma nello stesso tempo religiosa.

Se abbiamo la pazienza di fermarci un attimo, ci rendiamo conto che il nostro mondo è nuovamente e radicalmente cambiato negli ultimi dieci anni. Nuovi strumenti, nuove possibilità, nuove vie e nuove modalità per comunicare sono a nostra disposizione. E, ormai in forma plateale, il Web ci sta costringendo e, forse, aiutando a ripensare i modi e gli ambienti della pastorale.

Vicenza, 2011: Lech Walesa, Nobel per la pace 1983, al Festival biblico (quarto da destra don Ampelio Crema).

Vicenza, 2011: Lech Walesa, Nobel per la pace 1983, al Festival biblico (quarto da destra don Ampelio Crema).

Una sfida alla pastorale

Quei sempre meno che frequentano le nostre chiese non riescono più a seguire le nostre "belle" ma sempre lunghe omelie o catechesi. Anche se durano solo 5 minuti! Oggi ci è chiesto dalla cultura della comunicazione che impregna ogni ambito del nostro vivere, di riuscire a "dire la fede" in 160 caratteri di un sms o di un "twitter". O comunque comunicare la fede tramite messaggi brevi, essenziali, non scontati dal punto di vista sonoro/ strutturale, in forma quasi di aforisma.

E, nello stesso tempo, di saper uscire dal tempio per incontrare la gente che "non ha più bisogno" di venire in chiesa. E riuscire ancora a parlargli di Dio, raccontando la propria esperienza d'incontro con lui e con la sua Parola. Senza paura del confronto.

È un difficile e nello stesso tempo entusiasmante cambio di mentalità che il Web sta operando nella pastorale. Provocati da questo cambiamento epocale, da anni come Paolini e Paoline stiamo sperimentando il "format" del Festival come strumento d'evangelizzazione.

Festival della Comunicazione 2012

Il "format Festival"

Per noi credenti, chiamati a vivere e annunciare il Vangelo nella cultura della comunicazione, la rivoluzione provocata da Web apre nuove prospettive d'impegno nell'annuncio. Da una concezione ed esperienza del mondo della comunicazione dove il "medium è il messaggio", tanto caro a McLuhan, oggi si costata in maniera evidente che "il contenuto è il re": il contenuto determina il processo comunicativo. Ridando valore al messaggio e democratizzandolo sempre più, il mondo digitale ha riportato in primo piano l'importanza di avere qualcosa da dire. E dirlo in maniera qualitativamente accattivante. Ed è questo "qualcosa da dire" a tutti che ci ha spinto a sperimentare la tipologia "Festival" nella pastorale: P mediante parole e silenzi, musiche e visioni, danze e degustazioni, meditazioni e giochi il Festival invita a un "incontro globale" con i grandi temi della vita;

  • nel territorio il Festival propone per le vie, le corti, i palazzi e le piazze della città un'esperienza coinvolgente e multiforme;
  • nel Festival si punta a organizzare manifestazioni che si rivolgono a tutti, grandi e piccini, studiosi e semplici curiosi, cristiani e appartenenti ad altre confessioni: cercando di parlare a tutti.

A noi, depositari della "buona notizia" per eccellenza, il dovere di far risuonare tra la gente i grandi temi che ci sono affidati. Da qui l'impegno di organizzare eventi di confronto, dialogo, festa sui grandi temi e le grandi domande dell'uomo nostro contemporaneo:

  1. il Festival della vita, organizzato dalla diocesi di Caserta e dalla Società San Paolo (di cui abbiamo celebrato a febbraio la II edizione) per incontrarsi sul grande tema della vita come sfida valoriale;
  2. il Festival biblico, organizzato dalla diocesi di Vicenza e dalla Società San Paolo per riscoprire la Bibbia come codice universale di riferimento: giunto all'VIII edizione, da quest'anno vede coinvolta anche la diocesi di Verona, oltre a 12 città della diocesi berica;
  3. il Festival della comunicazione (itinerante: lo scorso anno a Padova, quest'anno a Caltanissetta in collaborazione con la diocesi) e la Settimana della comunicazione (che si celebra in oltre 40 città italiane), giunti alla VII edizione, promossi dalle Figlie di San Paolo e dalla Società San Paolo.

Ci si prefigge con queste iniziative l'obiettivo di prendere consapevolezza della comunicazione come fenomeno sempre più caratterizzante trasversalmente l'esistenza dell'uomo.

«La vita è una danza a ritmo del cuore»: intervento a Vicenza di Erica e Giovanni, 39 anni.

«La vita è una danza a ritmo del cuore»: intervento a Vicenza di Erica e Giovanni, 39 anni.

Il segreto del successo

Aspetti che contribuiscono alla riuscita di questi appuntamenti sono sicuramente, tra i tanti, il ricorso alla narratività, al racconto, all'incontro con i testimoni, con le storie...; il mix di linguaggi anche in un'unica esperienza e il respiro internazionale portato fuori della porta di casa. È decisivo comunque offrire a un pubblico ampio e diversificato, con una particolare attenzione alle famiglie e ai bambini, occasioni di presenza, partecipazione, crescita umana, culturale, civile e spirituale. Si mira a rispondere al bisogno di condivisione e di dialogo emergenti oggi.

Il tutto trova origine negli insegnamenti che don Alberione ha infuso in tutta la Famiglia paolina: affrontare con coraggio e con strumenti innovativi la sfida di accompagnare le persone verso gli insegnamenti del Vangelo o entrare nel Vangelo per interrogarlo con la vita. E aprirsi senza paura al confronto con il mondo in cui viviamo, consapevoli che il dialogo e l'attenzione ai piccoli e ai più deboli aiutano l'uomo a riscoprire sempre meglio la sua dignità. Soprattutto c'è il convergere di tante persone che, pur con sensibilità e cammini di fede diversi, volontariamente si prestano a sostenere i progetti.

È l'esperienza di fare rete, di "mettere insieme" soggetti disparati, anche opposti, creando una serie di rapporti che coniugano la proposizione dei contenuti interessanti per l'uomo d'oggi; di avere il sostegno del mondo delle imprese, cultura, università, del contesto sociale in cui si vivono questi eventi.

Un sostegno che di anno in anno diventa sempre più piena condivisione del nostro percorso, consapevoli della necessità di arricchire la vita sociale e culturale del nostro Paese con proposte che, partendo dai principi e dai valori del Vangelo, contribuiscano a dare alle persone quei riferimenti significativi per la vita personale e collettiva che oggi appaiono deboli e confusi. Nello stesso tempo evitando il rischio dell'integralismo, di parlare ai "nostri", ma accettare la sfida di essere in piazza insieme ad altri e "alla pari". È il ritrovarsi e associarsi per interessi tematici: ci si ritrova, ci si confronta, si discute, nel rispetto. Senza paura e senza annacquarsi.

Missionarietà sapienziale Nel tempo del Web accettare la sfida di organizzare eventi di qualità sui grandi temi della vita è un modo di rispondere ai tre fondamentali imperativi per il credente: devi esserci, devi essere visibile, devi essere credibile! Ma cosa vuol dire questo per un operatore pastorale? Per usare una espressione cara a padre Radcliffe, già superiore generale dei domenicani (in Testimoni del Vangelo, Qiqajon 2004), si tratta di vivere una presenza, una missionarietà sapienziale.

Guidati da una spiritualità missionaria, cerchiamo d'incontrare la gente con la modalità che possa essere accattivante, senza perdere la propria identità... Una sapienza che ci libera dall'ansietà, perché siamo consapevoli sempre del fine della nostra esistenza, dell'identità che ci guida, del compito che siamo chiamati a svolgere. Vuol dire non cadere nelle logiche di questi strumenti, nelle malattie del protagonismo.

  1. Esserci: la presenza nelle dinamiche sociali oggi è fondamentale. La nostra non può essere una presenza riduttiva, ma da protagonisti. Osare, riprendere slancio nelle nostre iniziative pastorali... pur consapevoli delle difficoltà presenti. «La presenza non è un semplice esserci. È restarci» (Radcliffe), è essere presenza di Cristo nel nostro impegno pastorale e nell'ambiente in cui viviamo 24 ore su 24. Restarci consapevoli di quanto il Signore ci richiede; consapevoli di chi siamo. Spendere tutto per vivere la nostra vocazione cristiana nel contesto sociale in cui operiamo. Restarci non da singoli, ma come comunità ecclesiale. Nella complementarietà delle ricchezze, non nell'appiattimento monocorde. Una grande orchestra, che suona la musica di Dio. Non tanti campanili orgogliosi delle loro campane...
  2. Essere visibili; avere il coraggio dell'epifania: «La missione spinge oltre la presenza, verso l'epifania». «Essere un missionario non è ciò che faccio; è ciò che sono. Proprio come Gesù è colui che è inviato (cf Eb 3,1)» (Radcliffe): pertanto, sono chiamato a mostrare chi sono, non perdersi nelle nebbie festaiole, ma tramite il Festival manifestare la bellezza di Dio... Non al lume di candela, nascosti dietro le quinte per paura di manifestare chi siamo. Far incontrare, tramite questi eventi, persone vere, autentiche, esemplari, che sono prima di tutto discepoli della Parola, capaci di ascolto di Dio e della sua volontà; che ammaestrano con un annuncio appassionato, da testimoni credibili e visibili, pieni di zelo che è gelosia di Dio, il quale non accetta che l'uomo si perda.
  3. Far scoprire comunità aperte, accoglienti, credibili e visibili di Chiesa. Essere credibili, in quello che diciamo e soprattutto che siamo: proclamare con la parola e con la vita: «Il nostro annuncio dell'evangelo deve farsi parola. [...] La Parola diviene carne, ma la carne a sua volta diviene parola». Ma anche essere uomini capaci di dialogo, di confronto, vivendo l'ascesi della veridicità. Vivere eventi... per provocare la gente ad "andare oltre", a tradurre nella vita e nella quotidianità di un cammino gli interrogativi o le scoperte che un Festival può portare.

Festival Biblico di Vicenza

Festival Biblico di VicenzaGiunto ormai all'ottava edizione, è un evento di respiro internazionale; tanti i contatti (oltre 35.000 nell'edizione 2011) e gli echi nei media regionali e nazionali. Quest'anno, in un periodo di crisi economica, il Festival biblico affronta il tema della paura, individuale e sociale, con la volontà di aprire squarci di novità alla luce della Scrittura. "Perché avete paura? La speranza dalle Scritture": il titolo riprende una domanda di Cristo ai discepoli.

L'evento (promosso dalla Società San Paolo e dalla diocesi di Vicenza, coordinato dal Centro culturale San Paolo) si terrà dal 18 al 27 maggio a Vicenza e in dodici centri della provincia berica (tra i quali Schio, Arzignano, Valdagno, Bassano del Grappa e Lonigo). Da quest'anno si estende nel territorio coinvolgendo la diocesi di Verona. Avrà un marcato respiro internazionale per i molti ospiti provenienti da varie nazioni.

Tra le innumerevoli iniziative, si terrà il focus scientifico internazionale "La linfa dell'ulivo" dedicato alle discipline – archeologia, storiografia, esegesi, storia, geografia... – che interessano le terre della Bibbia, realizzato con il patrocinio dello Studium biblicum franciscanum di Gerusalemme, autorevole centro accademico in materia.

L'evento ha il pieno appoggio del Progetto culturale della Cei e del Pontificio consiglio della cultura e trova nella comunità vicentina e veneta il significativo coinvolgimento di istituzioni pubbliche e realtà private.

Informazioni: Centro culturale San Paolo onlus,
viale Ferrarin 30, 36100 Vicenza; tel. 0444.93.74.99,
centroculturale.vicenza@stpauls.it,
www.festivalbiblico.it).

Ampelio Crema

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