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 Vita Pastorale n. 9 ottobre 2011 - Home Page DOSSIER - GIOVANNI PAOLO XXIII, il contesto storico

La pace sulla terra

di Maurilio Guasco.

 

Segnano il pontificato di Giovanni XXIII gli eventi delle crisi internazionali, tra le quali quella di Cuba tra Usa e Unione Sovietica. Il suo intervento fu determinante a creare un clima di pace. L'azione moderata del Papa si fece sentire anche in Italia, con riflessi sulla politica nazionale...

Il 25 ottobre 1962, alle ore 12, e quindi pochi giorni dopo l'apertura del Concilio, la radio vaticana diffondeva al mondo, e sarebbe poi stato presentato in varie lingue, il messaggio con il quale papa Giovanni XXIII interveniva, e di fatto poneva termine, alla crisi che, causa l'installazione a Cuba di missili sovietici, stava per coinvolgere il mondo intero per il dissidio che si era aperto tra Stati Uniti e Unione Sovietica.

foto G. GIULIANI.

foto G. GIULIANI.

Rischio di un'altra guerra

Diceva tra l'altro il sommo pontefice: «Noi ricordiamo i gravi doveri di coloro che portano la responsabilità del potere. Con la mano sulla coscienza, ascoltino il grido angosciato che da tutti i punti della terra, dai bambini innocenti ai vecchi, dalle persone alle comunità, sale verso il cielo: pace! Pace! Noi rinnoviamo oggi questa solenne invocazione. Noi supplichiamo tutti i governanti di non restare sordi a questo invito dell'umanità. Che essi facciano tutto ciò che è in loro potere per salvare la pace. Essi eviteranno così al mondo gli orrori di una guerra, di cui nessuno può prevedere quali sarebbero le spaventose conseguenze. Che essi continuino a trattare, perché questo atteggiamento leale e aperto ha grande valore di testimonianza per la coscienza di ciascuno e davanti alla storia. Promuovere, favorire, accettare dei colloqui, a tutti i livelli e in ogni tempo, è una regola di saggezza e di prudenza che attira le benedizioni del cielo e della terra». Tra tutti gli eventi di cui fa memoria la storia degli anni del pontificato di Giovanni XXIII, forse quello connesso con la crisi dei missili di Cuba è il più significativo ed emblematico. La Russia stava installando dei missili a pochi chilometri dagli Stati Uniti, e il presidente Kennedy aveva imposto ai sovietici di ritirarli, decidendo anche di ispezionare le navi sovietiche che facevano rotta verso Cuba per impedire il passaggio dei missili o delle rampe di lancio. Proprio quando sembrava imminente uno scontro, e qualcuno ipotizzava che quella guerra fra le due superpotenze avrebbe potuto provocare oltre un miliardo e duecento milioni di morti, i vari contatti diplomatici portavano a quell'intervento pontificio, accolto con favore dalle due parti, che si impegnavano a ritirare le rampe da parte dei sovietici, e a non invadere Cuba da parte degli statunitensi. Non va infatti dimenticato che già nell'aprile del 1961 un gruppo di esuli anticastristi aveva tentato, senza successo, lo sbarco a Cuba, nella baia dei Porci, finanziato dai servizi segreti statunitensi. Forse fu uno dei più straordinari successi diplomatici da parte vaticana, reso possibile dai vari gesti e atteggiamenti di papa Giovanni che gli avevano attirato le simpatie non solo degli occidentali, ma anche da parte dei sovietici.

Le crisi internazionali

Uno dei protagonisti della vicenda era Nikita Krusciov, che nel marzo del 1958 era succeduto a Bulganin nella carica di Primo ministro, carica che si aggiungeva a quella di segretario del partito, concentrando così in un unico personaggio le due massime cariche dello Stato sovietico. Poco dopo avrebbe avuto inizio il conflitto tra Unione Sovietica e Cina popolare, che giungerà al culmine nell'estate del 1960. Nello stesso 1958 Fidel Castro stava completando l'attacco al dittatore Batista, che fuggirà all'estero nel gennaio 1959, mentre in Algeria scoppiava la rivolta dei generali francesi contro il loro governo, rivolta che sarebbe stata domata, anche con la soluzione della questione algerina, da parte di De Gaulle. Anche alcuni paesi africani iniziavano il cammino verso l'indipendenza: ne sono quasi il simbolo le rivolte che scoppiano in Congo contro l'amministrazione belga. Il patriarca Roncalli succede a Pio XII in un periodo non facile della situazione internazionale. Krusciov alterna scelte apparentemente contraddittorie: inizia la destalinizzazione, con la denuncia dei crimini di Stalin, ma reprime nel sangue la rivolta ungherese e nel 1958 fa anche condannare a morte Imre Nagy, che aveva guidato il governo ungherese nei mesi della rivolta del 1956. Sembra però avviato il cammino della distensione: nel settembre 1959 Krusciov si reca negli Stati Uniti e a Camp David incontra il presidente statunitense Eisenhower per analizzare i problemi internazionali.

Un ulteriore passo verso la distensione è la nomina a presidente degli Stati Uniti, nel novembre 1960, del cattolico John Kennedy, che nel giugno 1961 incontra a Vienna Krusciov per discutere della proibizione degli esperimenti nucleari. Causa l'aggravarsi della crisi di Berlino, l'Unione Sovietica però già nell'agosto 1961 riprende gli esperimenti nucleari nell'atmosfera, seguita dagli Stati Uniti, che a loro volta riprendono tali esperimenti nel Pacifico nell'aprile 1962. Grazie a Kennedy però, nel settembre 1961 una legge pone fine alla segregazione razziale sui mezzi di trasporto: ottiene così un'importante conquista il movimento messo in atto da Martin Luther King. Nel 1959 inizia la corsa verso lo spazio extraterrestre: prima l'Unione Sovietica poi gli Stati Uniti mettono in orbita dei satelliti, che precedono l'invio nello spazio, nell'aprile 1961, di un uomo, il sovietico Juri Gagarin.

La politica in Italia

A livello politico, la Democrazia cristiana italiana pone le premesse per un accordo con il Partito socialista. Ne saranno protagonisti AldoMoro e Pietro Nenni: tesseranno la lunga tela che porterà nel 1963 a un accordo organico di governo, tra le proteste e le opposizioni della destra democristiana e della sinistra socialista, ma anche di molti vescovi italiani. L'intervento più significativo sarebbe stato pubblicato in un articolo anonimo dell'Osservatore Romano, il 18 maggio 1960, che fin dal titolo, "Punti fermi", indicava i limiti invalicabili per i cattolici in politica e si proponeva di fare chiarezza in un momento di "grande confusione di idee". Si voleva mettere in guardia contro chi «tende a staccare il cattolico dalla gerarchia ecclesiastica, restringendo i rapporti tra l'uno e l'altra alla sfera del puro ministero sacro e proclamando la piena autonomia del credente nella sfera civile». Si saprà dopo che il Pontefice non era tanto convinto dell'opportunità di quell'intervento, dal momento che non aveva nascosto la sua intenzione di lasciare libertà ai politici cattolici di fare le loro scelte secondo quanto dettava loro la propria coscienza, e non gli interventi dell'autorità ecclesiastica. In attesa degli accordi a livello nazionale, la prima giunta di centro-sinistra si costituirà a Milano nel gennaio 1961, seguita a febbraio da Genova e a marzo da Firenze.

Eventi ecclesiali

In ambito ecclesiale, si verificano anche eventi di segno diverso: nel 1958 viene fatto ritirare dal commercio il volume di don Milani, Esperienze pastorali, e nel maggio 1959 giunge anche quella che sembra la conclusione definitiva della vicenda dei preti operai, con l'affermazione dell'incompatibilità tra sacerdozio e lavoro salariato in fabbrica. Sarà il Concilio a presentare un pensiero del tutto diverso. Sono anche i mesi, e lo ricordo solo come altro esempio problematico, della difficile vicenda di Nomadelfia e del suo fondatore don Zeno Saltini. Ma don Primo Mazzolari avrà il conforto, poco prima di morire, di sentirsi definire da Giovanni XXIII la «tromba dello Spirito Santo in terra mantovana». Vale la pena di ricordare che nel 1959 viene pubblicato, a due anni dalla morte dell'autore, uno dei più straordinari romanzi del '900, Il Gattopardo, di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore rimasto praticamente sconosciuto nel corso della sua vita.

Verso la Pacem in terris

Durante il 1960 Cuba entra definitivamente nell'area d'influenza sovietica, e l'abbattimento dell'aereo spia statunitense U-2 nello spazio aereo dell'Unione Sovietica determina forti tensioni tra i due Paesi, mentre in Italia il governo Tambroni, sostenuto dalle destre, provoca violente manifestazioni di piazza, dando in qualche modo la prova che quelle alleanze erano impossibili, e offrendo argomenti a chi pensava che bisognava rivolgersi alle sinistre moderate, cioè ai socialisti. Un provvedimento che porterà forti modifiche nella scuola italiana è la legge, approvata nel gennaio 1963, che innalza a 14 anni l'obbligo scolastico e istituisce la scuola media unificata. Il 28 aprile 1963 si svolgono in Italia le elezioni politiche che vedono l'arretramento della Dc e l'aumento del Partito comunista. Non sono pochi i commentatori, anche cattolici, che attribuiscono tale situazione anche agli interventi di papa Giovanni, che il 7 marzo 1963 aveva ricevuto in udienza la figlia di Krusciov con il marito Adgiubei e il 10 aprile aveva pubblicato una delle sue encicliche più significative, la Pacem in terris. In essa tra l'altro sosteneva, in un'ineccepibile ottica storica, che «non si possono identificare false dottrine filosofiche sulla natura, l'origine e il destino dell'universo e dell'uomo, con movimenti storici a finalità economiche, sociali, culturali e politiche, anche se questi movimenti sono stati originati da quelle dottrine e da esse hanno tratto e traggono tuttora ispirazione. Giacché le dottrine, una volta elaborate e definite, rimangono sempre le stesse; mentre i movimenti suddetti, agendo sulle situazioni storiche incessantemente evolventesi, non possono non subirne gli influssi e quindi non possono non andare soggetti a mutamenti anche profondi». Pertanto, concludeva il pontefice, «può verificarsi che un avvicinamento o un incontro di ordine pratico, ieri ritenuto non opportuno o non fecondo, oggi invece lo sia o lo possa divenire domani». Un domani che per Giovanni XXIII sarebbe stato breve, poiché sarebbe morto il 3 giugno dello stesso anno, seguito a breve scadenza da due dei protagonisti di quella stagione straordinaria, il presidente Kennedy, assassinato a Dallas il 22 novembre 1963, e Martin Luther King, che sarebbe stato assassinato a Memphis il 4 aprile 1968.

Maurilio Guasco

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