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LITURGIA VIVA / 1

Lezionario ambrosiano

di ALBERTO FUSI
   

   Vita Pastorale n. 9 ottobre 2008 - Home Page

Con la nuova edizione la diocesi di Milano compie un passo decisivo nel portare a termine la propria riforma liturgica.
   

Con la prima domenica di Avvento (16 novembre) che, nella tradizione liturgica milanese ha una durata di sei settimane, entrerà in vigore il Nuovo lezionario ambrosiano (NLA), promulgato il 20 marzo scorso, giovedì della Settimana santa, al termine della messa crismale, dal cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano e Capo Rito. Si conclude così la fase del lezionario pubblicato ad experimentum nel 1976 e che, in realtà, si presentava come un "supplemento ambrosiano" al Lezionario romano (LR) frutto della riforma liturgica del concilio Vaticano II.

Duomo di Milano: messa pasquale in rito ambrosiano del card. Dionigi Tettamanzi (foto Enrico Belluschi).
Duomo di Milano: messa pasquale in rito ambrosiano del card. Dionigi Tettamanzi
(foto Enrico Belluschi).

La Chiesa ambrosiana, già in possesso del nuovo messale, compie così un passo "decisivo" e qualificato nell’impresa di portare a termine la propria riforma liturgica nel solco conciliare (cf SC 4), avviata, con "volontà di ferro", dal cardinale Giovanni Colombo e con il personale interessamento del papa Paolo VI. Lo stesso cardinale promulgò nel 1976 il citato Nuovo messale ambrosiano, mentre al suo successore, il cardinale Carlo M. Martini, si devono le due ristampe aggiornate del 1986 e del 1990 e la promulgazione della Liturgia delle ore (1983)(1).

Si tratta effettivamente di un passo "decisivo" perché, come scrive il cardinale Tettamanzi, il «Lezionario è elemento qualificante di una tradizione liturgica, perché mediante l’organizzazione della proclamazione liturgica delle Sacre Scritture, si modula una peculiare proposta catechetica e mistagogica e si veicola una sensibilità teologica e spirituale» di cui la Chiesa milanese è in possesso non da oggi. Con il NLA viene infatti recuperata, e opportunamente integrata, quella originale organizzazione delle letture bibliche venutasi a formare nel primo millennio e sostanzialmente arrivata fino a noi con l’ultima edizione del Missale Ambrosianum, promulgato dal cardinale Ildefonso Schuster nel 1954, i cui tratti essenziali si trovano sintetizzati nel n. 3 delle Premesse con cui si apre il nostro libro.

Queste righe di presentazione non hanno, ovviamente, la pretesa di essere complete ed esaustive, ma vogliono offrire una prima sommaria informazione in merito al NLA di cui si dirà qualcosa sulle motivazioni di fondo, sulla sua composizione e struttura ponendo in rilievo alcune "scelte" e proponendo qualche riflessione come conclusione(2).

Principi ispiratori

Gli orientamenti di fondo e le linee guida che hanno ispirato i compilatori del NLA sono rintracciabili nelle già citate Premesse e, più diffusamente, nella sua presentazione tenuta, a cura di monsignor Claudio Magnoli, al consiglio presbiterale della diocesi di Milano (29-30 gennaio 2007). Tra esse menzioniamo «il rispetto e la valorizzazione della grande tradizione ambrosiana»; «la consapevolezza della peculiarità della Chiesa ambrosiana nell’ambito della Chiesa cattolica e, più ampiamente, dell’ecumene cristiano»; «l’opportunità di rinnovare la predicazione della fede a partire dalla proclamazione liturgica della Parola».

Per questo, una volta affermata la primaria destinazione del nostro libro alla «celebrazione dei misteri», va sottolineato il suo valore spirituale e pastorale per l’edificazione dei fedeli di rito ambrosiano che in esso «potranno attingere» come a primo e fondamentale luogo «la conoscenza della Sacra Scrittura, che è conoscenza stessa di Gesù Cristo, lasciandosi plasmare dall’ascolto diretto delle letture bibliche proclamate e dalla predicazione posta al servizio della loro intelligenza» (Premesse 62-64).

La composizione del NLA

È determinata sulla base dei principi ispiratori e degli intenti sopra segnalati. In concreto il NLA, composto a livello editoriale da più volumi, è stato pensato e organizzato in tre parti (o libri), quelle in cui si dispiega, nel corso dell’anno liturgico, l’unico mysterium salutis racchiuso nella Pasqua, avviato nel mistero dell’incarnazione e "consumato" nel mistero della Pentecoste. Di qui la classificazione dei tre libri denominati rispettivamente: mistero dell’incarnazione del Signore, mistero della Pasqua del Signore, mistero della Pentecoste. Essi contengono letture per le celebrazioni domenicali/festive e per quelle feriali.

Libro I: Il mistero dell’Incarnazione. Serve l’arco di tempo che va dalla I domenica di Avvento al sabato che precede la I domenica di Quaresima. Si presenta distinto in tre sezioni: le sei settimane di Avvento, il tempo natalizio ed epifanico e il tempo dopo l’Epifania che finora, in linea con il LR, costituiva la prima parte del tempo ordinario o per annum.

Libro II: Il mistero della Pasqua del Signore. Prende l’avvio con la I domenica di Quaresima e termina con la solennità di Pentecoste e perciò comprende le sei settimane di Quaresima, il Triduo pasquale, il Tempo pasquale con la solennità dell’Ascensione, celebrata di nuovo al quarantesimo giorno, e la domenica di Pentecoste.

Libro III: Il mistero della Pentecoste. Va dal lunedì successivo alla solennità di Pentecoste fino al sabato che precede la I domenica d’Avvento. Lo studio accurato e un più attento ascolto della tradizione ambrosiana ha permesso di superare l’organizzazione mutuata dal LR che ascrive questo spazio liturgico al Tempo ordinario(3) e di recuperare l’originale scansione ambrosiana che lo suddivide in tre sezioni: "Tempo dopo Pentecoste" che va dal lunedì dopo la domenica di Pentecoste al sabato che precede la I domenica successiva alla festa del Martirio di San Giovanni Battista (29 agosto); "Tempo dopo il Martirio di San Giovanni il Precursore" dalla domenica dopo il Martirio del Battista al sabato che precede la domenica della Dedicazione del Duomo (III di ottobre); e infine "Tempo dopo la Dedicazione" che va dalla III domenica di ottobre, annuale memoria della Dedicazione del Duomo di Milano, al sabato che precede la I domenica di Avvento.

Alberto Fusi

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