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San Paolo ieri e oggi

Saul, Saulo, Paolo

di PRIMO GIRONI
   

   Vita Pastorale n. 9 ottobre 2008 - Home Page Da Saulo a Paolo: mutare il nome indica una missione particolare affidata da Dio a una persona.
  

All’origine del nome Saulo, che l’apostolo Paolo ricevette all’ottavo giorno dalla nascita nella celebrazione del rito della circoncisione – come egli scrive ai Filippesi (3,5) –, si trova il nome del primo grande re di Israele, Saul. Nella lingua della Bibbia Saul significa "domandato (a Dio)". Come Saul, anche Paolo apparteneva alla tribù di Beniamino (cf Fil 3,5: «della stirpe di Israele, della tribù di Beniamino»).

Nella tradizione biblica questa tribù era caratterizzata dai simboli del "lupo" (Gen 49,27: «Beniamino è un lupo che sbrana») e del "prediletto del Signore" (cf Dt 33,12: «Prediletto del Signore è Beniamino»). Gli antichi commentatori cristiani amavano riferire a Paolo questi due simboli: il primo, a causa della persecuzione contro i discepoli di Gesù delle comunità di Damasco (cf Gal 1,13-14: «Voi avete certamente sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo, come io perseguitassi fieramente la Chiesa di Dio»); il secondo, a motivo della sua conversione a Cristo (cf At 9,15: «Egli è per me uno strumento eletto per portare il mio nome dinanzi ai popoli, ai re e ai figli di Israele»).

Mosaico sopra il portone dell’abbazia delle Tre Fontane, Roma foto Censi).
Mosaico sopra il portone dell’abbazia delle Tre Fontane, Roma (foto Censi).

La scelta del nome Paolo. Nel Nuovo Testamento all’etimologia del nome Saul si riferiscono sia il nome Saulo, sia il nome Sila (reso anche nella forma greco-latina di Silvano, uno dei molti collaboratori di Paolo: cf At 15,22-40; 18,5; 1Ts 1,1; 2Ts 1,1). Paolo non ha mai usato il nome originario di Saulo (che era la forma grecizzata di Saul), ma ha sempre preferito chiamarsi con il nome greco e latino Paulos/Paulus. Nella lingua greca, infatti, il significato del nome Saulo si poteva prestare a una certa ambiguità ("molle", "effeminato"). Nella lingua latina Paulus significa "piccolo", "poco". Essendo cittadino romano, il nome Paulus faceva parte dei tre nomi che ogni cittadino possedeva. Paulus, in questo caso era il cognomen.

Negli Atti degli Apostoli il nome Paolo sostituisce definitivamente quello di Saulo nel contesto del primo viaggio missionario dell’Apostolo. Giunto nell’isola di Cipro, Paolo incontra nella cittadina portuale di Pafo il proconsole romano Sergio Paolo: da allora egli, che fin dalla nascita veniva chiamato con il nome di Saulo, si presenterà sempre con quello di Paolo (cf At 13,9: «Saulo, detto anche Paolo»).

La Legenda aurea. Nel capitolo 90 della Legenda aurea (scritta verso il 1280 dal vescovo domenicano Jacopo da Varazze o da Varagine) troviamo questo testo, che più che alle origini cristiane si riferisce alla storia della tradizione cristiana, cioè al modo di accostarsi a Paolo lungo i tempi: «A proposito del nome Paolo, ci sono tre opinioni. Origene sostiene che l’Apostolo ebbe sempre due nomi e che sempre si fosse chiamato Saul e Paolo. Rabano Mauro invece sostiene che il nome Saulo fosse tratto dal nome Saul, il re superbo, e che dopo la conversione si fosse chiamato Paolo, cioè "piccolo", per la piccolezza e la modestia del suo animo, e proprio per questa ragione parlava del suo nome quando diceva: "Io sono il più piccolo fra gli apostoli" (1Cor 15,9). Beda infine sostiene che l’Apostolo acquistò il nome di Paolo dal proconsole Sergio Paolo, che convertì alla fede».

Gli Atti di Paolo e di Tecla. È un testo apocrifo del Nuovo Testamento, scritto in greco nella seconda metà del II secolo d.C. In esso troviamo alcune notizie su Tecla (discepola dell’Apostolo) e su Paolo. Ecco come viene descritto l’Apostolo: «Egli [Onesiforo] percorreva la Via regia che conduce a Listra. Si fermò ad attendere Paolo e osservava attentamente i passanti in base alla descrizione che di lui aveva fatto Tito. Scorse Paolo che stava venendo: era un uomo di bassa statura, con la testa calva, le gambe arcuate, il corpo vigoroso, le sopracciglia congiunte, il naso alquanto sporgente, pieno di amabilità; a volte infatti aveva le sembianze di un uomo, a volte l’aspetto di un angelo».

Il testo prosegue con la descrizione di Tecla, discepola di Paolo: «Mentre Paolo parlava in mezzo all’adunanza nella casa di Onesiforo, seduta alla finestra della casa vicina, la vergine Tecla, fidanzata a un uomo di nome Tamiri, ascoltava notte e giorno il discorrere di Paolo sulla castità: non si allontanava mai dalla finestra, ma, sostenuta dalla fede, vi restava con gioia inesprimibile. Vedendo che molte donne e vergini entravano da Paolo, anche lei bramava di essere degna di stare al cospetto dell’Apostolo e ascoltare la parola di Cristo: non aveva mai visto, infatti, le sembianze di Paolo, ma aveva udito soltanto la sua parola».

Il cambiamento di nome da Saulo a Paolo. Va collocato nella tradizione biblica, ove tale cambiamento indica una missione particolare che Dio affida al chiamato. È stato così per Pietro (cf Gv 1,42: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni: ti chiamerai Cefa, che vuol dire Pietro"). È stato così per Paolo. Pur apparendo etimologicamente molto deboli (Cefa significa "pietra" e Paulus/Paolo "piccolo", "poco"), i due nomi hanno lasciato una traccia profonda nella storia del cristianesimo.

Primo Gironi

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