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Editoriale

Cosa ci si aspetta dal Sinodo?

di LUCA CARREGA
   

   Vita Pastorale n. 9 ottobre 2008 - Home Page In questo momento, c’è una attenzione verso il testo biblico che interessa in modo trasversale il tessuto ecclesiale.
 

Dal 5 al 26 del mese il Vaticano ospiterà la XII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi. La scelta del tema: "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa", costituisce, se non una sfida, almeno un progetto concreto per l’evangelizzazione. All’attenzione dei Padri sinodali verranno poste questioni urgenti sulla diffusione e la recezione della Parola da parte dei fedeli del nostro tempo.

Tra queste, come rammentava recentemente il cardinale Martini in un’intervista a Radio Vaticana, i rischi di un’evangelizzazione intellettuale e astratta, che non tenga conto del dato della Scrittura. Non meno pericolose, poi, sono alcune letture arbitrarie e fondamentalistiche considerate ormai superate, ma che possono ancora sedurre il popolo di Dio. Alle questioni si cercherà di rispondere non solo nelle sessioni pianificate, ma anche nell’ora di discussione libera che suggellerà ogni sera la congregazione generale, una novità introdotta in quest’occasione dal Pontefice, con pieno gradimento degli interessati.

Perché un Sinodo sulla Parola? A conclusione del precedente Sinodo sull’eucaristia, Benedetto XVI commissionò un sondaggio tra i vescovi per verificare quali temi sarebbero stati graditi per un futuro Sinodo. Da più parti si invocava una riflessione sulla parola di Dio e il Pontefice acconsentì volentieri alla richiesta.

Volendo procedere in maniera collegiale, furono preparati dei Lineamenta, accompagnati da una sorta di questionario che fu sottoposto all’attenzione dei vescovi e ottenne una buona risposta da parte delle diocesi sparse ai quattro angoli del globo. Il materiale venne sintetizzato e organizzato in un Instrumentum laboris, presentato il 12 giugno scorso. In questo documento sono raccolti i frutti del lavoro svolto nelle singole diocesi e vengono presentate le linee guida per la discussione sinodale. In generale si può dire che questa prima fase rispecchia la crescita delle comunità ecclesiali nel lavoro di gruppo e l’accentuata sensibilità verso il tema, eredità portata avanti dal concilio Vaticano II.

Che cosa aspettarsi da questo Sinodo? Come ogni iniziativa intrapresa ad alto livello, c’è il rischio che i temi discussi in Assemblea restino appannaggio degli addetti ai lavori. Ma va aggiunto che in questo momento c’è un’attenzione verso il testo biblico che interessa il tessuto ecclesiale in modo trasversale.

Se da un lato il recente sondaggio effettuato da Gfk-Eurisko ha evidenziato tra i credenti italiani una frequentazione molto saltuaria del testo sacro (appena il 27% degli intervistati aveva aperto la Bibbia nell’ultimo mese), la percentuale di fiducia nella verità e importanza di quanto proclamato dalle Scritture è decisamente elevata. Con un’immagine evangelica potremmo paragonare i fedeli di oggi a quelle folle che seguivano Gesù affamate di una parola di vita, delle quali il Maestro aveva compassione perché stanche e sfinite come pecore senza pastore (Mc 6,34).

In Italia i lavori sinodali saranno accompagnati da due iniziative che non mancheranno di sostenere l’interesse verso la parola di Dio. In primo luogo la pubblicazione della revisione della traduzione in lingua italiana del testo biblico a cura della Conferenza episcopale. La versione che viene utilizzata ufficialmente nelle nostre diocesi per uso liturgico dal 1974 è stata ritoccata in quasi 5.000 punti per facilitarne la comprensione e modernizzarne il linguaggio. Dallo scorso Avvento è possibile avvalersene per le letture del Lezionario festivo, in attesa che vengano adeguati anche gli altri libri liturgici.

Una seconda iniziativa, volta a rendere familiare il testo biblico attraverso i mezzi di comunicazione di massa, riguarda il progetto "La Bibbia giorno e notte", lettura continuata della Scrittura che si terrà nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme (Roma). Prenderà avvio il 5 ottobre – in concomitanza con l’inizio del Sinodo – con la lettura del libro della Genesi a opera di Benedetto XVI, terminando l’11 del mese con la proclamazione dell’ultimo testo biblico, il libro dell’Apocalisse, per bocca del segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone.

I lavori assembleari saranno presieduti dal segretario generale Nikola Eterovic, coadiuvato dal segretario speciale del Sinodo, Laurent Monsengwo Pasinya, arcivescovo di Kinshasa. La nomina di quest’ultimo, in sostituzione di Wilhelm Egger, prematuramente scomparso il 16 agosto scorso, conferirà sicuramente un ampio respiro alla discussione, portando il contributo della giovane Chiesa africana e sollevando ancora una volta l’istanza dell’inculturazione delle Scritture in ambienti molto diversi da quello europeo.

Luca Carrega

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