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San Paolo

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Maria José.

 
MARIA JOSÉ, LA SOVRANA "ANTIFASCISTA"
  

LA REGINA IN FRIGORIFERO

Sposando Umberto II nel 1930, la figlia del re del Belgio, cresciuta in un ambiente aristocratico ma aperto, entrò in una famiglia "gelida". I rapporti col fascismo e poi con la resistenza, dedotti dal diario della "regina di maggio".
  

Vi sono buone speranze che si stia finalmente per concludere una vicenda, istituzionale, politica, umana e in parte operettistica, che si trascina dagli albori della Repubblica, che discende dalla tredicesima disposizione transitoria della Costituzione, secondo cui «i membri e i discendenti di Casa Savoia non sono elettori e non possono ricoprire uffici pubblici né cariche elettive.

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Agli ex re di Casa Savoia, alle loro consorti e ai loro discendenti maschi sono vietati l’ingresso e il soggiorno nel territorio nazionale».

Camera e Senato hanno già approvato la revisione costituzionale, che permetterà a Vittorio Emanuele e al figlio di tornare in Italia (a Filiberto, in verità, di entrarci per la prima volta): solo che, non avendo le quattro tornate di voto in Parlamento avuto una maggioranza qualificata di due terzi, c’è la possibilità che, entro l’autunno, qualche movimento avverso ai Savoia (ve ne sono, di contrari, perfino fra i monarchici) riesca a presentare firme sufficienti per un referendum confermativo. Un colpo di scena è possibile, ma non probabile: i più sono convinti che quest’annosa pagina di storia d’Italia stia veramente avviandosi alla chiusura.

Anche perché la lettera e lo spirito della Costituzione sono già stati, da molto tempo, piegati alle convenienze e al buon senso: non poté forse, già negli anni Ottanta, l’ex regina Maria José, consorte dell’ex re Umberto II, varcare la frontiera e ripresentarsi a quegli italiani che, per meno di un mese, erano stati suoi sudditi?

Sull’opportunità, o desiderabilità, di quello strappo alla norma transitoria avvenuto a favore dell’ex regina, potranno ragionare i lettori di Famiglia Cristiana, ai quali la prossima settimana verrà offerta la biografia di Maria José, scritta da Arrigo Petacco. Perché è proprio nella vita della "regina di maggio" (come venne chiamata, per avere regnato dal 9 maggio al 2 giugno 1946) che si possono probabilmente trovare le ragioni per cui, senza che neppure l’ultrasinistra protestasse, vennero per lei, non appena rimasta vedova, allargate le maglie del divieto previsto dalla carta istitutiva della Repubblica.

Era definita da molti "la regina antifascista", e questo salvacondotto democratico aiutò certamente a schiuderle le frontiere d’Italia: la sovrana non tornò mai a risiedervi, ma negli ultimi vent’anni della sua esistenza vi giunse in visita abbastanza frequentemente. Ora, definire antifascista l’ex regina era se non altro anacronistico, perché sul trono Maria José salì, brevemente, quando il fascismo era già crollato, e non c’era più gran merito a esserne oppositori. Semmai, "principessa antifascista", con un certo grado di semplificazione giornalistica. E intelligente, anticonformista, a modo suo spregiudicata, questo sì.

Era la figlia del re Alberto del Belgio ed era quindi stata educata in un ambiente di socialismo moderato, di buona cultura, socievole e di frequentazioni internazionali. Quando, nel 1930, aveva sposato Umberto di Savoia, era entrata in una famiglia completamente differente: altrettanto e forse più aristocratica, ma gelida ("un frigorifero", diceva lei, appunto) e scarsamente aperta al mondo. All’inizio il fascismo, forse per la sua novità, l’aveva, se non attratta, perlomeno incuriosita, e un certo interesse aveva provato anche per la personalità di Mussolini. Attorno al 1938, però, la principessa ereditaria si era già creata un giro di amicizie, fra le quali molti intellettuali, lontane dal fascismo, o anche critiche, al punto che Mussolini, sempre bene informato dalla polizia politica, confidava a Yvon De Begnac di essere "sospettoso" nei suoi confronti. Eppure, l’antifascismo doveva ancora venire, come dimostra un’annotazione di Galeazzo Ciano sul "Diario".

Al concerto di Toscanini

Nell’estate 1938, Arturo Toscanini aveva clamorosamente rotto con il regime e si era trasferito all’estero. In luglio aveva dato un concerto a Lucerna, in Svizzera, al quale avevano assistito, in aperta polemica, molti italiani, fra i quali la principessa di Piemonte. Ma Ciano scrisse di avere ricevuto, il novembre successivo, la visita di Maria José, che «voleva giustificarsi per avere assistito… a un concerto di Toscanini. Non aveva calcolato la portata politica del gesto, cui è stata indotta da alcuni amici milanesi».

Molti comportamenti di Maria José, in quel tempo, sono ancora oggi inspiegabili: perché, per esempio, nell’autunno 1940 si iscrisse al partito fascista, fra lo stupore di molti, e forse dello stesso Duce? Dopo la guerra lei ne diede delle spiegazioni che non ci paiono del tutto convincenti. E ancora, perché scrisse sul proprio diario, non pubblicato, ma consultato da molti studiosi fra cui appunto Arrigo Petacco, che il fascismo avrebbe potuto fare del bene al Belgio, allora occupato dai tedeschi? Ma non passarono molti mesi dall’inizio della guerra che la principessa cominciò ad aprire gli occhi, e fu la sola nella famiglia reale a capire dove il fascismo stava portando l’Italia.

Oltre agli intellettuali e agli artisti, cominciò a frequentare, più o meno clandestinamente, gli uomini politici dell’Italia prefascista, come Alcide De Gasperi, Guido Gonella, Ivanoe Bonomi, e il vecchio filosofo liberale Benedetto Croce, che conosceva da un decennio. Finché non passò direttamente alla cospirazione, nel 1943, incaricando un proprio emissario, Alvise di Capodilista, di cercare contatti con gli Alleati in Portogallo: una missione che, pur senza esito, precedette addirittura quella del generale Castellano, inviato di Badoglio.

Molti anni più tardi, è evidente che fu proprio il ricordo di quest’attività in favore della democrazia a permetterle l’ingresso in Italia. Che il figlio e il nipote ancora attendono.

Pietro Radius
  

http://www.storiain.net/arret/num24/majose24.htm - Una bella principessa che ricamava trame contro la dittatura fascista. Il sito contiene anche una sezione multimedia con video riferito al personaggio.

http://www.grandinotizie.it/dossier/005/fatti_perche/017.htm - L'educazione liberale di una regina anticonformista.

www.cronologia.it/storia/biografie/mariajos.htm – Biografia della reggente di casa Savoia particolarmente approfondito in merito alla trame ordite contro la dittatura fascista.

www.grandinotizie.it/dossier/005/protagonisti – Biografia del personaggio Maria Josè, nell’ambito di un dossier dedicato alla famiglia Savoia.

www.arrigopetacco.net - Sito dedicato al giornalista e storico Arrigo Petacco, studioso del periodo del Fascismo e della Seconda guerra mondiale, autore di biografie dedicate a grandi figure femminili fra cui Maria José di Savoia.

  

    

"Maria Josè, l'ultima regina" (Italia 2001) (mini serie Tv)
Regia: Carlo Lizzani
Cast: Barbora Bobulova (Maria Josè di Savoia), Alberto Molinari (Umberto di Savoia), Massimo De Rossi, Antonella Ponziani, Claudio Bigagli (Montini), Ennio Fantastichino, Urbano Barberini (Amedeo d'Aosta), Roberto Posse, Paolo Maria Scalondro, Claudio Spadaio, Antonio Stornatolo, Furia Rosso, Cristiana Angeli, Rosanna Mortasa, Gordona Mileto

  

2002
La regina incompresa. Tutto il racconto della vita di Maria José di Savoia 
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Maria José
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Regina. La vita e i segreti di Maria José di Savoia
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1997
Regina. La vita e i segreti di Maria Josè
Petacco Arrigo ; Mondadori    
€ 15,49
  

 

"In collaborazione con il Centro Documentazione Periodici San Paolo".
   


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