Madre di Dio

 

N. 8/9 agosto-settembre 2006

Un "cantiere sempre aperto"

La "Madonna dell’estate", donna del riposo e del silenzio

Amici lettori

Una Madre in lacrime accompagna la Chiesa
  
Stefano De Fiores

Cuore di madre
  
Giuseppe Daminelli

La recita del Rosario
    
Bruno Simonetto

La Dormizione della Beata Vergine
    
George Gharib

Domenico, il Santo del Rosario
    
Bianca Maria Veneziani

Storia dell’"Angelus" - 19
  
 Simone Moreno

Fatti e persone
    
a cura di Piero Roma

Maria, "roveto ardente"
  
Alberto Rum

Morte e trasfigurazione della Vergine-Madre
    Simone Moreno

 Le donne delle lampade accese
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Il Magnificat di Don Alberione - 19
  
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Europa

 

Madre di Dio n. 8/9 agosto-settembre 2006 - Copertina

 Nella famiglia paolina

 
di BRUNO SIMONETTO

Il Magnificat di Don Alberione – 19
   

Cronaca della "consacrazione del campanone" del Santuario "Regina degli Apostoli", frutto delle offerte dei Lettori di "Madre di Dio".

"Ancora cronache di altri tempi, sempre rimanendo in attesa di poter scrivere belle pagine di "cronaca attuale" sulla vita del Santuario "Regina degli Apostoli".

"Una campana per la Regina"

Nello scorso mese di Luglio ricordavamo come, nel numero di Febbraio del 1958 de "L’Aurora" [come allora si chiamava "Madre di Dio"], un servizio non firmato - e presumibilmente da attribuire a Don G. Alberione - raccontasse la storia di "Una campana alla Regina".

Si trattava di una proposta promozionale indirizzata ai Lettori della rivista perché si facessero carico del dono al Santuario "Regina degli Apostoli" di una campana destinata a cantare alla Vergine le lodi dei suoi devoti. In premessa è detto: "Quando a Roma sorse il Santuario "Regina Apostolorum", del quale la nostra rivista è organo, già si pensava ad una campana. Da allora essa è sempre stata la "grande attesa". Saranno i Lettori de "L’Aurora" i primi a collaborare a riempire il vuoto [visibile nella foto che illustra l’articolo], che è dovuto alla mancanza de "La Legionaria" ".

Seguiva un pressante appello al quale – nell’arco di pochi mesi – i Lettori diedero pronta e completa risposta; tanto che già nella festa patronale della Società San Paolo [il 30 Giugno] dell’anno successivo la campana venne consacrata.

Eccone la cronaca lasciataci da don Alberto Barbieri, allora Segretario personale e autista di don Giacomo Alberione: la riproduciamo integralmente, così come è stata pubblicata alle pp. 6-7 del num. della rivista dell’Agosto 1959.

A. Cesselon, Intensa espressione del Beato Don G. Alberione.
A. Cesselon, Intensa espressione del Beato Don G. Alberione.

"La storia del campanone "Regina degli Apostoli" [già pensata come "La Legionaria della Regina"] è ormai conosciuta da tutti [i Lettori di "Madre di Dio"], perché tante volte ne abbiamo parlato dalle colonne di questa Rivista. Ognuno ne conosce il peso, l’altezza, la larghezza, il suono in ‘LA Bemolle’. Da ogni parte ci sono state richieste spiegazioni, chiarimenti e noi abbiamo sempre cercato di accontentare tutti.

Il lungo lavoro presso la Fonderia Marinelli di Agnone [Campobasso] è durato alcuni mesi; e tutto lo Stabilimento ha vissuto intensamente la vigilia della grande colata che avrebbe dato vita alla massa di bronzo fuso.

Il 25 Aprile eravamo partiti da Roma con tanta gioia nel cuore, perché la Ditta Marinelli ci aveva avvertiti che in quel giorno, verso le 10.30, avrebbe avuto luogo la tanto sospirata colata. Alle ore 8.00 eravamo già in Officina. Tutto era pronto. Dopo la benedizione del bronzo, già preparato alla temperatura di 1100 gradi fin dalla mezzanotte, abbiamo iniziato la recita delle Litanie della Madonna. Alla prima invocazione "Sancta Maria", un grido si è levato dal gruppo degli operai che hanno ripetuto come in un fremito: "Sancta Maria!", ed allora è stato aperto il bocchettone di colata e la massa del bronzo, fluida, rosseggiante, ha preso il via nella forma interrata e in 47", in uno sprigionarsi continuo di fiamme altissime, azzurrine, il campanone aveva forma e un suono. Avevamo le lacrime agli occhi.

La "Regina degli Apostoli" aveva compiuto il miracolo: quello di avere una bella e grande campana che ricordasse sulle sponde del Tevere, alla Zona EUR, al Quartiere Ostiense, lontano fino all’Appia Antica, alle Fosse Ardeatine, a Porta San Paolo, e soprattutto ai cuori che vivevano all’ombra del suo Santuario, che lei era sempre presente alle loro necessità, ai loro sacrifici, al loro desiderio di avere una Madre.

Per questo abbiamo socchiuso gli occhi per un momento e l’abbiamo ringraziata per tutti.

[…] A lavoro compiuto, la Ditta Marinelli ci assicurava che tutto era riuscito nel migliore dei modi: fusione perfetta, suono armonioso e perfettamente intonato in ‘LA Bemolle’. Ora era nel desiderio di tutti vederla al più presto.

Il 20 Maggio successivo un camion ce l’ha portata ed è stata accolta dagli applausi entusiasti dei numerosi presenti: a tutti è parsa veramente bella, con i pregiati bassorilievi ben riusciti, quasi cesellata dalla mano di un vero artista; anche perché le riproduzioni di immagini e le parole, per quanto piccole, sono ben visibili: fra l’altro, sono incisi lo stemma carismatico della Società San Paolo, i tre strumenti del nostro apostolato [antenna, torchio tipografico, elementi cinematografici] e l’immagine di Don Alberione; con la dedica al Papa regnante Giovanni XXIII, il nome degli Istituti della Famiglia Paolina e dei 24 Stati in cui essa era già presente nel mondo.

Si avvicinava intanto il giorno del grande rito della consacrazione, nel giorno patronale della Società San Paolo e dell’Istituto delle Figlie di San Paolo: quel 30 Giungo che, fino a qualche anno fa, in Casa era considerato il più solenne di tutte le festività.

Il campanone troneggiava al centro del cortile inferiore del Comprensorio paolino, tra festoni, bandiere e fiori. Tutti attorno, i membri della Società San Paolo [dai Sacerdoti ai Discepoli, dai Chierici ai giovani Alunni Aspiranti], le Suore "Figlie di San Paolo", le "Pie Discepole del Divin Maestro" e le "Suore di Gesù Buon Pastore". [Unico illustre assente, per la cronaca, era proprio Don Alberione, in quei giorni impegnato in una Visita improrogabile a Parigi, ndr].

Madrina della cerimonia la sig.a Provera, con il figlio Ing. Pietro. Presenti pure gli Ingegneri Cherubini e Argentieri, lo scultore Reggio, il Rag. Marinelli e Signora con il tecnico della Ditta sig. Guglielmo.

Così, tra lo sventolio di bandiere e cori festosi di "evviva!", verso le 18.00 arrivò il Card. Marcello Mimmi, salutato dal Vicario Generale dell’Istituto don Luigi Zanoni.

Aveva quindi inizio il Rito di Consacrazione, al canto dei Salmi e con l’aspersione dell’acqua benedetta, e infine con l’unzione degli Olii Santi, all’interno e all’esterno della campana.

Compiuto il rito, la Madrina della cerimonia, accompagnata dal figlio Pietro, si avvicinano e, al tiro di una fune legata al batacchio, fanno sentire alcuni rintocchi che si disperdono solenni nell’aria, recando una straordinaria nota di gioiosa festività. Il cielo d’azzurro intenso di Roma partecipa all’intimità della festa paolina. E dalla vicina Basilica di San Paolo, quasi fattesi eco del suono della "Regina degli Apostoli", rispondono le campane secolari: un concerto solo, un’armonia sola per cantare il "Magnificat" con la Madonna del Santuario che, finalmente, ha ora acquistato la "sua" voce, espressione di lode di Paolini e Paoline di tutto il mondo.

Spiritualmente presenti alla grande festa della Madre tutti coloro che, con la loro offerta, hanno reso possibile quest’evento; anche se – dei 5 milioni [di lire] necessari per coprire il costo complessivo dell’opera – ne mancano ancora 3: per questi stendiamo la mano, sicuri che alla Madonna non si può negare nulla… La generosità dei Lettori di "Madre di Dio" ne è da lungo tempo una riprova" [f.to: Alberto Barbieri].

Un momento del rito di consacrazione della Campana "Regina degli Apostoli", presieduto dal Card. Marcello Mimmi [sulla sn., di spalle].
Un momento del rito di consacrazione della Campana "Regina degli Apostoli",
presieduto dal Card. Marcello Mimmi [sulla sn., di spalle].

"Offerte pro campana"

Le offerte dei Lettori-Cooperatori continuarono sollecite e generose, come documenta la rubrica "Offerte pro campana" che veniva pubblicata regolarmente sui numeri successivi di "Madre di Dio". Segno che, al di là della partecipazione al canto del "Magnificat" che la campana "Regina degli Apostoli" avrebbe intonato "e mane e sera" sulla Collina "Volpi", nell’allora limite Sud-Ovest della Città degradante verso il mare, si continuava a rivolgersi ad essi per avere contributi di preghiere, sacrifici, oltre che di offerte per il completamento del Santuario dedicato alla "Regina degli Apostoli".

Ci si ricordava sempre di quella specie di "manifesto" per l’erigenda Chiesa-Santuario che, nell’articolo di apertura del num. di "Madre di Dio" del Novembre 1948, Don Alberione aveva lanciato [titolando: "Tempio o Santuario alla Regina degli Apostoli" ], dove fra l’altro scriveva:

"La nuova Chiesa non è una semplice Cappella di una Comunità, per quanto, anche in questo caso, sarebbe la preziosa, pia abitazione di Dio in mezzo agli uomini. Neppure sarà una Chiesa per uso della popolazione circostante; sebbene anche questo fine basterebbe a giustificarne la costruzione e le spese.

La nuova Chiesa è destinata a grandioso e devoto "Santuario di Maria".

È il voto della riconoscenza di Figli e Figlie.

È l’espressione dell’amore più intenso alla Madre.

È il trono di grazie che Maria spanderà su tutta la terra.

Qui la gioia e il conforto di chi lavora per Gesù Cristo e la vera Chiesa […].

E tutti date alla Madre! Perché la madre a tutti doni con larga misericordia.

È il tempo di conoscere meglio, pregare di più, amare come già gli Apostoli questa Madre e Regina di ogni cuore apostolico e di ogni apostolato.

La Madonna benedirà largamente il vostro ossequio".

E sull’onda di queste emozioni di fede e di devozione suscitate dal Beato G. Alberione, furono davvero tanti a rispondere. La storia vocazionale dei "Lettori - Cooperatori" della Famiglia Paolina – quando verrà scritta – non potrà in alcun modo prescindere dalle "cronache" di questi anni.

Ancora una volta, sottolineiamo intanto il fatto che da queste "cronache del Santuario" non è difficile rilevare quanto fosse stretta l’interrelazione tra questo e la rivista "Madre di Dio" che era non solo il "collettore" di offerte per la sua costruzione, ma l’organo di promozione delle finalità e della vita del Santuario stesso.

Bruno Simonetto