Madre di Dio

 

N. 8/9 agosto-settembre 2006

Un "cantiere sempre aperto"

La "Madonna dell’estate", donna del riposo e del silenzio

Amici lettori

Una Madre in lacrime accompagna la Chiesa
  
Stefano De Fiores

Cuore di madre
  
Giuseppe Daminelli

La recita del Rosario
    
Bruno Simonetto

La Dormizione della Beata Vergine
    
George Gharib

Domenico, il Santo del Rosario
    
Bianca Maria Veneziani

Storia dell’"Angelus" - 19
  
 Simone Moreno

Fatti e persone
    
a cura di Piero Roma

Maria, "roveto ardente"
  
Alberto Rum

Morte e trasfigurazione della Vergine-Madre
    Simone Moreno

 Le donne delle lampade accese
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Il Magnificat di Don Alberione - 19
  
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Europa

 

Madre di Dio n. 8/9 agosto-settembre 2006 - Copertina

 

 

 

 

 Apostoli di Maria del Terzo Millennio

 
di MARIA DI LORENZO

Le DONNE delle lampade accese
   

Le consacrate dell’Ordo Virginum sono nella Chiesa un segno forte dell’unione sponsale con Cristo: "vivono nel mondo ma al mondo non appartengono".
  

Gloria lavora in una Casa editrice, a Milano. Sveglia all’alba, Messa alle 7.30, alle 8.30 è in Ufficio. Al collo porta un Crocifisso di legno, raffigurato con il braccio orizzontale teso verso l’alto e sulla Croce solo l’impronta di un corpo, il segno del Cristo risorto. La sua giornata tipo è all’insegna dell’ora et labora, preghiera e lavoro. Alle 18 torna a casa, mentre a Milano scende la sera, e nel suo appartamento l’attende la recita dei Vespri con una Consorella, poi la cena, il telegiornale, i progetti pastorali e infine Compieta, la preghiera della "Liturgia delle Ore" che chiude la giornata.

Maddalena è titolare di un’Agenzia di Pubbliche Relazioni che opera nel settore vinicolo ed è coordinatrice pastorale in una piccola Parrocchia del Centro-Italia. A 14 anni l’incontro col Vangelo, dopo una frase del Parroco: che il Vangelo non era un libro da leggere ma da vivere. Da lì scattò la molla, la sfida di provarci. All’inizio la sua famiglia non approvava la sua scelta. I suoi infatti erano persone "lontane" dalla Chiesa: suo padre aveva fatto politica nel PCI, a livello locale. Ma lei ha tenuto duro e alla fine i suoi genitori hanno vissuto il giorno della sua Consacrazione come una festa.

Rosalba vive a Roma, dove sta completando gli studi al "Pontificio Istituto Biblico", non ha ancora trent’anni ed è molto attiva nella Pastorale Giovanile. Gli albori della sua vocazione? A 17 anni, durante un Ritiro spirituale, contemplando le meraviglie del creato. Oggi è una Consacrata ed è molto felice della sua scelta.

La "parabola delle dieci vergini" [Mt 25, 1-13] - Dipinto greco del sec. XIV.
La "parabola delle dieci vergini" [Mt 25, 1-13] – Dipinto greco del sec. XIV.

Ma cosa hanno in comune una Addetta-Stampa, una esperta di vini e una studentessa di Teologia? Appartengono a una forma di Consacrazione che risale al tempo degli Apostoli: l’Ordo Virginum, l’Ordine delle Vergini [Consacrate].

Si tratta della prima forma di consacrazione della donna nella Chiesa. Andata via via scomparendo nei secoli successivi per motivi storici e sociali, è stata poi ripristinata con un Decreto di Papa Paolo VI nel 1970.

È una realtà antica e nuova che sta crescendo notevolmente all’interno della Chiesa, e che in Italia interessa già alcune centinaia di persone: donne che vivono nel mondo, consacrate secondo l’antico Rito della Consecratio Virginum le cui origini risalgono ai primi secoli dopo Cristo.

Origini e storia dell’Ordo Virginum

Nella Chiesa primitiva le donne chiamate al servizio di Cristo avevano tre "ordini" che costituivano la struttura sociale e liturgica della Chiesa: Vergini, Vedove, Diaconesse. Ordini che sono andati scomparendo nel corso della storia, mentre quelli maschili [degli Episcopi, Presbiteri e Diaconi] sono rimasti fino a oggi.

Fino al Concilio di Nicea (anno 325) le vergini costituenti l’Ordo Virginum vivono nelle case, dedite al culto divino e considerate "porzione eletta" [della Chiesa]. Successivamente, le vergini si riuniscono nei Monasteri, quindi nei Movimenti di vita evangelica che via via nascono. Dal Concilio di Trento al Vaticano II la consacrazione a Dio si esprime all’interno delle varie Famiglie religiose o in forma privata.

La "Promessa" di tre giovani donne coreane dell' "Ordo Virginum".
La "Promessa" di tre giovani donne coreane dell’ "Ordo Virginum".

Il Concilio Vaticano II ripristina il Diaconato permanente per gli uomini e l’Ordo Virginum per le donne. Il 31 Maggio 1970, festa della "Visitazione della Vergine Maria", la Congregazione per il Culto Divino, per mandato speciale di Paolo VI, promulga il Rito, rinnovato, della Consacrazione delle Vergini, riservata ai grandi Ordini monastici femminili e anche alle donne laiche. In seguito, il nuovo Codice di Diritto Canonico del 1983 dà all’Ordo Virginum forma giuridica [cfr. can. 604].

Risale agli anni immediatamente successivi la rinascita di vocazioni e il diffondersi di questo tipo di Vita Consacrata in molti Paesi, oltre l’Italia: come in Australia, Argentina, Corea, Togo, Est europeo, ecc.

La possibilità di restare nel mondo, a contatto con gli altri, vi ha spinto molte giovani chiamate alla Vita Consacrata che però si sentivano per così dire un po’ "strette" in un Monastero o, comunque, nelle strutture tradizionali di Conventi ed Istituti Religiosi.

Niente Convento, dunque, per loro, ma ugualmente una vita intrisa di profonda spiritualità, con i tempi di preghiera, di studio e di meditazione.

L’Ordo Virginum non è un Ordine religioso, né un Istituto. Non si aderisce al carisma di nessun Fondatore. La consacrazione arriva direttamente dalle mani del Vescovo, che in un solenne rito pubblico consegna il velo (facoltativo), l’anello della fedeltà a Cristo e il libro della "Liturgia delle Ore".

Una Consacrata polacca riceve la "Regola di Vita" dal Sacerdote officiante il Rito della "Promessa".
Una Consacrata polacca riceve la "Regola di Vita" dal Sacerdote officiante il Rito della "Promessa".

Maria, modello sublime delle Vergini consacrate

Il rito di consacrazione è molto solenne e ha una ricca simbologia che ricorda quello del Matrimonio: le donne portano lampade accese in processione e il Vescovo consegna loro l’anello. Consacrate ogni volta dal Vescovo diocesano, segno sacramentale di Cristo-Capo, esse professano castità, scelgono povertà e obbedienza.

Il primo proposito, quello esplicito, è la castità; le promesse implicite sono il distacco dai beni materiali e l’obbedienza all’Autorità ecclesiastica. Vi è un forte simbolismo sponsale nel Rito di Consacrazione in cui la vergine è sposa e Cristo è lo sposo. La preghiera di consacrazione recita: "Il Signore è tutto per te, medico nella malattia, sostegno nella prova, aiuto nella difficoltà…".

Maria è il modello delle vergini consacrate: è lei, infatti, la prima che intuisce il valore della verginità per il Regno realizzando nella sua vita la congiunzione della verginità e della maternità.

È questa la novità assoluta del Vangelo che Maria ha compreso per prima. Tutte le forme di consacrazione presenti nell’Antico Testamento sono difatti compatibili col Matrimonio; pertanto il significato religioso della verginità è una prerogativa della Rivelazione cristiana, come fedeltà esclusiva a Dio, segno di un cuore indiviso e radicato in Cristo.

Nel lungo iter di formazione che precede la celebrazione del rito di consacrazione nell’Ordo Virginum - tempo che può durare sei o sette anni - il Vescovo guida alla scoperta del carisma individuale ed esamina i singoli progetti di vita, lavoro, studio. Ognuna indica il proprio Direttore spirituale. E sceglie il tipo di vita che vuol condurre e il proprio impegno pastorale.

All’interno dell’Ordo ci sono realtà diverse: si va da forme di eremitaggio ad attività professionali e pastorali assunte a tempo pieno o part-time. C’è chi vive da sola, chi in famiglia, chi con una o più Consorelle con cui divide il proprio cammino spirituale.

Quella dell’Ordo Virginum è una vocazione diversa dalla concezione tradizionale di Vita Consacrata. Una chiamata personale e specifica, da sottoporre al Vescovo della propria Diocesi, con stili di vita e professioni diverse: medici, segretarie, insegnanti, operaie, pensionate, impiegate, avvocati, scrittrici, animatrici di Centri di spiritualità, ecc.

Giovanni Paolo II incontrò le Vergini Consacrate di 22 nazioni, riunitesi in convegno a Roma nel 1995, in occasione del XXV anniversario di promulgazione del Rito, esprimendo la gioia della Chiesa per la rinascita dell’Ordo Virginum.

Nell’Esortazione apostolica post-sinodale Vita Consecrata egli aveva scritto: "È motivo di gioia e di speranza vedere che oggi torna a fiorire l’antico Ordine delle Vergini, testimoniato nelle Comunità cristiane fin dai tempi apostolici. Da sole o associate, esse costituiscono una speciale immagine escatologica della Sposa celeste e della vita futura, quando finalmente la Chiesa vivrà in pienezza l’amore per Cristo Sposo" [VC, 7].

Maria Di Lorenzo

Vergini consacrate nel giorno della loro "Promessa", nelle mani del Card. Sou-hwan Stephen Kim, Arcivescovo emerito di Seoul, Korea.
Vergini consacrate nel giorno della loro "Promessa", nelle mani del Card. Sou-hwan Stephen Kim,
Arcivescovo emerito di Seoul, Korea.

   

Per informazioni

sito web: www.ordovirginum.it
e-mail: collegamento@ordovirginum.it

[Chi desiderasse segnalare a Maria Di Lorenzo argomenti da proporre per la rubrica dedicata agli "Apostoli di Maria del Terzo Millennio" può farlo inviando un’e-mail all’indirizzo: maria@mariadilorenzo.net ].

 

"Non me la sento di essere felice da sola…"

Cristina ha 33 anni. È nata e vive a Regoledo di Cosio, in Provincia di Sondrio. Lavora come ausiliaria di cucina presso la Scuola Materna del suo paese. È una giovane donna impegnata nel Volontariato e in diverse attività: ha una vera passione per il teatro di improvvisazione. Il 25 Marzo scorso, in un’affollata chiesa del Sacro Cuore, a Sondrio, per mano del Vescovo Mons. Alessandro Maggiolini è stata consacrata nell'Ordo Virginum della diocesi di Como. Una storia, quella di Cristina, apparentemente "normale", arricchita da una vocazione nata una decina di anni fa di ritorno dall'Africa, dopo aver sperimentato con mano l’operato di una sua zia Suora, missionaria in Kenya.

Ma Cristina ha qualcosa di diverso dagli altri, qualcosa in più, dice lei ridendo, oltre la chiamata alla Vita Consacrata. Quel "qualcosa in più" è nascosto nel suo patrimonio genetico: Cristina ha un cromosoma in più nella "coppia 21". In altre parole, una condizione nota come "sindrome di Down". Prima di tre figli, Cristina in famiglia ha sempre trovato tutto il sostegno di cui ha avuto bisogno. Ha condotto una vita normale, di amicizie e studi, fino all’incontro decisivo con Dio e alla consacrazione nell’Ordo Virginum. "Non riuscirò mai a ringraziare abbastanza i miei genitori - ha detto Cristina - per avermi fatta nascere. Sono felice e cosciente degli impegni che, con la consacrazione, ho assunto: mi sento pronta ad affrontarli. Ho sempre desiderato donare il mio cuore a Dio e agli altri: non me la sento di essere felice da sola.

Chi ha la sindrome di Down non sa fare alcune cose… ma ne sa fare tante altre. L’intelligenza di una persona sta nell'accettare i propri limiti e nel mettere a frutto le capacità che si hanno".

Il primo carisma dell’Ordo Virginum è la verginità, ovvero l'appartenenza totale ed esclusiva a Dio. Cristina, con la sua vita e con il suo essere, esprime questo rapporto unico anche attraverso la propria disabilità.