Madre di Dio

 

N. 8/9 agosto-settembre 2006

Un "cantiere sempre aperto"

La "Madonna dell’estate", donna del riposo e del silenzio

Amici lettori

Una Madre in lacrime accompagna la Chiesa
  
Stefano De Fiores

Cuore di madre
  
Giuseppe Daminelli

La recita del Rosario
    
Bruno Simonetto

La Dormizione della Beata Vergine
    
George Gharib

Domenico, il Santo del Rosario
    
Bianca Maria Veneziani

Storia dell’"Angelus" - 19
  
 Simone Moreno

Fatti e persone
    
a cura di Piero Roma

Maria, "roveto ardente"
  
Alberto Rum

Morte e trasfigurazione della Vergine-Madre
    Simone Moreno

 Le donne delle lampade accese
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Il Magnificat di Don Alberione - 19
  
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Europa

 

Madre di Dio n. 8/9 agosto-settembre 2006 - Copertina

 Preghiere popolari mariane - 19

 
di SIMONE MORENO

Storia dell’"Angelus"
   

Infinite espressioni artistiche dicono che l’Angelus è sempre sentito come un forte richiamo alla trascendenza.

Altre opere di poesia, di musica e di pittura [oltre a quelle finora ricordate, nella rassegna delle precedenti puntate] sono state composte sull’Angelus, quasi a confermare come esso sia sempre sentito come un forte richiamo al mondo del divino.

Le espressioni artistiche [della letteratura, dell’arte figurativa, della musica] manifestano tutte a loro modo come l’Angelus, oltre ad essere penetrato nel substrato culturale del popolo cristiano, diventando patrimonio comune, serva opportunamente e simbolicamente a descrivere stati d’animo, annunci di nuove realtà, irruzione del divino, richiamo ultraterreno.

Per la letteratura, oltre alla già ricordata amorosa preghiera-costatazione di A. Manzoni ne Il nome di Maria e all’estatica contemplazione, vespro rappacificante, di G. Carducci ne La chiesa di Polenta; oltre alle numerose e variegate risonanze nell’opera poetica di G. Pascoli, in cui il suono e la preghiera dell’Avemaria travalicano sempre la cronologicità del tempo, divenendo esperienza di vita [da Campane a sera all’Angelus dei "Primi poemetti", da Le monache di Sogliano delle "Myricae" al motivo mariano che ritorna in uno dei "Canti di Castelvecchio"]; oltre alla "campana / che dalla chiesetta francescana / tintinna nella tristezza del chiostro" dei Canti orfici di Dino Campana; oltre alla pace che si fonde con la pace senza fine, permettendo al perenne agitarsi dell’anima di acquietarsi Nel silenzio più teso di B. Marin, poeta dialettale ["La tortora soave / la svoleva in giro intorno / dute l’ore del zorno, / fino a l’ora de l’Ave"]; oltre al perpetuarsi del mistero dell’Incarnazione nel sofferto ricordo dell’Avemaria della sera in ambiente rurale de La religione del mio tempo di P. P. Pasolini ["Aspettavo che l’Angelus suonasse, velato / del nuovo, contadino mistero / nell’antico mistero consumato"], c’è ancora tutta una infinita serie di poesie e di composizioni letterarie da esplorare sulle suggestioni dell’Angelus.

Guido Reni, Annunciazione - Pinacoteca Civica, Ascoli Piceno.
Guido Reni, Annunciazione – Pinacoteca Civica, Ascoli Piceno.

Dalla rassegna poetica all’arte pittorica e musicale

Non diversamente – e qui accenniamo solo, ripromettendoci di tornarci sopra – nell’espressione pittorica e nella musica.

Nell’arte della pittura resta emblematico, nel suo realismo idilliaco, l’Angelus dei contadini, colto mentre essi lo recitano nel campo sconfinato, quasi a fecondare nuovamente la terra con la preghiera, così come è vissuto nella tela di J. F. Millet [cfr. num. di Dicembre 2005].

Parimenti emblematico, per la musica, il suono mattutino dell’Ave, Maria e la recita dell’Angelus da parte del sacrestano nel Primo Atto della Tosca di G. Puccini [1838-1924] insieme con il Preludio del Terzo Atto in cui risuona il concerto delle campane romane all’Avemaria dell’alba; Avemaria del mattino che già apriva La Favorita di G. Donizetti [1797-1848] ed è presente in altri melodrammi, come per esempio in Manon di J. Massenet [1842-1912], ne La Wally di A. Catalani [1854-1893] e in Fedora di V. Giordano [1867-1948].

Nomi di musicisti che citiamo a puro titolo esemplificativo.

Così, come per la poesia e per l’arte figurativa, anche grandi opere musicali hanno cantato la Vergine, particolarmente nel mistero della sua divina maternità che nell’Angelus ha la sua più alta e suggestiva celebrazione.

La rassegna artistica delle riproposizioni dell’Angelus è davvero infinita. E la percorreremo ancora, almeno fino ad esaurirne la parte più significativa.

Simone Moreno