Madre di Dio

 

N. 8/9 agosto-settembre 2006

Un "cantiere sempre aperto"

La "Madonna dell’estate", donna del riposo e del silenzio

Amici lettori

Una Madre in lacrime accompagna la Chiesa
  
Stefano De Fiores

Cuore di madre
  
Giuseppe Daminelli

La recita del Rosario
    
Bruno Simonetto

La Dormizione della Beata Vergine
    
George Gharib

Domenico, il Santo del Rosario
    
Bianca Maria Veneziani

Storia dell’"Angelus" - 19
  
 Simone Moreno

Fatti e persone
    
a cura di Piero Roma

Maria, "roveto ardente"
  
Alberto Rum

Morte e trasfigurazione della Vergine-Madre
    Simone Moreno

 Le donne delle lampade accese
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Il Magnificat di Don Alberione - 19
  
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Europa

 

Madre di Dio n. 8/9 agosto-settembre 2006 - Copertina

 Con Maria nel nuovo millennio

 
di STEFANO DE FIORES

Una Madre in lacrime accompagna la Chiesa
   

La storia delle Lacrimazioni della Madonna, dai primi tempi del Cristianesimo ai giorni nostri.
  

Una recensione delle Lacrimazioni di Maria nelle sue Apparizioni o nelle sue immagini non è stata ancora compiuta. Manca perfino la base per potere stendere un tale elenco, poiché non possediamo una storia scientifica di tutte le mariofanie che punteggiano la vita della Chiesa lungo il suo bimillenario cammino.

Il volume di Joachim Bouflet e Philippe Boutry, Un segno nel cielo - Le apparizioni della Vergine (Genova 1999), che documenta e studia il fenomeno dal punto di vista socio-culturale, dichiara una simile storia "un’impresa colossale", trovandosi di fronte ad "un autentico ginepraio, sempre più folto man mano che si avvicina al XX secolo".

Il lamento sul Cristo morto - Museo bizantino del XVII sec., Atene.
Il lamento sul Cristo morto – Museo bizantino del XVII sec., Atene.

Le lacrime della Madonna nell’epoca antica e medievale

Le Visioni e Apparizioni, presenti in misura più o meno rilevante nella Bibbia, costituiscono un problema nei primi secoli del Cristianesimo, quando le Chiese si organizzano gerarchicamente ed entra in crisi l’istituto carismatico.

Si conoscono racconti di antichissime Apparizioni mariane: ad Augusto sul Campidoglio, a San Giacomo a Saragozza (verso l’anno 40 d.C.), a San Tommaso a Gerusalemme e nelle Indie, a una certa Vila sul Monte Aunis da cui ha origine il Santuario di Le Puy (nel 47 d.C.), a San Maurilio nel 430, determinando il sorgere del Santuario di Marillais, ecc. Ma il loro carattere leggendario e la loro documentazione tardiva impediscono di accreditarle alla storia.

Verosimilmente al III secolo (verso il 231) risale la prima Apparizione mariana documentata: quella a carattere mistagogico di Maria e di Giovanni Evangelista che illustra al giovane Vescovo Gregorio Taumaturgo (+ 270) il mistero della Trinità. Poi Gregorio Magno (+ 604) narra che Maria apparve a una fanciulla per annunciarle la sua prossima morte. Interessante la testimonianza dello storico Sozomeno (+ dopo 450) secondo cui Maria è "solita fare delle Apparizioni". Non si parla però di Apparizioni di Maria piangente, né di icone lacrimanti.

Il Medioevo è una stagione fertile di visioni e profezie. Particolarmente importanti le Rivelazioni fatte dalla Vergine a Santa Brigida (+ 1373), che provocheranno nel Concilio di Basilea (1431-1448) la disputa tra il Cancelliere Gersone, riservato e critico circa le "donnicciole" visionarie, e il Cardinale Torquemada, favorevole alla mistica svedese.

Neppure in questo periodo si segnalano Madonne in lacrime. In compenso si moltiplicano le composizioni narrative o teatrali del Planctus Mariae, già in atto nell’età patristica. Forse nel contesto di ricupero degli aspetti umani e dolorosi della persona della Vergine, le Lacrimazioni di statue o di icone sarebbero potute sembrare superflue.

La Vergine e la Crocifissione [part.]: fin dagli inizi del Cristianesimo l'arte riprodusse la Vergine in pianto ai piedi della Croce - Mosaico di Dafni, Atene.
La Vergine e la Crocifissione [part.]: fin dagli inizi del Cristianesimo l’arte riprodusse
la Vergine in pianto ai piedi della Croce – Mosaico di Dafni, Atene.

Lacrimazioni nell’età moderna (1492-1789)

Eppure nell’autunno del Medioevo, mentre si sviluppa il culto dell’Addolorata, incontriamo la prima Lacrimazione mariana. Nel 1489 a Pennabilli nelle Marche "un’immagine della Vergine Maria, dipinta a olio sul muro, iniziò improvvisamente a lacrimare. L’avvenimento provocò grande scalpore". Seguono quelle di Assisi (1494), Treviglio (1522) e Dongo (1553), dove le immagini di Maria lacrimano e danno origine a Santuari.

Non occorrerà attendere molto per trovare le prime Lacrimazioni di sangue: quella di un’immagine a Ponte Nossa (Bergamo) nel 1511; quella di una statuetta della Madonna troneggiante su una grande falce lunare che nel 1583 a Copacabana (Bolivia) cambia i tratti del volto e versa lacrime di sangue, e quella avvenuta nel 1598 a Mesagne (Brindisi), dove un’immagine di Maria fu vista da numerose persone lacrimare sangue.

Come spiegare tali fenomeni in questa determinata epoca? Se è innegabile che segni e Apparizioni mariane si registrano soprattutto nelle svolte epocali, nessuno può dubitare che l’inizio dell’età moderna rappresenta una cesura con il Medioevo. La sua cultura viene in larga misura soppiantata o contrastata dalla prospettiva dell’uomo centro del mondo, dal ritorno all’ideale classico-pagano e dall’avvento del Protestantesimo che si libera dai mediatori, compresi Maria e il Papa, e in nome della pura fede guarda con diffidenza alle Apparizioni, a statue e a segni miracolosi.

Suggestiva immagine di "Nuestra Señora de la Esperanza Macarena" di Siviglia [Spagna].
Suggestiva immagine di "Nuestra Señora de la Esperanza Macarena" di Siviglia [Spagna].

I segni della presenza di Maria nella vita delle Comunità assumono un triplice significato: partecipano alla sofferenza del popolo (condivisione), lo preservano e immunizzano da un pericolo imminente (preservazione) e infine lo proteggono dagli attacchi avversari (protezione).

La figura di Maria assume il ruolo di difesa contro l’avanzare dell’eresia o del paganesimo dei tempi moderni. Non per nulla, in Francia e altrove, Santuari e immagini di Maria sono bersaglio da parte di Calvinisti e poi dei rivoluzionari. Ella diviene il simbolo della Controriforma [Riforma cattolica].

Si possono distinguere con Chiron apparizioni preventive, che intendono prevenire l’affermarsi del Protestantesimo in una data regione [per esempio, le apparizioni di Maria a Locarno nel 1504, a Utelle nel 1510, a Cotignac nel 1519, nei Pirenei tra 1510 e 1520, a Savona nel 1536, ecc.], e Apparizioni di riconquista, che mirano a ripristinare la religione cattolica e la devozione mariana, come quelle avvenute all’inizio del Seicento a Siluva in Lituania e a Szydlow in territorio polacco: in ambedue la Vergine appare piangente, deplorando il progresso del Calvinismo in quelle regioni che ritorneranno poi al Cattolicesimo.

Suggestiva immagine di "Nuestra Señora de la Esperanza Macarena" di Siviglia [Spagna].
Suggestiva immagine di "Nuestra Señora de la Esperanza Macarena" di Siviglia [Spagna].

Lacrimazioni nell’epoca contemporanea (1789-1995)

Con l’Illuminismo e la Rivoluzione Francese la società si stacca dal Cristianesimo e perfino lo combatte e deride. Il culto, compreso quello mariano, perde ogni rilevanza e Voltaire non manca di lanciare il suo sarcasmo su Notre Dame de Liesse e sulla sultana convertita Ismeria. Non si tratta solo di parole, perché la furia iconoclasta dei rivoluzionari distrugge i Santuari mariani di Médous e di Boulogne, ne chiude altri, come quelli di Bétharram e di Liesse, ne brucia la statua o addirittura la ghigliottina, come avviene a Notre Dame des Ardilliers.

Come in tutti i periodi di turbolenze, fioriscono i prodigi: Apparizioni, "Madonne occhiomoventi", statue piangenti… Tra queste va segnalata la Lacrimazione abbondante di una statua della Vergine nel Dicembre 1790 in un Convento di ‘Recollette’ a Parigi. Il suo significato è posto in relazione con la soppressione dei Voti religiosi da parte dell’Assemblea Costituente, che ha comportato l’uscita nel mondo di parecchi membri di Congregazioni e Ordini. Anche ad Avignone nel 1791 una statua piange quattro mesi dopo l’annessione della città papale alla Francia; segue una sollevazione di popolo e una repressione. Un’altra statua lacrima nel 1792 presso Blois; l’anno seguente il Santuario viene saccheggiato e la statua mutilata.

Nel contesto della folgorante "Campagna d’Italia" di Napoleone Bonaparte che avanzava minaccioso nei territori della Chiesa con i suoi Francesi "divenuti barbari tanto nel costume, quanto nella religione", avviene quella che Renzo De Felice chiama un’"ondata di miracoli" che, soprattutto nel corso dell’estate 1797, invade il territorio dello Stato Pontificio, sicché a Roma l’Autorità ecclesiastica riconosce che dal 1796-97 ben 26 immagini della Vergine, di cui 11 "Madonnelle", hanno mosso gli occhi. I gesti dell’immagine mariana sono visti come "un segno positivo, rassicurante, e così infatti lo interpretarono i testimoni presenti". Lo storico Gabriele De Rosa riferisce di una statua di Maria piangente a Roma nel 1798 davanti a 50.000 persone.

Altra suggestiva immagine del pianto della Madonna, "Nuestra Señora de la Estrella" di Siviglia.
Altra suggestiva immagine del pianto della Madonna, "Nuestra Señora de la Estrella" di Siviglia.

Nel 1813 a Lipsia (Germania) si registra l’Apparizione di Maria piangente a un soldato polacco, Tommaso Klossowski, gravemente ferito nella battaglia contro Napoleone. La Madonna tiene stretta al petto, in segno di protezione, l’aquila polacca e gli predice la guarigione e il ritorno in patria.

Poi, il 19 Settembre 1846, appare sulla montagna di La Salette a Massimino e Melania, rispettivamente di 11 e 15 anni: con la testa fra le mani piange silenziosamente e le sue lacrime raggiungono il suolo, mentre dice: "Da quanto tempo soffro per voi! Se voglio che mio Figlio non vi abbandoni, devo incaricarmi di pregarlo incessantemente per voi, e voi non ci fate caso. Per quanto pregherete e farete, non potete mai compensare la pena che io mi sono presa per voi".

Nel corso dell’Ottocento si alternano Lacrimazioni di statue e Apparizioni della Madonna in lacrime. Anzi, queste sono incorniciate da due statue piangenti, una nel 1830 a Parigi e una nel 1892 a Campocavallo. Maria appare piangente, oltre che nel 1813 a Lipsia e nel 1846 a La Salette, nel 1848 a Obermauerbach (Germania), nel 1853 a Cerreto (Firenze), nel 1872 a L’Hôpital dove le lacrime sono di sangue e nel 1888 a Vallensanges (Francia).

Il Novecento è il secolo delle dittature comunista, fascista e nazista, con le persecuzioni e orrori di cui sono state responsabili, ognuna secondo la propria misura. In mezzo si colloca il Concilio Vaticano II che segna l’apertura definitiva della Chiesa in rapporto all’ecumenismo e al mondo contemporaneo. Proprio in questo secolo si registra una proliferazione di Apparizioni e Lacrimazioni da non temere il paragone con le altre precedenti epoche storiche. Bouflet e Boutry riferiscono 400 segni straordinari, veri o presunti, quattro volte più di tutti gli eventi analoghi anteriori al Novecento. Essi, pur muovendosi su un piano spirituale, rivestono talvolta in modo esplicito un carattere protestatario in rapporto alla Russia comunista, come emerge dal Messaggio di Fatima.

Madonna delle Lacrime di Siracusa.
Madonna delle Lacrime di Siracusa.

Quanto al tema del pianto, possiamo notare che dopo le 4 Apparizioni di Obermarchtal (1907), Marlemont (1926), Lokeren (1933-40) e Fehrbach (1950), dove Maria appare piangente, ella cessa di lacrimare direttamente nella visione e sceglie di mostrarsi lacrimante solo nelle sue immagini.

Singolare, per la risonanza che ebbe, l’evento di Siracusa [29 Agosto – 1 Settembre 1953], sul quale possiamo convenire con Luigi Accattoli che la Lacrimazione siracusana "arriva a metà del XX secolo, in un momento importante per la storia comunicativa del pianto", cioè a coronamento delle lacrime e del sangue versati con abbondanza in tante guerre "moderne", negli anni di avvio della comunicazione televisiva che al pianto di Maria avrebbe dato tanta pubblicità.

Colpisce il riferimento alla lacrimazione siracusana negli anni 1953-54 allorché piangono sei immagini della Madonna delle Lacrime: Mileto [dove si ha una lacrimazione anche di sangue], Porto Empedocle, Angri, Catania, Giarre, Mezzolombardo.

Dopo Siracusa sono segnalate almeno altre 69 Lacrimazioni, di cui 16 di sangue, 49 di liquido lacrimale e 4 di ambedue. Si registra quindi un’escalation che tocca il suo apice quantitativo negli anni ’80 e qualitativo nel 1995 con la sanguinazione di Civitavecchia, ripetuta 14 volte e molto pubblicizzata dalla stampa.

Al termine di questa sommaria rassegna, va soprattutto detto che ci resta da cogliere il multiforme significato di tali eventi "di lacrime e di sangue" della Madre dell’umanità, come è stato recentemente ricordato, celebrando nel 2003 il 50° delle Lacrimazioni della Madonna a Siracusa.

Stefano De Fiores