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N. 5 maggio 2006
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Nella
famiglia paolina Il Magnificat di
Don Alberione – 16 Riproduciamo la prima parte della cronistoria della Dedicazione del Santuario "Regina Apostolorum", chiedendoci cosa è rimasto del fervore delle sue origini. In attesa di poter scrivere belle pagine di "cronaca" sulla vita attuale del Santuario "Regina degli Apostoli", ci rifugiamo ancora sulle pagine di "storia" dei suoi inizi, che costituiscono comunque la riprova della forte eredità di spiritualità mariano-alberioniana, non meno di quant’altro andiamo rivisitando in questa rubrica. Dal 7° Cap. del volume "Il Magnificat di Don Alberione" [cfr. pp. 51-60] riproduciamo la prima parte della cronistoria della Dedicazione del Santuario [30 Novembre-8 Dicembre 1954], chiedendoci cosa è rimasto del fervore delle sue origini. Ma parlarne è anche un modo di sottolineare la festa della Parrocchia-Santuario "Regina degli Apostoli" che si celebra in Roma, l’ultima Domenica del mese di Maggio.
"Orazione alla Vergine" nelle celebrazioni di Dedicazione Nel corso di una solenne ‘Ora di Adorazione’ da lui guidata, per le Comunità paoline romane, la sera del 30 novembre 1954, il nostro Fondatore aperse le celebrazioni del Novenario inaugurale con una vibrante Orazione alla Vergine nella quale è come incastonato un "Prefazio" in onore di Maria "Regina degli Apostoli". Di quest’Orazione riportiamo i brani più significativi, riprendendoli dalla raccolta CISP [Carissimi in San Paolo], pp. 596-600. "Con l’odierna Dedicazione del Santuario ‘a Dio ottimo e massimo e a Maria Regina degli Apostoli’ – esordì Don Alberione – compiano due atti: 1] Chiudiamo un periodo di ansie per i pericoli incontrati durante l’ultima, lunga, tremenda guerra dalla Famiglia paolina; e l’adempimento della nostra amorosa riconoscenza alla "Regina Apostolorum". 2] Apriamo un altro periodo che si illumina della luce nostalgica e materna di Maria. È tuttavia sempre la stessa missione che Ella compie attraverso i secoli; missione affidatale da Gesù morente sul Calvario nella persona di Giovanni: ‘Donna, ecco tuo figlio!’ (Gv 19, 26). Oggi pensiamo con cuore commosso che in quel momento la mente di Gesù era pure rivolta a ciascuno di noi; e volentieri quasi sentiamo nella parola del Maestro Divino, al nome di Giovanni sostituito il nostro: ‘…, ecco tua Madre!’ (Gv 19, 27)". Dopo il canto della "Salve, Mater misericordiae", il Primo Maestro così proseguiva: "Dice la Scrittura: ‘Fate voti al Signore Dio nostro ed adempiteli’ (Sal 75, 12). Sono circa quindici anni dacché si era scatenata al Seconda Guerra Mondiale: essa causò tantissime vittime, non solo tra i combattenti ma pure tra i civili, tra le popolazioni inermi. Già allora la Famiglia paolina era sparsa in diverse Nazioni e composta di molti membri; e tanti di essi giorno e notte stavano trepidanti nel timore di una morte tragica. Le pene ed i timori di ognuno – continuava, parlando in terza persona – si assommavano nel cuore del Primo Maestro. Questi, preso consiglio, fiducioso per molte esperienze nella bontà di Maria, nel maggior pericolo, interpretando il pensiero di tutti, prese l’impegno: ‘O Maria, Madre e Regina degli Apostoli, se salverai tutte le vite dei nostri e delle nostre, qui costruiremo la Chiesa al tuo nome’. Il luogo della promessa è press’a poco il centro della Chiesa costruita; ed è compreso nel circolo segnato nel pavimento e circoscritto dalle parole lapidarie: ANNO MARIANO CONFECTO – DIRO BELLO INCOLUMES – FILII MATRI VOTO P. – DIE VIII DEC. MCMLIV (= Al termine dell’Anno Mariano – usciti incolumi dalla tremenda guerra, i figli offrono alla Madre in adempimento del loro voto – il giorno 8 dicembre 1954)… Passato il pericolo, fu preso l’impegno ed anche stabilito il posto e il modo con cui si sarebbe costruito: locali sotto-chiesa, e la Chiesa che dominasse le Case [paoline]: e Maria rimase al centro, in mezzo ai suoi figli e figlie. Dalla conclusione della guerra (5 maggio 1945), sapendo quanto sarebbe costata di sacrifici questa Chiesa, ne scelsi la costruzione come penitenza e riparazione. E tu, o Maria, ci hai salvati, con una protezione che ha del prodigioso: dal Giappone alla Francia. Ed eccoci oggi a sciogliere il voto: Ti offriamo questo modesto Santuario, sede del tuo trono, come a nostra Regina. Ogni mattone rappresenta i sacrifici dei tuoi figli e di molti Cooperatori, il cui nome (anche se ignoto agli uomini) è scritto nei registri posti ai tuoi piedi, quasi a supplica e testimonianza di fede. Ricordali tutti, o Maria! – E ciò che più importa è: il loro nome è scritto in Cielo. Tutti, oggi, i tuoi figli e le tue figlie sono felici, giacché dopo la Chiesa [dedicata] a San Paolo e quella [dedicata] al Divin Maestro, tutti insistevano per una Chiesa in tuo onore. Ti offriamo cose che sono già tue: ‘de tuis donis ac datis’; poiché hai mosso i nostri cuori ed aperte le mani; da Te ti sei costruita questa casa. Hai illuminato gli artisti, guidato i lavoratori, suscitato fervore in tutti, sempre più, man mano che si avvicinava questo bel giorno. Sii benedetta, o Madre, Maestra e Regina! Tu hai data l’ispirazione, il volere, il potere. "Prefazio" in onore della ‘Regina degli Apostoli’ "È cosa degna, giusta, equa e salutare che noi sempre ed in ogni luogo ti rendiamo grazie, o Signore Santo, Padre Onnipotente, Eterno Dio, per la esaltazione di Maria sopra ogni creatura e le ineffabili sue misericordie, per Cristo Nostro Signore. Infatti, la Vergine Maria diede all’umanità il Sacerdote Eterno, l’Ostia propiziatrice, il Maestro Divino Via, Verità e Vita. Il quale dalla Croce la proclamò Madre, Maestra e Regina degli Apostoli onde li salvasse da molti pericoli, li guidasse alla santità ed all’apostolato; e per la Chiesa fosse rivelata la multiforme sapienza di Dio. Perciò in questo tuo Tempio e trono della Regina di misericordia, uniti all’Apostolo Paolo ed ai nove angelici Cori che ci sovrastano, con grande esultanza umilmente cantiamo: Santo, Santo, Santo…". Seguì il canto: "Magnificat anima mea Mariam", allora riportato nel Libro delle Preghiere della Famiglia paolina, a pag. 262. Di questo canto occorre ricordare che il testo, in lingua latina, apparve sul "San Paolo" del 1° maggio 1935 [cfr. CISP, 39], a firma di Don G. Alberione, che lo compose in occasione della presentazione del nuovo quadro raffigurante la "Regina degli Apostoli". È un ‘arrangiamento’ o una perifrasi dell’inno lucano (cfr. Lc 1, 46-55); ma esprime compiutamente i temi della spiritualità alberioniana, centrata su Gesù Maestro Via, Verità e Vita e, parallelamente, su Maria Regina, Maestra e Madre degli Apostoli: Regina perché guida a Cristo e ne indica la Via; Maestra perché prima discepola del Cristo Verità e modello unico di santità; Madre perché in Cristo Vita genera la vita della grazia negli Apostoli e nei credenti dell’intera l’umanità. Questo "Magnificat", del resto, esprime esattamente – traducendoli in canto – i concetti riproposti nel ‘Prefazio’, inno a Cristo "Maestro Divino Via, Verità e Vita, il quale dalla Croce proclamò Maria Madre, Maestra e Regina degli Apostoli".
"Universale sollecitudine" Proseguendo l’Ora di Adorazione, il Beato Don G. Alberione ha come commentato lui stesso il tema espresso dal "Prefazio", allargando il discorso delle "ineffabili misericordie [di Maria]", da cantare ‘senza fine’ "in questo Tempio, trono della Regina di misericordia", al concetto che gli è sempre stato caro di Maria "Mater humanitatis": "Volgendoci ora, o Maria, al Vostro bel trono e pensando al presente ed al futuro, Vi diciamo: ‘Regina, posate sopra di noi i Vostri occhi misericordiosi; poiché avete trovato grazia preso il Re come Ester. La Vostra universale sollecitudine per essere la Mater humanitatis, e l’ufficio Vostro di Mediatrice della grazia ci infonde fiducia nel presentarVi le suppliche, per i bisogni nostri e quelli più attuali della Chiesa e dell’umanità’. Nell’ingresso della Chiesa sono incise nella pietra le parole: "Suscipe nos, Mater, Magistra, Regina nostra: roga Filium tuum, dominum messis, ut mittat operarios in messem suam" – Accoglici, o Madre, Maestra e Regina nostra; prega il tuo Figlio, padrone della messe, perché mandi operai alla sua messe". Vocazioni per tutti gli apostolati, Vocazioni per tutti gli Istituti religiosi, Vocazioni per tutti i Seminari, Vocazioni per tutte le nazioni: fra esse, specialmente, le Vocazioni per gli apostolati più urgenti, più moderni, più efficaci. Ed a questi operai evangelici ottieni lo Spirito Santo che è lo Spirito di Gesù. Si rinnovi su di essi la Pentecoste, ricordata nel cornicione della Chiesa […]. Ai nomi [degli Apostoli e delle donne in preghiera con loro] si sostituiscano i nostri. Dona a noi il dono della parola orale, scritta, fotografata, trasmessa secondo il volere di Dio. Ed assistete, accompagnate i passi ed assicurate abbondanti frutti a questi operai evangelici…". Si è quindi intonato l’inno proprio di Maria "Regina degli Apostoli": "Apostolorum contio, / ut Christus imperaverat, / exspectat, orans munera / septena Sancti Spiritus…– Gli Apostoli riuniti in preghiera, / fedeli al comando di Cristo, / attendon che i doni promessi / effonda lo Spirito Santo…". Bruno Simonetto |
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