Madre di Dio

 

N. 2 febbraio 2006

"L'alta e particolare funzione della rivista"

Pellegrini a Lourdes

Amici lettori

Maria n relazione alla vita
  
Stefano De Fiores

La Madre di Dio precede il suo popolo
  
Giuseppe Daminelli

Il "segno della Donna" nella storia dell'uomo
    
Bruno Simonetto

"Nostra Signora della Semina del grano"
    
George Gharib

I Sette Santi Fondadori, "Servi di Maria"
    
Bianca Maria Veneziani

Storia dell’"Angelus" - 13
  
 Simone Moreno

Fatti e persone
    
a cura di Piero Roma

Maria "Roveto ardente"
  
Alberto Rum

La fornarna d Nazareth
    Simone Moreno

 Nel nome della Madre
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Il Magnificat di Don Alberione - 13
  
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Europa

 

Madre di Dio n. 2 febbraio 2006 - Copertina

 
 Le Feste mariane della Chiesa Siriaca

 
di GEORGE GHARIB

"Nostra Signora della Semina del grano"
   

Le Chiese di lingua sira hanno un loro piccolo ciclo di feste mariane d’origine agricola, a cominciare da quella di "Nostra Signora della Semina".
  

Le Chiese di lingua sira, vale a dire la Siro-Occidentale, la Siro-Orientale e la Maronita, possiedono oltre al normale ciclo di feste mariane, più o meno comune a tutte le Chiese in Oriente e Occidente, un piccolo ciclo di feste d’origine agricola, celebrate il 15 dei mesi di Gennaio, Maggio e Agosto, secondo il seguente Calendario:

  • 15 Gennaio: Nostra Signora della Semina
  • 15 Giugno: Nostra Signora delle Spighe
  • 15 Agosto: Nostra Signora delle Vigne.

Queste tre feste si trovano segnalate per la prima volta nell'apocrifo "Transitus Mariae", in versione siriaca. Secondo questo documento furono gli Apostoli stessi ad istituire dette feste su ordine espresso di Maria appena salita al Cielo. In queste celebrazioni traspare il carattere stagionale e agricolo delle date scelte. I testi liturgici fanno eco a questa tradizione, e mettono in risalto la dimensione cosmica dell’economia della Salvezza, la dipendenza del popolo dalle stagioni e dalla natura. Tale dipendenza diventa fonte di comunione spirituale alla luce della verginità e maternità divina di Maria; come anche un modo assolutamente unico di mettere in rilievo il ruolo eucaristico che l’antica tradizione orientale riserva a Maria.

A. Agemian, Notre Dame de Narek - Collége L. Arménien, Roma.
A. Agemian, Notre Dame de Narek - Collége L. Arménien, Roma.

Il seguente Inno, tratto dalla Liturgia caldea, esprime brevemente questi concetti:

"Tutta la terra d’Efeso fu aspersa dalla rugiada quando San Giovanni consegnò un'epistola della Vergine Maria, nella quale era prescritto che la commemorazione della beata Vergine sarebbe stata tre volte l’anno: in Dicembre per i semi, in Maggio per le spighe e in Agosto per le vigne: elementi dai quali si ricava la materia del Sacramento dell’Eucaristia. Maria, infatti, protegge dalla corruzione terrena i semi di grano in Dicembre e, quando sono cresciuti e maturi, nel mese di Maggio li protegge dagli insetti e li fa irrigare dalla pioggia, perché con questo grano si confeziona il pane per l'Eucaristia; nel mese d’Agosto, poi, nella festa della sua Assunzione al Cielo, essa benedice le vigne perché da loro si produce il vino che, con il pane, serve per il Sacrificio della Messa".

[Da notare però che mentre la Chiesa Siro-orientale possiede un solo Ufficio per tutte e tre le feste, con pochi testi propri a ciascuna, i Caldei possiedono invece tre Uffici propri. Ma in tutte e due le Chiese, la festa del 15 Agosto va a confondersi con la festa dell'Assunzione].

La Vergine nell'Abside della Basilica di San Paolo - Harissa (Libano).
La Vergine nell’Abside della Basilica di San Paolo – Harissa (Libano).

All’origine dell’istituzione delle feste il "Libro del Transitus" siriaco

Fonte comune dell’istituzione di queste feste è il Libro del Transitus, in lingua siriaca, che racconta la fine della vita di Maria, la sua morte e assunzione in Cielo. Esistono diverse recensioni di questo libro, l’ultima delle quali risale ai secoli V-VI, divisa in sei libri, il quarto dei quali contiene appunto le istruzioni della stessa Madonna e le disposizioni apostoliche per le commemorazioni di queste feste.

Ne diamo qui il solo testo riguardante la festa di Gennaio:

"Quando [Maria] fece ingresso nel Paradiso tra lodi ed esultanza dei celesti e dei terrestri, fu deposta su splendida nube e, stesa sul suo letto una coltre di fuoco, fu sistemata tra le piante che sono nel Paradiso dell'Eden, il profumo delle quali è il più fragrante degli aromi. In suo onore restarono vigilanti gli Angeli a servirla. Mentre i celesti la celebravano con le loro lodi davanti a Dio nel Cielo, gli Apostoli presero la via del ritorno, dirigendosi verso il Monte degli Ulivi.

Lì posero per iscritto l'ordine di commemorare Maria tre volte l'anno: "Abbiamo inteso, come lei ci ha fatto sapere e noi abbiamo veduto con i nostri occhi, che, mentre si celebra la sua commemorazione, le schiere angeliche si vestono di bianco e così la gloria [della Vergine] davanti a Dio aumenta. Siano salve tutte le creature che si recano a salutare la Madre di Dio…".

Il testo prosegue, dando dettagli sul modo di celebrare ciascuna delle commemorazioni. Qui di seguito le indicazioni date per quella invernale di Gennaio:

"Ora, quando i Sacerdoti offrono sacrifici, il mondo non rimane colpito da alcuna piaga distruttrice. Il 6 Gennaio, giorno della nascita di Cristo [secondo il Calendario della Chiesa Ortodossa], un sacrificio è offerto in onore della Beata. Ciò è disposto perché lei uscì dal mondo nello stesso giorno in cui aveva generato il Signore. Se poi non è possibile tenere la sua commemorazione nel giorno di Natale, noi Apostoli ordiniamo che la commemorazione della beata sia fatta due giorni dopo, affinché gli uomini ottengano il suo aiuto ed i frutti della terra siano benedetti per mezzo dei sacrifici in onore di lei e delle preghiere a lei rivolte. L'aroma soave del sacrificio in suo onore sale verso l'alto e rigenera Cristo. Così i Regni evitano le reciproche contese e molto sangue umano non sarà versato sulla terra. Allorché scoppiano le guerre, il Cielo e la terra sono in lutto a causa dei mortali che si massacrano a vicenda. L’aere è scosso e l'odore dello stesso è contaminato a causa dei cadaveri umani. Lo Spirito ricorda come la gente di un Paese, quando porta guerra per invadere territori altrui, occupa l'inverno nel procurarsi le armi. Perciò, dal mese d’Aprile sino ad Ottobre, ricorre timore di prigionia, evitata solo con l'offerta a Dio di sacrifici e preghiere" [Dal "Libro siriaco del Transitus", IV, 6-8].

Il "Padre nostro" in lingua siriaca.
Il "Padre nostro" in lingua siriaca.

La festa siriaca di  "Nostra Signora della Semina"

Questa festa è molto antica nella Chiesa siriaca e viene segnalata in tutti i Menologi siri. Formava forse una sola festa con quella della Maternità divina di Maria, ma ne fu separata in seguito. Come il suo nome indica, la sua istituzione ha per scopo di attirare la benedizione divina sui semi che, in Oriente, sono messi in terra in questa stagione dell’anno. La celebrazione liturgica è dotata di un Ufficio solenne, simile in questo a quello delle feste maggiori: comprende i Vespri, la Compieta, l’Ufficio notturno, il Mattutino e la Divina Liturgia. I testi, di rara bellezza poetica e teologica, sono molto numerosi e comportano lezioni bibliche e patristiche proprie. Il commento liturgico si sofferma sulla maternità divina di Maria e sulla sua cooperazione alla nostra Salvezza. Maria vi è spesso paragonata ad "un campo benedetto in cui crebbe la spiga delle benedizioni che ha saziato il mondo affamato".

In un altro testo si afferma che in lei "è cresciuto l’Albero della vita il cui frutto ha vivificato gli uomini".

Altrove si legge: "Il Verbo del Padre è stato piantato nel grembo verginale di Maria, e come una spiga magnifica è cresciuto nel suo seno senza concorso di coltivatore. Egli divenne il cibo del mondo intero a cui mancava il pane spirituale".

Tipica Croce in stile siro-orientale.
Tipica Croce in stile siro-orientale
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La festa Siro-maronita di "Nostra Signora delle Sementi"

La stessa festa si incontra anche nella Chiesa Siro-maronita del Libano, dove però è stata riportata al 15 del mese di Maggio. Il breve Sinassario la chiama "Nostra Signora delle Sementi"; e così la presenta: "La Chiesa celebra oggi la Vergine nostra madre sotto il titolo di "Nostra Signora delle Sementi"; essa le chiede di intercedere presso suo Figlio per le messi vicine. Mettiamo tutta la nostra vita ed i raccolti della terra sotto la sua protezione".

La Preghiera d’inizio della Celebrazione eucaristica così introduce il rito, chiamando Maria "campo" e suo Figlio "grano di frumento perfetto":

"O Cristo Dio, Verbo del Padre, tu sei sceso come la pioggia sul campo della Vergine e, come grano di frumento perfetto, tu sei apparso laddove nessun seminatore aveva mai seminato e sei diventato cibo per il mondo.

Rendici degni di lodarti nel richiamare la memoria di tua Madre, la quale sapeva ciò che era stato seminato e si è rallegrata al momento della mietitura. A te, grazie e gloria, Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e nei secoli dei secoli. Amen".

La celebrazione maronita comporta anche la seguente preghiera sacerdotale [Sedro] proceduta dal suo Proemio:

Proemio "Lode, gloria e onore alla Parola che la creazione non poteva proferire, la Parola scritta su pagine di carne dalla penna della nostra sorella Maria; a colui che fu chiamato Figlio di Davide e che era il Signore di Davide; lui il Buono, ora e sempre nei secoli".

Sedro "Noi ti magnifichiamo, Vergine Madre di Dio, vello che assorbì la rugiada celeste, campo di frumento benedetto per soddisfare la fame del creato. Tu sei il monte santo dal quale fu staccata la pietra non tagliata da mani umane. Le generazioni del Cielo e della terra assieme esclamano: ‘Benedetta sei, o Arca dei misteri! Benedetta sei, o Altare del frutto iniziale! Beata sei, o valle fertile! Benedetta sei, o alba luminosa! Benedetta sei, o vanto della maternità!’.

Noi ti supplichiamo, o Cristo: per le preghiere della tua santa Madre, rinnova la faccia della terra da te creata in nostro favore; laddove ci sono la morte e la corruzione, restaura la vita; dove fame e sofferenza, dona il sollievo; dove la terra è arida e sterile, manda la pioggia. Benedici i campi con grano, gli alberi da frutto con i germogli ed i roveti con una nuova crescita. Ripara il lavoro delle tue mani, affinché la terra e tutto ciò che la copre possa benedirti, ora e per sempre. Amen".

Patriarca Siro-Orientale di Antiochia.
Patriarca Siro-Orientale di Antiochia.

La festa Siro-caldea di "Nostra Signora custode dei semi"

La festa si ritrova anche nel Calendario della Chiesa Siro-orientale [degli Assiri e dei Caldei], dove viene chiamata "festa di Nostra Signora custode dei semi" e celebrata il 15 Maggio, come nella Chiesa Maronita.

I testi liturgici salutano Maria con le seguenti espressioni:

"Baluardo potente e torre salda è Maria per il genere dei mortali. La potenza nascosta a tutti, che prese dimora nelle sue viscere, custodisca la creazione da ogni male.

Sorgente di soccorso e rifugio di tutti gli afflitti è Maria per il creato. Colui che celebra il giorno festivo della Santa [Madre di Dio] sarà aiutato dalle sue preghiere. Gloria a te, Signore nostro, gloria a te, Figlio di Dio, che hai onorato Maria che ti ha partorito.

O Cristo, che avevi esaudito le preghiere di tua Madre quando era sulla terra, e che ora esaudisci sempre ed aiuti tutti coloro che in lei si rifugiano e invocano la sua mediazione, abbi pietà di noi" [Dal "Breviario Caldeo II, 592-604, passim].

Da notare, per finire, che è stata sostenuta l’opinione che la festa invernale di origine sira ha trovato posto anche nella Gallia di San Gregorio di Tours (538-594), che testimonia dell’esistenza in questo Paese di una festa mariana "hujus festivitas sacra mediante mense undicesimo celebratur". È risaputo che per San Gregorio l’anno aveva inizio nel mese di Marzo; per questo l’undicesimo mese non sarebbe altro che quello di Gennaio. L’esistenza di una simile festa sarebbe stata ispirata dai molti Siri che avevano allora numerosi insediamenti nella regione.

George Gharib