Madre di Dio

 

N. 12 dicembre 2004

Un'eredità e un impegno

"Madre di Gesù", "Madre dell’umanità"

Amici lettori

"Tuttasanta sei, Maria!"
  
Gabriele Amorth

Una mariologia di liberazione e promozione dell’uomo
  
Stefano De Fiores

L’Immacolata Concezione
  
Mons. Angelo Comastri

"…trovarono il bambino con Maria sua madre"
  
Giuseppe Daminelli

Un binomio inscindibile
  
Alberto Rum

Il Magnificat di Don Alberione
  
Bruno Simonetto

Fatti e persone
  
a cura di Bruno Simonetto

Davanti all’icona della Madonna, "Fiore immarcescibile" – 1
  
George Gharib

Giovanni, profeta dell’amore di Dio
   Luigi De Candido

 Un "salvacondotto" per tutti i popoli della terra
  
Maria Di Lorenzo

In Libreria

La Mariologia del Beato don G. Alberione - 32
  
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Italia

 

Madre di Dio n. 12 dicembre 2004 - Copertina

 

 

 

 

 La Madonna della ‘Medaglia Miracolosa’  

di MARIA DI LORENZO

Un "salvacondotto"
per tutti i popoli della terra

   

"Fai coniare una medaglia su questo modello: le persone che la porteranno riceveranno grandi grazie…". – È la promessa della Vergine all’umile Suora vincenziana Caterina Labourè, apparendole nella Cappella di Rue du Bac a Parigi.
   

Al numero civico 140 di Rue du Bac in Parigi, c’è un Santuario con la Cappella della "Medaglia miracolosa": non è molto distante dal Louvre ed è comodamente raggiungibile con la metropolitana che ha una delle sue fermate proprio a Rue du Bac.

La Cappella della "Medaglia miracolosa" attira ogni anno un milione di pellegrini, persone di ogni razza e colore, che vengono qui, nel cuore di Parigi, a cercare una risposta ai loro problemi esistenziali, a chiedere grazie alla Madre che tutto sa e comprende e con cui ci si può sfogare come soltanto con una madre è possibile fare, nel più assoluto silenzio, in un clima di grande fervore e raccoglimento.

È il mistero di Rue du Bac, un mistero che nasce 174 anni fa, dalle Apparizioni della Santa Vergine a una giovane Novizia delle ‘Figlie della Carità di S. Vincenzo de’ Paoli’, Caterina Labourè, a cui la Madonna affidò la realizzazione di una medaglia cosiddetta "miracolosa" che, da quasi due secoli ormai, ha conquistato con le sue innumerevoli grazie e i tanti prodigi il mondo intero.

Caterina Labourè, "l'umile Santa del dovere e del silenzio", come la definì Papa Pio XII.
Caterina Labourè, "l’umile Santa del dovere e del silenzio", come la definì Papa Pio XII.

Una Novizia scelta dal Cielo

Nata a Fain-les-Moutiers, un villaggio della Borgogna, il 2 maggio 1806, Caterina Labourè era rimasta orfana di madre a nove anni, con sette fratelli e due sorelle. Non le fu perciò possibile frequentare la scuola; ma presto dovette rendersi utile in famiglia e prenderne le redini.

La sua vocazione religiosa venne preparata da un sogno avuto a diciotto anni: le sembrava di stare in una chiesa nella quale un vecchio sacerdote la chiamava; spaventata, pensava di scappare, ma quel sacerdote le aveva detto: "Figlia mia, ora tu mi sfuggi, ma un giorno mi cercherai. Dio ha dei progetti su di te. Non te ne dimenticare!".

Questo sogno le sembrò a primo avviso incomprensibile. Qualche tempo dopo, però, vedendo un quadro raffigurante San Vincenzo de’ Paoli, riconobbe in lui il misterioso personaggio che le aveva parlato. Comprese allora che il fondatore delle ‘Figlie della Carità’ la chiamava per entrare nella sua Congregazione.

All'età di ventiquattro anni, il 21 aprile 1830, entrò come Novizia dapprima a Chatillon-sur-Seine e poi nel Convento parigino di Rue du Bac. In quei giorni Parigi onorava solennemente San Vincenzo de' Paoli, in occasione della traslazione delle sue reliquie, che per molto tempo erano state nascoste a causa dei torbidi rivoluzionari. In quella circostanza la giovane Novizia ebbe per tre giorni consecutivi l'apparizione del cuore di San Vincenzo sopra un piccolo reliquiario nella Cappella delle Suore in Rue du Bac.

Caterina Labourè si distinse subito per il suo fervore religioso e ben presto, nel corso del suo noviziato, specialmente durante le adorazioni del Ss. Sacramento, cominciò ad avere altre visioni, da lei scrupolosamente raccontate al suo Confessore, il padre Jean-Marie Aladel, come quelle di Gesù Eucaristico e di Cristo Re [Giugno 1830].

Le più importanti, tuttavia, furono le Apparizioni dell'Immacolata della "Medaglia miracolosa" avvenute nella Cappella parigina di Rue du Bac..

Cappella dell’Apparizione della Vergine a Caterina Labourè in Rue du Bac a Parigi, sacrario della Famiglia Vincenziana:
Cappella dell’Apparizione della Vergine a Caterina Labourè in Rue du Bac a Parigi,
sacrario della Famiglia Vincenziana: 1. – Luogo esatto della prima Apparizione; 2. – Statua della Vergine
dal globo d’oro; 3. – L’urna di Santa Luisa de Marillac; 4. – I due Cuori di Gesù e di Maria, riprodotti nel
verso della "Medaglia Miracolosa"; 5. – L’affresco che ricostruisce la prima Apparizione; 6. – L’urna con il corpo
di Santa Caterina; 7. – Reliquiario contenente il cuore di San Vincenzo de’ Paoli.

"Figlia mia, Dio vuole affidarti una missione"

La stessa Caterina Labourè così racconta la storia delle Apparizioni: '"Venuta la festa di San Vincenzo (19 luglio 1830) la buona Madre Marta (direttrice delle Novizie) ci fece alla vigilia un'istruzione sulla devozione dovuta ai Santi e specialmente sulla devozione alla Madonna. Questo mi accese un gran desiderio di vedere la Santissima Vergine, tanto che andai a letto col pensiero di vedere in quella stessa notte la mia buona Madre Celeste: era tanto tempo che desideravo vederla.

Essendoci stato distribuito un pezzettino di tela di una cotta di San Vincenzo, ne tagliai una metà e l'inghiottii. Cosi mi addormentai col pensiero che San Vincenzo mi avrebbe ottenuto la grazia di vedere la Madonna.

Alle undici e mezzo mi sento chiamare per nome: "Suor Labourè! Suor Labourè!". Svegliatami, guardo dalla parte donde veniva la voce, che era dal lato del passaggio del letto, tiro la cortina e vedo un Fanciullo vestito di bianco, dai quattro ai cinque anni, il quale mi dice: "Vieni in Cappella; la Madonna ti aspetta".

Il Fanciullo mi condusse nel presbiterio, dove io mi posi in ginocchio, mentre lui rimase tutto il tempo in piedi. Parendomi il tempo troppo lungo, ogni tanto guardavo per timore che le Suore vegliatrici passassero dalla tribuna.

Finalmente giunse il sospirato momento. Il Fanciullino mi avvertì, dicendomi: "Ecco la Madonna, eccola!". Sentii un rumore come il fruscio di vesti di seta venire dalla parte della tribuna, presso il quadro di San Giuseppe, e vidi la Santissima Vergine che venne a posarsi sui gradini dell'altare, dal lato del Vangelo.

Dire ciò che provai in quel momento e ciò che succedeva in me, mi sarebbe impossibile… Io, guardando la Santissima Vergine, spiccai allora un salto verso di Lei, ed inginocchiandomi sui gradini dell'altare, appoggiai le mani sulle ginocchia di Maria... Fu quello il momento più dolce della mia vita.

"Figlia mia - mi disse la Madonna - Dio vuole affidarti una missione. Avrai molto da soffrire, ma soffrirai volentieri, pensando che si tratta della gloria di Dio. Avrai la grazia; dì tutto quanto in te succede, con semplicità e confidenza. Vedrai certe cose, sarai ispirata nelle tue orazioni: rendine conto a chi è incaricato dell'anima tua…".

Quanto tempo restassi con la Madonna, non saprei dire: tutto quello che so è che, dopo avermi lungamente parlato, se ne andò scomparendo come ombra che svanisce, dirigendosi verso la tribuna, per quella parte da cui era venuta. Tornata a letto, sentii suonare le due e non ripresi più il sonno".

L’Immacolata apparsa a Caterina Labourè e riproduzione della "Medaglia Miracolosa".
L’Immacolata apparsa a Caterina Labourè e riproduzione della "Medaglia Miracolosa".

Una diffusione rapida e prodigiosa

Il 27 Novembre dello stesso anno, alle 17.30, Caterina ha una nuova visione durante la meditazione in Cappella: vede come due quadri animati che le passano davanti in dissolvenza incrociata. Nel primo, la Santa Vergine è in piedi su una semisfera (il globo terrestre) e tiene tra le mani un piccolo globo dorato. I piedi di Maria schiacciano un serpente. Nel secondo, dalle sue mani aperte escono raggi di uno splendore abbagliante. Nello stesso tempo Caterina ode una voce che dice: "Questi raggi sono il simbolo delle grazie che Maria ottiene per gli uomini".

Poi un ovale si forma attorno all’apparizione e Caterina vede scriversi in un semicerchio questa invocazione, prima sconosciuta, in lettere d’oro: "O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te".

Subito dopo, l’ovale della medaglia si gira e Caterina ne vede il rovescio: in alto una croce sormonta la ‘M’ di Maria, in basso due cuori, l’uno incoronato di spine, l’altro trapassato da una spada. Caterina ode allora queste parole: "Fai coniare una medaglia, secondo questo modello. Coloro che la porteranno con fede riceveranno grandi grazie".

Caterina riferisce al suo Confessore, il Padre Aladel, la richiesta fatta dalla Madonna circa la medaglia, ma il sacerdote reagisce negativamente ed intima alla Novizia di non pensare più a queste cose.

Qualche mese più tardi, pronunciati i Voti, Caterina Labourè viene inviata al ricovero di Enghien per curare gli anziani. La giovane suora si mette al lavoro, ma una voce interiore l’assilla continuamente: "Si deve far coniare la medaglia".

Cappella di San Giuseppe nella Cripta di Casa-Madre delle "Figlie della Carità", in Rue du Bac a Parigi.
Cappella di San Giuseppe nella Cripta di Casa-Madre delle "Figlie della Carità", in Rue du Bac a Parigi.

Caterina ne riparla al suo Confessore. Intanto, nel febbraio del 1832, scoppia a Parigi una terribile epidemia di colera, che provocherà più di 20.000 morti. In Giugno le ‘Figlie della Carità’ cominciano a distribuire le prime 2.000 medaglie, fatte coniare da Padre Aladel. Le guarigioni si moltiplicano, come le protezioni prodigiose e le conversioni spirituali. Il popolo di Parigi comincia a chiamare "miracolosa" la medaglia.

Nell’autunno 1834 c’erano già più di 500.000 medaglie. Un anno dopo soltanto, ne circolavano più di un milione. Nel 1839 la medaglia veniva diffusa in più di dieci milioni di esemplari, e alla morte di Suor Caterina, nel 1876, se ne contavano più di un miliardo!

Dopo i fatti straordinari di cui era stata protagonista nel 1830, la Suora vincenziana seppe tenere nascosto il segreto delle Apparizioni della Madonna per ben 46 anni, ossia fino alla sua morte, rivelandolo soltanto al suo Confessore. Nessuno, tranne il Padre Aladel e i Superiori, seppe mai delle visioni celesti avute da Caterina, dell’importante missione che la Madonna le aveva affidato.

Suor Caterina Labourè visse nella più grande umiltà e nel più assoluto silenzio per altri 46 anni, servendo i poveri dell’Ospizio di Enghien a Reuilly, nella zona est di Parigi, in incognito.

Tra gli operai e gli ammalati, fra i soldati e i poveri, per oltre 40 anni, l’umile e nascosta ‘Figlia della Carità’, fu una straordinaria apostola della "Medaglia miracolosa".

Morì il 31 dicembre 1876 e fu beatificata da Pio XI il 28 maggio 1933, quindi canonizzata da Pio XII il 27 luglio 1947.

Nella ricognizione del suo corpo, fatta in occasione del Processo di beatificazione e canonizzazione, le mani della Santa che avevano toccato la Madonna e gli occhi che l’avevano contemplata con amore apparvero straordinariamente incorrotti.

Maria Di Lorenzo