Madre di Dio

 

 

N. 12 dicembre 2004

Un'eredità e un impegno

"Madre di Gesù", "Madre dell’umanità"

Amici lettori

"Tuttasanta sei, Maria!"
  
Gabriele Amorth

Una mariologia di liberazione e promozione dell’uomo
  
Stefano De Fiores

L’Immacolata Concezione
  
Mons. Angelo Comastri

"…trovarono il bambino con Maria sua madre"
  
Giuseppe Daminelli

Un binomio inscindibile
  
Alberto Rum

Il Magnificat di Don Alberione
  
Bruno Simonetto

Fatti e persone
  
a cura di Bruno Simonetto

Davanti all’icona della Madonna, "Fiore immarcescibile" – 1
  
George Gharib

Giovanni, profeta dell’amore di Dio
   Luigi De Candido

 Un "salvacondotto" per tutti i popoli della terra
  
Maria Di Lorenzo

In Libreria

La Mariologia del Beato don G. Alberione - 32
  
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Italia

 

Madre di Dio n. 12 dicembre 2004 - Copertina

 

 

 

 

 La Madre di Dio nella liturgia orientale

di GEORGE GHARIB

Davanti all’icona della Madonna, 
"Fiore immarcescibile"
– 1

   

Ispirati al "Cantico dei Cantici" biblico, titoli iconografici mariani tipici – come "Giardino chiuso", "Maria nel roseto", "Maria nell’abito di spighe", ecc. – trovano il loro riscontro presso gli iconografi orientali nel titolo "Fiore immarcescibile".

L'icona della Madonna venerata con il titolo di "Fiore immarcescibile" è di origine relativamente recente e le sue prime raffigurazioni non risalgono al di là del secolo XVI-XVII. Luoghi primi di diffusione sembrano essere stati la Grecia ed i Balcani. Da qui l’icona si è diffusa nel bacino del Mediterraneo, in alcuni Paesi di religione ortodossa, come la Siria, il Libano, le Isole greche: Cipro e Creta, da dove, durante l’occupazione turca, giunse in Italia dove si trovano non poche repliche dell’icona a Venezia, a Ravenna e nella Calabria.

L’arrivo dell’icona in Russia sembra essere stato tardivo; ma con il suo arrivo in questo Paese nel secolo XVIII, essa ha incontrato una buona accoglienza: in qualche zona l’icona conobbe un tale favore da meritare di essere celebrata con una festa ricorrente il 3 Aprile; per l’occasione fu anche composto un lungo Akátisto di cui proponiamo la versione italiana ai nostri Lettori.

Icona greca de "L'Albero di Jesse e il Fiore immarcescibile" (sec. XVII).
Icona greca de "L’Albero di Jesse e il Fiore immarcescibile" (sec. XVII).

L’ispirazione liturgica del titolo

Il titolo stesso di "Fiore immarcescibile" è molto più antico dell’icona, avendo ben presto trovato posto nella liturgia greca. Si ritrova per la prima volta nel famoso "Akátisto alla Madre di Dio", inno composto da un Autore anonimo nella seconda metà del secolo V, nel periodo immediatamente susseguente al terzo Concilio ecumenico di Efeso (431), in cui Maria fu da tutta la Chiesa solennemente proclamata "Theotókos", ossia Madre di Dio.

L’epiteto greco "amáranton", che si suole tradurre con "immarcescibile", si ritrova difatti per la prima volta nella Stanza V dell’Inno, che sceneggia la Visitazione di Maria a Elisabetta. Le salutazioni contenute nella Stanza e rivolte a Maria sono messe in bocca a Giovanni Battista che, ancora nel grembo della Madre, reagisce così al saluto di Maria ad Elisabetta. Di questa Stanza il p. Ermanno M. Toniolo propone la seguente traduzione:

Con in grembo il Signore
premurosa Maria ascese e parlò a Elisabetta.
Il piccolo in seno alla madre
sentì il verginale saluto, esultò,
e balzando di gioia cantava alla Madre di Dio:
"Ave, o tralcio di santo germoglio;
Ave, o ramo di Frutto illibato.
Ave, coltivi il divino Cultore
;
Ave, dài vita all'Autore della vita.
Ave, tu campo che frutti ricchissime grazie;
Ave, tu mensa che porti pienezza di doni.
Ave, un pascolo ameno tu fai germogliare
;
Ave, un pronto rifugio prepari ai fedeli.
Ave, di suppliche incenso gradito;
Ave, perdono soave del mondo".

La Madre, come si vede, di fronte al Figlio è come il virgulto o il tralcio di fronte al suo "Germoglio", come il ramo che porta e possiede il suo "Frutto". Maria, anzi, produce e coltiva lo stesso "Cultore" del genere umano; la verginale maternità di Maria per gli uomini diventa canale di misericordia e di grazia; Maria è così come un campo ubertoso e una lauta mensa imbandita per tutti. Gesù, lui, è il pascolo delizioso che Maria offre alle anime come loro rifugio.

Madonna "Fiore immarcescibile" con Bambino - Monastero di Subiaco (sec. XIV).
Madonna "Fiore immarcescibile" con Bambino – Monastero di Subiaco (sec. XIV).

L’inno Akátisto ha ispirato nel secolo IX un poeta sacro di origine sicula i cui Inni riempiono i libri liturgici bizantini: si tratta di Giuseppe, detto l’Innografo per antonomasia. Nato a Palermo nell’816 ca. e morto monaco a Costantinopoli nell’886, egli ha cantato la Madonna con bellissimi Inni. Fra questi vi è una lunga composizione detta "Canone" che accompagna tuttora il canto dell’Akátisto nella liturgia bizantina. Giuseppe, riprendendo il termine "amáranton" dell’Akátisto, lo accompagna col nome "ródon", ossia rosa, fiore: così il titolo diventa "ródon amáranton", o "Rosa, Fiore immarcescibile".

Il titolo ricorre ben due volte nell’Inno di Giuseppe: una prima volta nella prima Ode del Canone, in questi termini:

"Ave, tu che sola hai fatto sbocciare
la
rosa immarcescibile.
Ave, tu che sola hai generato il pomo fragrante!
Ave, profumo del Re dell'universo!
Ave, Semprevergine, salvezza del mondo!
[…] Ave, giglio fragrante che sparge
il suo profumo tra i fedeli
;
incenso odoroso e preziosissimo balsamo!".

Da notare che Giuseppe riserva il titolo a Gesù, ma la tradizione posteriore lo applicherà senza difficoltà alla Madre e alla icona appositamente creata.

Madre di Dio, "Fiore immarcescibile" - Icona melkita (sec. XVIII), Aleppo.
Madre di Dio, "Fiore immarcescibile" – Icona melkita (sec. XVIII), Aleppo.

L’icona "Fiore immarcescibile"

L’icona della Madonna "Fiore immarcescibile" non sembra provenire, come le numerose altre icone mariane, da qualche intervento di Maria per mezzo di qualche immagine preesistente, ma nasce solo attraverso i testi liturgici bizantini di cui abbiamo presentato sopra i due più conosciuti.

Per rappresentare la Madre di Dio si è ricorso ad una normale icona di Madonna con Bambino, attingendo ai tipi iconografici più noti, quali: l’Odighítria, l’Eléousa o la Nicopéia , ecc., in busto o a pieno corpo, seduta su un trono o in piedi. Ma per distinguerla da tutte le altre icone mariane furono aggiunti alcuni dettagli che rendono l’icona immediatamente riconoscibile: in una mano della Madonna si mise un fiore o un ramo fiorito; il Figlio fu dipinto seduto o in piedi e, il più delle volte, tenendo lui stesso uno scettro e il capo coperto da una corona più o meno pesante. Il titolo dell’icona, scritto in corrispondenza del capo della Madonna è "ródon to amáranton", in greco o slavo; su alcune icone si trova scritto su un nastro, in greco, in arabo o slavo, un versetto dell’Akátisto o della composizione di Giuseppe l’Innografo, citata sopra.

Da notare infine che l’apparizione tardiva del tipo iconografico sembra essere stato il frutto di contatti proficui con l’Occidente e con la sua iconografia mariana. L’Occidente, che si era lasciato ispirare al Cantico dei Cantici biblico, aveva creato tipi iconografici mariani tipici, come "Giardino chiuso" ["Hortus conclusus"], "Maria nel roseto", "la Madonna del rosario", "Maria nell’abito di spighe", ecc. Gli iconografi orientali, molti dei quali si erano rifugiati in Italia, non hanno mancato di ispirarsi a questa iconografia.

L’Akátisto alla Madonna "Fiore immarcescibile"

In Russia la grande celebrità dell’icona della Madonna "Fiore immarcescibile" ha suggerito di celebrarla con testi liturgici e inni. Il seguente Akátisto, di Autore rimasto anonimo, è scritto in slavo, composto come tutti i componimenti slavi di questo tipo, da 13 strofe brevi, dette Kondak, che si concludono con il ritornello "Alleluja"; e da 13 strofe lunghe, dette Ikos, che si concludono con il ritornello "Rallegrati, Madre di Dio, immarcescibile Fiore".

L’Autore si è permesso di modificare il normale svolgimento dell’Inno riducendo, ad esempio, le salutazioni delle stanze lunghe a sole quattro salutazioni oltre al ritornello. Egli propone alla meditazione dei fedeli i principali interventi di Maria nella vita di suo Figlio, aggiungendovi alcune riflessioni e invocando l’aiuto e il soccorso della celeste Patrona nei difficili accadimenti della vita.

] "Rosa Mystica" - Cromolitografia dei primi del Novecento - Milano, Ed. Bertarelli.
] "Rosa Mystica" – Cromolitografia dei primi del Novecento – Milano, Ed. Bertarelli.

Kondak 1

Madre di Dio, Vergine benedetta, prostrati davanti alla tua santa icona noi ti rivolgiamo un cantico di lode, presentando le nostre angosce, le nostre tristezze e le nostre lacrime a te che sei così vicina alle pene da noi provate sulla terra; accogli i nostri sospiri e, correndo in nostro soccorso, liberaci dalle ansie. Senza sosta e di tutto cuore noi difatti a te cantiamo: Alleluja.

Ikos 1

Come benedizione divina e dono del cielo, o Madre di Dio, tu sei stata mandata ai tuoi santi genitori Gioacchino e Anna, che se ne sono molto rallegrati. Tu hai poi lasciato il loro grembo, o Vergine da Dio scelta, e come fiamma inestinguibile della fede e turibolo spandente soave profumo, umilmente ti sei recata nell’atrio del Signore, dove la potenza dell’Altissimo, innalzandoti fino all’ingresso nel Tempio, ti fece entrare nel Santo dei santi e ti rivelò tutti i misteri del Cielo. Vergine compassionevole, divina Madre, fai salire anche la nostra preghiera verso tuo Figlio e nostro Dio, affinché possiamo a te così inneggiare:

Rallegrati, inaccessibile purezza, ineffabile consolazione.
Rallegrati, per la tua umiltà il Signore ti ha esaltata.
Rallegrati, strumento scelto dal nostro Dio.
Rallegrati, tu che ci proteggi con ardore.
Rallegrati, Madre di Dio, immarcescibile Fiore.

Kondak 2

Siamo sollecitati da pensieri di peccato, trascinati da vergognose azioni, il nostro cuore si gela, i nostri occhi sono appesantiti e sul punto di chiudersi; ma tu, o Vergine santa, immarcescibile Fiore, annaffiaci con la tua mattinale rugiada, riscaldaci al sole della misericordia e dell’amore; o nostra Signora, sollevaci dalla terrestre polvere per condurci verso il Signore, così da poter offrirgli questa umile supplica e cantargli: Alleluja.

Ikos 2

L’Angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea per recarti, o Vergine purissima, il santo annuncio, dicendo:

Rallegrati, Piena di grazia, il Signore è con te! Noi invece, peccatori, alla vista di tale meraviglia, nella tenerezza del nostro cuore a te inneggiamo:

Rallegrati, tu hai trovato grazia presso il Signore che ti ha elevata al di sopra degli Angeli e dei Santi.
Rallegrati, tu che hai messo al mondo il Figlio erede del trono di Davide.
Rallegrati, tu che hai acceso nelle nostre tenebre la luce che non tramonta.
Rallegrati, tu che hai aperto a noi le porte dell’eterna felicità.
Rallegrati, Madre di Dio, immarcescibile Fiore.

Tappero Merlo Sergio, "Madonna della Rosa" - Santuario di Ceresole d'Alba (Cuneo).
Tappero Merlo Sergio, "Madonna della Rosa" – Santuario di Ceresole d’Alba (Cuneo).

Kondak 3

Siamo piegati sotto l’afflizione, trascorrendo nella tristezza e nella vanità i giorni della nostra vita; ma tu, o Vergine benedetta, fai risplendere le nostre anime della tua umiltà, così da poter chinare il capo ed esclamare: ‘Ecco i servi del Signore, sia fatto a noi secondo il suo volere!’. Per te, o immarcescibile Fiore, e per il Figlio nato da te noi non tralasciamo di cantare: Alleluja.

Ikos 3

In quei giorni, o Maria, tu ti sei recata in una contrada di Giuda e hai salutato con un abbraccio la tua cugina Elisabetta, che fu ricolma di Spirito Santo e disse ad alta voce: "Come è che viene da me la Madre del mio Signore?". O Vergine purissima, visita anche noi che siamo deboli e indigenti e fai salire il nostro gemito come fumo d’incenso fino al trono del Dio potentissimo, così che con tutto il cuore e in azione di grazia possiamo a te esclamare:

Rallegrati, perché sull’umiltà della sua serva si è chinato il Signore.
Rallegrati, perché benedetta ti dicono tutte le generazioni.
Rallegrati, perché l’Onnipotente ha operato meraviglie per te.
Rallegrati, fonte di vita e di immortalità.
Rallegrati, Madre di Dio, immarcescibile Fiore.

Kondak 4

In questa nostra valle di lacrime visitaci, tu immarcescibile Fiore così bello e profumato; prega tuo Figlio di liberarci dalla collera e dai pianti, da ogni dolore e malore; faccia egli scendere la pace nei nostri cuori, conceda ciò che chiediamo, ci copra con la sua inesauribile misericordia. Nell’attesa del tuo onnipotente soccorso, noi con tutta l’anima magnifichiamo il Signore e a lui cantiamo: Alleluja.

Ikos 4

I pastori che vigilavano di notte ricevettero dall’Angelo del Signore con grande gioia l’annuncio della nascita di Cristo nella città di Davide, adagiato in un presepe e in fasce. O Madre purissima che hai messo al mondo il tuo Figlio primogenito, accogli da noi le seguenti lodi:

Rallegrati, vergine Madre di Dio, per mezzo della quale è sorta la luce che non tramonta.
Rallegrati, stella che ci indichi nelle tenebre la via.
Rallegrati, tu porti alle nostre anime uno spirito rinnovato.
Rallegrati, sicuro rifugio nell’afflizione e pronto soccorso.
Rallegrati, Madre di Dio, immarcescibile Fiore.

George Gharib
[1 – continua]