Madre di Dio

 

N. 7 luglio 2004

Con Maria, Regina degli Apostoli

D’estate nei luoghi mariani

Amici lettori

Le Apparizioni mariane e la lotta contro Satana
  
Gabriele Amorth

Maria nell’itinerario spirituale "dell’operatore di pace"
  
Stefano De Fiores

Pietro, pescatore di uomini
  
Mons. Angelo Comastri

Maria e l’autentico "umanesimo integrale"
  
Giuseppe Daminelli

"Non vi lascerò orfani"
  
Alberto Rum

Maria, "Madre e Signora di tutti i Popoli"
  
Bruno Simonetto

Fatti e persone
  
a cura di Bruno Simonetto

L’icona della Madre di Dio, "Garante dei peccatori" – 1
  
George Gharib

Pastori e magi estranei pellegrini a Betlemme
   Luigi De Candido

 Nostra Signora del Pilar, Patrona della hispanidad
  
Maria Di Lorenzo

In Libreria

La Mariologia del Beato don G. Alberione - 28
  
Bruno Simonetto

La Famiglia Paolina sulla via della santità con Maria

Santuari mariani d'Italia

 

Madre di Dio n. 7 luglio 2004 - Copertina

La Famiglia paolina sulla via della santità con Maria

  

Maggiorino Vigolungo,
"fiore di campo" per la "Regina degli Apostoli"
   

Adolescente piemontese delle Langhe, è vissuto sognando grandi ideali di ‘apostolo della buona stampa’.

Immaginiamo di far scorrere davanti agli occhi la sequenza di quel singolare film che è stata la breve vita di Maggiorino Vigolungo, un adolescente piemontese delle Langhe albesi, vissuto tra il 1904 e il 1917, sognando grandi ideali per un mancato avvenire di ‘apostolo della buona stampa’ e, già dichiarato ‘Venerabile’, incamminato verso gli onori degli Altari. Maggiorino è stato Alunno di quel ‘Seminario Minore’ appena iniziato da Don Giacomo Alberione con il nome di Scuola Tipografica Piccolo Operaio, una sorta di Scuola Professionale si sarebbe detto; e, in realtà, quei primi 7-8 ragazzetti che ne facevano parte avevano più l’aria degli Artigianelli di Don Bosco che di Seminaristi veri e propri.

Apprendista tipografo degli anni ‘16-’17, Maggiorino può anche sembrare solo una bella figurina deamicisiana, un Piccolo scrivano fiorentino che di notte trascrive su fascette l’indirizzo di Abbonati per aiutare il padre a tirare avanti la baracca, non potendolo fare di giorno, perché impegnato a Scuola. Ma lui, che studiava e lavorava fino a sera inoltrata, per prepararsi "ad esercitare l’apostolato della comunicazione sociale", doveva avere già capito tutto della fondamentale importanza del compito cui si preparava.

Il giovane ragazzo langarolo ci pare, allora, piuttosto il prototipo di tanti giovani oggi impegnati in Movimenti e Gruppi di Volontariato. Anzi, il prototipo di chi ha scelto di impiegare il suo tempo nella collaborazione, comunque intesa, del più urgente dei servizi di Volontariato: la diffusione con tutti i moderni mezzi massmediali di un ‘giornalismo’ responsabile e corretto, animato da princìpi cristiani, come esercizio di ‘carità della verità’.

Non c’è dubbio che quest’ansia del suo Padre spirituale, Don Alberione, fosse il ‘programma di vita’ di Maggiorino, ragazzo tanto buono e diligente nell’attuarlo da essere chiamato da chi lo conosceva "un altro San Luigi".

Il giovane Aspirante paolino, Ven. Maggiorino Vigolungo.
Il giovane Aspirante paolino, Ven. Maggiorino Vigolungo.

L’impronta mariana sul giovane Aspirante

All’età circa di otto anni il Venerabile Maggiorino Vigolungo si incontrò con Don Alberione, che si recava di quando in quando a Benevello, suo paese natìo, per prestare aiuto al Parroco. Colpito e attratto dalle doti di pietà e di maturità del giovanetto, un giorno l’Alberione cercò di spiegargli la grandezza, la necessità, l’importanza dell’Apostolato della stampa. Maggiorino rimase entusiasta, ma pensoso: seguì il consiglio di recitare ogni giorno tre ‘Ave, Maria’ per conoscere e seguire la "sua via"; si consigliò con il Parroco, finché il 15 ottobre 1916 entrava nella Pia Società San Paolo, denominata allora Scuola Tipografica. Le tre "Ave, Maria" gli avevano portato consiglio.

"Farsi santo, divenire sacerdote e apostolo della stampa" divenne l’ideale attorno al quale raccolse tutto se stesso; così, fin dai primi giorni della sua vita di Aspirante paolino, in un colloquio con Don Alberione puntualizzò il suo lavoro spirituale nell’eroico proposito che mantenne fino alla morte: "Progredire un tantino ogni giorno".

Intanto, dal luglio del 1917 – poco tempo prima che Maggiorino morisse – era passato dal Seminario di Alba alla nascente istituzione di Don Alberione anche il Chierico Timoteo Giaccardo, primo Beato della Società San Paolo, che di Maggiorino fu speciale confidente. E c’è da credere che un’anima fortemente mariana come Don Giaccardo abbia davvero avviato – secondo quanto già faceva Don Alberione – il nostro giovane aspirante apostolo ad una speciale devozione a Maria, "Regina degli Apostoli" .

Questi sono solo frammenti di vita di Maggiorino Vigolungo riportati dal ‘conspectus’ o ‘quadro di vita’ che lo descrive nella ‘Positio super virtutibus’, in calce agli Atti canonici per la sua Causa di Beatificazione; anche se la ‘storia’ di questo ragazzo rischia di essere letta come una ‘non storia’, nel senso che, con la sua morte prematura, l’aspirazione a diventare un grande apostolo di Maria è come scivolata via: opera non solo incompiuta, ma appena incominciata.

Un’opera interrotta all’ora del Vespro del 27 luglio 1916, giorno di Sabato nel quale terminava un Triduo di preghiera perché si compisse su di lui la volontà del Signore, mentre i suoi i compagni di "scuola" recitavano il quarto Mistero glorioso. Egli se ne volava in Paradiso, tra le braccia di Maria "Regina degli Apostoli", "come fiore di campo…" trapiantato in Cielo.