Madre di Dio

 

N. 3 marzo 2003

Nella Quaresima dell’Anno del Rosario

Nella miseria di un ‘cachot’
  
Mons. Angelo Comastri

Maria modello di contemplazione del mistero di Cristo
  
Stefano De Fiores

Vera devozione da vera fede"
  
Alberto Rum

Il Rosario degli Universitari
  
Giuseppe Daminelli

Come rinato a Medjugorje
  
Federico Quaglini

‘Via Matris dolorosae’
  
Bruno Simonetto

Fatti e persone
  
a cura di Bruno Simonetto

Il Monastero di Aghíu Pavlu e le tre icone mariane taumaturgiche 
  
George Gaharib

Pregare Maria con un clic
  
Maria Di Lorenzo

‘In amor di Nostra Donna’
   Luigi De Candido

In Libreria

La Mariologia del Ven. G. Alberione - 13
  
Bruno Simonetto

Litanie Lauretane

 

Madre di Dio n. 3 marzo 2003 - Copertina

 

 

 

 

Mons. Angelo Comastri Le Apparizioni di Lourdes - 2

di Mons. ANGELO COMASTRI

Nella miseria di un ‘cachot’
   

Povertà e fede della famiglia di Bernadette Soubirous, piccola creatura privilegiata dalla Madonna.

"Bernadette n’était qu’une pauvre idiote!""Bernadetta non era che una povera idiota!". Queste parole sarcastiche furono pronunciate da Émile Zola, un razionalista che combatté la verità di Lourdes in modo vergognosamente irrazionale, fino a mistificare i fatti e ad offrire denaro, affinché alcuni dessero false testimonianze!

Chi era in realtà Bernadette? Perché la Madonna ha posato il suo sguardo su questa sconosciuta fanciulla di una sperduta cittadina dei Pirenei? È necessario ricostruire le vicende della sua famiglia per cogliere tutto il profumo di Vangelo che emana dalla scelta della Madonna.

Bernadette Soubirous nel 1858 aveva quattordici anni: era nata il 7 gennaio 1844. Quando nacque, fu accolta con tanta gioia perché era la primogenita di una coppia di sposi felici. Ma, una sera di novembre del 1844, la madre di Bernadette è vicina al fuoco per scaldarsi; d’improvviso la candela di resina, appoggiata sul ripiano del camino, le cade addosso e i vestiti si incendiano, lasciando ustionati anche i seni, che così non possono più nutrire la piccola. Bernadette viene allora affidata a Maria Lagües di Bartrès, alla quale è appena morto un bambino di 18 giorni: sarà il primo ‘sfratto’ di Bernadette; e tanti altri ne seguiranno… a causa delle disgrazie continue della sua sventurata famiglia.

Intanto papà Francesco, mentre batte la macina con il martello per renderla rugosa, a un tratto lancia un grido: una scheggia gli ha colpito l’occhio sinistro, privandolo per sempre della vista. Bernadette, nel frattempo, è tornata a casa, perché la nutrice è in attesa d’un nuovo bambino, mentre la mamma ha partorito un fratellino, che vivrà soltanto due mesi.

L’interno del ‘cachot’, prigione abbandonata dal 1824 per l’insalubrità del luogo.
L’interno del ‘cachot’, prigione abbandonata dal 1824 per l’insalubrità del luogo.

Però gli affari del loro mulino Boly vanno male: i coniugi Soubirous sono troppo buoni, si fidano della gente, rimandano i pagamenti loro dovuti… e così si trovano pieni di debiti. La famiglia finisce per andare a vivere nel ‘cachot’, che era la cella di una prigione abbandonata! Ma per i Soubirous era un’àncora di salvezza, messa a disposizione dal cugino André Sajous che ebbe compassione di loro.

Racconta lo stesso Sajous: "La camera era scusa e per niente sana. Nel cortile, dove si affacciava la finestra, c’erano le latrine che debordavano e rendevano il luogo veramente infetto: ci tenevano il letame! Francesco Soubirous venne a chiedere la stanza a mio zio e insieme dicemmo: ‘Dal momento che sono in mezzo alla strada, bisogna alloggiarli!’. Erano in miseria: avevano solo quei due poveri letti, uno a destra entrando e l’altro sullo stesso lato, più vicino al camino".

Nonostante la disgrazia, i Soubirous avevano conservato una grande dignità e un grande amore, continuamente alimentato dalla preghiera. Racconta ancora il cugino che abitava nel piano superiore della casa: "Quando giungeva la sera, noi sentivamo che i Soubirous dicevano il Santo Rosario: pregavano tutti insieme, spesso senza aver mangiato; e la voce dei bambini si univa a quella dei genitori. Provavamo tanta emozione nel sentirli pregare così!".

L’11 febbraio 1858 la famiglia Soubirous viveva in questa drammatica situazione: avevano dormito nel pagliericcio per terra, all’interno dell’umido e maleodorante ‘cachot’, e iniziavano una nuova giornata di fatica, di fame e di fede. La Madonna si inserisce in questo contesto: i Soubirous sono sprofondati nella miseria, ma il Cielo guarda verso di loro con una sorprendente simpatia. Vengono in mente le chiarissime parole di Gesù: "E così gli ultimi saranno i primi, e i primi ultimi" (Mt 20, 16).

Mons. Angelo Comastri