Madre di Dio

 

N. 11 novembre 2002

Le memorie mariane del mese di Novembre: il "transito" della Vergine, tra morte e Assunzione, e la    Presentazione di Maria al Tempio
  
Editoriale

Il testamento di Alessandro
  
Mons. Angelo Comastri

"Senza la Verginità di Maria non c'è Salvezza"
  
Stefano De Fiores

Il giovane splendore di Maria
  
Alberto Rum

Maria icona della Chiesa nel tempo
  
Giuseppe Daminelli

Le Claustrali, "icona del mistero di Maria"
  
Maria Grazia Baragli

Maria nel "mistero del Tempio"
  
Bruno Simonetto

Fatti e persone
  
a cura di Bruno Simonetto

Il Monastero Pantokrátoros e la icona della Gheróntissa
  
George Gaharib

Pier Giorgio Grassati, 'una valanga di vita'
  
Maria Di Lorenzo

In morte di Santa Maria, Madre di Gesù il Risorto
   Luigi De Candido

In Libreria

La Mariologia del Ven. G. Alberione - 9
  
Bruno Simonetto

Litanie Lauretane

 

Madre di Dio n. 11 novembre 2002 - Copertina

 

 

 

 

La Beata Teresa Bracco, martire delle Langhe

di MARIA DI LORENZO

Pier Giorgio Frassati, 'una valanga di vita'
   

La straordinaria figura di un giovane mistico con i piedi per terra. - Fu come un ponte gettato fra Cielo e terra per additare alla gioventù le vie della santità.

Nel messaggio che il Santo Padre Giovanni Paolo II ha rivolto ai giovani di tutto il mondo per la XVII Giornata Mondiale della Gioventù a Toronto, in Canada, lo scorso mese di luglio, fra l’altro, diceva loro: "Come il sale dà sapore al cibo e la luce illumina le tenebre, così la santità dà senso pieno alla vita, rendendola riflesso della gloria di Dio. Quanti Santi, anche tra i giovani, annovera la storia della Chiesa! Tra i molti basti ricordare: Agnese di Roma, Teresa di Lisieux, Pier Giorgio Frassati… Scoprite le vostre radici cristiane, imparate la storia della Chiesa, approfondite la conoscenza dell'eredità spirituale che vi è stata trasmessa, seguite i testimoni e i maestri che vi hanno preceduto!".

Il mondo di oggi nel quale viviamo, infatti, non vuole parole, ma storie, testimonianze, vite vere in cui s’incarna un ideale. Molte generazioni di giovani si sono entusiasmate di fronte alla figura di Pier Giorgio Frassati, il ragazzo torinese proclamato Beato il 20 maggio 1990 che, nell’arco della sua breve esistenza terrena, appena 24 anni, aveva saputo vivere tutte le Beatitudini del Vangelo.

Questo giovane cristiano, tanto caro al Santo Padre Giovanni Paolo II, è stato uno dei "fari" spirituali della XVII Giornata Mondiale della Gioventù, a Toronto. In Canada, infatti, Pier Giorgio è molto conosciuto ed anche particolarmente amato dai suoi coetanei cattolici, come abbiamo scoperto con nostra grande gioia e meraviglia: al giovane beato torinese, fra l’altro, è dedicata una splendida vetrata raffigurante la sua immagine nella Cappella dell’Università di Toronto, intitolata agli eroi della fede del XX secolo.

Il piccolo Pier Giorgio con il padre Alfredo Fossati, nominato Senatore del Regno, nel 1913.
Il piccolo Pier Giorgio con il padre Alfredo Fossati,
nominato Senatore del Regno, nel 1913.

Di recente noi abbiamo realizzato per la Paoline Editoriale Libri una biografia, Pier Giorgio Frassati – L’amore non dice mai 'basta', frutto di un nostro ideale "viaggio", faticoso ma affascinante, attorno alla figura di questo splendido testimone della fede; una biografia spirituale che cerca di raccontare la sua gioia e di spiegare, in qualche modo, "l’inspiegabile" della sua limpida e straordinaria amicizia con Dio. Sarò grata a quei lettori di Madre di Dio e delle riviste collegate dell'URM che vorranno comunicarmi le loro impressioni scrivendomi, preferibilmente via Internet (madilorenzo@yahoo.it), nella convinzione che dal colloquio e dallo scambio libero e sincero tragga giovamento e si alimenti la nostra unica fede in Cristo, nel privilegio e alla luce della comunione dei Santi.

Un albero lo si riconosce dai suoi frutti. E i frutti di Pier Giorgio sono davvero straordinari. In tutto il mondo sono circa millecinquecento le Associazioni a lui intitolate. Il suo nome è stato dato a Scuole, Oratori, Cappelle, complessi sportivi, Patronati, Circoli di studenti universitari. Nel solco di Pier Giorgio sono sorte Cooperative, iniziative sociali e culturali, gruppi e Centri giovanili. Chiese e parrocchie a lui dedicate sono in ogni angolo della terra, dall’Italia all’America Latina, dagli Stati Uniti all’Africa.

La sua straordinaria vicenda umana e spirituale interpella i giovani di oggi come quelli di ieri. Ancora adesso, infatti, a cento anni dalla sua nascita, Pier Giorgio ci mostra che cosa veramente significhi, per un ragazzo dei nostri tempi, dare una risposta concreta al "Vieni e seguimi".

Pier Giorgio, studente universitario della Facoltà di Ingegneria a Torino.
Pier Giorgio, studente universitario della Facoltà di Ingegneria a Torino.

Giovane ricco dalla parte dei poveri

Il padre voleva chiamarlo come il nonno paterno, Pietro, ma quel nome alla madre non piaceva, sicché a questo si deciderà di aggiungervi quello del santo guerriero che aveva sconfitto il drago. In tal modo il primo, e anche unico, maschio di casa Frassati, nato a Torino il 6 aprile 1901, Sabato Santo, si chiamerà Pier Giorgio.

I Frassati sono una delle famiglie più in vista della città, di estrazione alto-borghese. Il padre Alfredo era proprietario del quotidiano «La Stampa», ma Pier Giorgio, che non voleva i soldi di suo padre, aveva dichiarato pubblicamente che la sua eredità l’avrebbe divisa tutta con i poveri. Per essi aveva intrapreso gli studi molto difficili di ingegneria. Sognava infatti di diventare ingegnere minerario per potersi dedicare al servizio di Cristo fra i minatori, che allora erano un po’ i paria della classe operaia.

Poteva essere l’idolo del jet-set torinese, invece scelse il sacrificio e l’amore per gli ultimi. Poteva allietare la sua giovinezza con ricevimenti e feste da ballo, ma preferì essere il "facchino" dei poveri, trascinando per le vie di Torino i carretti carichi di masserizie degli sfrattati.

La tensione caritativa di Pier Giorgio Frassati si radica nella tradizione torinese dei cosiddetti "Santi sociali", come il Cottolengo, il Cafasso, Don Bosco. Sono questi i modelli di una carità laboriosa e concreta, fatta con il cuore in mano, senza fronzoli e senza pregiudizi.

Piazza San Pietro, 8 aprile 2001: si celebra la XVI Giornata Mondiale della Gioventù
Piazza San Pietro, 8 aprile 2001: si celebra la XVI Giornata Mondiale della Gioventù
e i giovani sfilano in processione, sorreggendo la Croce e l'immagine di Pier Giorgio Frassati,
indicato da Giovanni Paoli II come uno straordinario modello di impegno cristiano.

Pier Giorgio si era iscritto alla Conferenza Vincenziana presso l’Istituto Sociale dei Padri Gesuiti, il 29 novembre 1918, e il suo impegno di confratello consisteva nel visitare, secondo le proprie possibilità, le famiglie più bisognose per portarvi conforto e aiuto materiale. Lui vi si recava generalmente al mattino, prima delle lezioni all’Università, oppure nelle uscite serali, carico di pacchi, vincendo con la carità l’umana ripugnanza che si accompagnava al tanfo nauseante di certi tuguri.

Dinamico, volitivo, pieno di vita, Pier Giorgio amava i fiori e la poesia, le scalate in montagna. Sciatore provetto, esperto nuotatore, guidava come un fuoriclasse e praticava molti sport: vela, canottaggio, ciclismo, equitazione. Uno sportivo che sapeva passare dalla bicicletta al cavallo, dal mare alla montagna. Una valanga di vita. Pronto in ogni occasione a far baccano con i compagni, simpatico e trascinatore, sempre di corsa. Uno che il Vangelo lo prendeva tremendamente sul serio, che si spendeva senza riserve per le cose in cui credeva, e al tempo stesso il contrario del tipo bigotto.

Pier Giorgio è stato questo, e molto altro ancora. Difficile raccontarlo in poche parole. Da tutte le testimonianze e dai ricordi di chi lo conobbe balza fuori il ritratto di un giovane limpido e forte, acceso dalla gioia, dal cuore generoso e pieno di fede.

Il giovane Frassati avrebbe potuto condurre un’esistenza spensierata e brillante, essere un campione di mondanità, ma sentì più forte dentro di sé la seduzione di Cristo. Fino alla fine. Fino alla morte, avvenuta il 4 luglio 1925, due mesi prima della laurea, per un morbo fulminante contratto proprio nell’assistere i "suoi" poveri.

La passione per la montagna ha sempre accompagnato Pier Giorgio Frassati, qui ripreso sul Cervino.
La passione per la montagna ha sempre accompagnato Pier Giorgio Frassati,
 qui ripreso sul Cervino.

"Il mio testamento lo porto sempre in tasca"

A otto chilometri da Pollone, a 1180 metri di altitudine, c’è il santuario della Madonna di Oropa, il grande tempio mariano del Piemonte che durante l’anno accoglie molte migliaia di pellegrini e di turisti. Qui si venera la statua della Vergine scolpita nel legno, secondo la tradizione, dall’evangelista Luca e portata nel quarto secolo da Gerusalemme sulle Prealpi piemontesi dal Vescovo di Vercelli Sant'Eusebio, per diffondervi la devozione in zone ancora sedi allora di culti pagani. Pier Giorgio, che ha una casa a Pollone, vi si reca molto spesso, inerpicandosi a piedi. Si alza la mattina assai presto, prima dell’alba, all’insaputa dei suoi, per raggiungere carico di fiori il Santuario di Oropa. Porta ogni volta fiori alla "sua" Madonna.

Arrivato al Santuario, dopo un’ora di marcia e completamente digiuno, era solito assistere alla Santa Messa, poi faceva la Comunione, quindi si raccoglieva in preghiera nel transetto di destra, davanti all’immagine della Vergine bruna. Nel ritorno verso casa recitava il Rosario lungo la via, ad alta voce, cantando le Litanie.

Pier Giorgio amava anche comporre dei rosari con i semi di una pianta di Pollone, che poi regalava agli amici. Era questo un modo per ricordare loro l’impegno della preghiera e la devozione verso la Vergine, che per lui era irrinunciabile.

Il 28 maggio 1922, nella chiesa torinese di San Domenico, aveva ricevuto l’abito di terziario domenicano. La sua era una decisione maturata lentamente, con piena consapevolezza, nell’arco di circa un triennio: dal primo contatto con la spiritualità domenicana, nel 1918, aveva avuto il tempo e il modo di poter mettere a fuoco e far crescere la sua vocazione di laico domenicano (così infatti il Beato Frassati è ricordato nelle memorie liturgiche), apostolo della verità secondo il carisma del grande Santo spagnolo Domenico di Guzman, fondatore nel 1215 dell’Ordine dei Frati Predicatori.

Pier Giorgio aderisce con entusiasmo al Terzo Ordine e, da fervente discepolo di San Domenico, recitava ogni giorno il Rosario e l’Ufficio della Madonna, che portava sempre nel taschino della giacca, non esitando a tirarlo fuori in qualsiasi momento per pregare, magari anche in tram o sul treno, e persino per strada. "Il mio testamento - diceva, mostrando la corona del Rosario - lo porto sempre in tasca".

Il 30 giugno 1925 Pier Giorgio accusa degli strani malesseri (emicrania e inappetenza); sembra una banale influenza ma è una poliomielite fulminante, che lo stronca in soli quattro giorni tra lo sconcerto e il dolore dei suoi familiari e dei tanti amici e conoscenti. Sulla sua scrivania, accanto ai testi universitari, restava aperto l’Ufficio della Madonna e la vita di Santa Caterina da Siena.

Nasceva alla vita del Cielo di sabato, giorno mariano, così come anche di sabato, il Sabato Santo di ventiquattro anni prima, era venuto al mondo.

Maria Di Lorenzo