Madre di Dio

 

N. 1 Gennaio 2002

Preghiera di Giovanni Paolo II a Maria Regina della Pace
  
Editoriale

"Madre Teresa, quando guarda, vede!"
  
Mons. A. Comastri

Affidati alle cure materne di Maria
  
G. Daminelli

Il Monte Athos, regno della Vergine Maria
  
G. Gharib

Fatti e persone
  
a cura di B. Simonetto

Maria ci apre la porta dei Sacramenti
  
S. De Fiores

Cosa ci dicono le scritture di Maria
  
S. Moreno

"Senza perdono non c'è pace"
  
B. Simonetto

Escrivá de Belaguer, mistico di Maria
  
M. Di Lorenzo

Le ragioni che convincono su Madjugorje
  
G. Amorth

Maria nella mia vita 
(don Giosy Cento)

  
S. Moreno

In Libreria

I 70 anni di Madre di Dio

Maria nei suoi Santi - S. Giovanni Bosco

Litanie Lauretane

 

Madre di Dio n. 1 Gennaio 2002 - Copertina

 

 

 

 

Maria nella mia vita

di SIMONE MORENO

Don Giosy, 'cantautore di Dio' e di Maria
   

In più di 500 canzoni 'di catechesi' del repertorio dell'opera del fondatore dei "Cantautori di Dio", scopriamo di poterlo ben chiamare anche "Cantautore di Maria". - Don Giosy ci svela il senso della sua spiritualità mariana.

Abbiamo chiesto al noto 'cantautore di Dio', don Giosy Cento, parroco per diversi anni a Grotte di Castro (VT) e incaricato della Pastorale giovanile della sua Diocesi, di raccontarci la sua singolare esperienza di "ministero della canzone", iniziata fin dagli anni '70. Più in particolare, gli abbiamo domandato che parte ha Madonna nella sua vita di sacerdote e di cantautore, anche in riferimento ai temi 'mariani' che hanno ispirato le sue canzoni, quelli più sentiti e più insistentemente proposti ai giovani di oggi.

"Il mio incontro con Maria, come giovane e come sacerdote - esordisce don Giosy - non è stato facile: la mia spiritualità è partita da Cristo. Maria è venuta dopo, anche se la mia mamma insisteva molto sulla devozione alla Madonna…

Io, che non ero uno dei rosarianti del Seminario, ho tuttavia trovato vita nella sua vita, quando ho messo la Madonna nelle mie scelte di vita. Poi è diventata colei che ha illuminato tantissime scelte, anche se non in modo miracolistico: ho sempre creduto che pregare lei, stare con lei significava soprattutto imitarla e averla vicino.

Mi sono trovato in tanti momenti difficili della mia vita sacerdotale, come tutti i sacerdoti e come tutti gli uomini, e ho capito che la Madonna non interviene in modo miracolistico, ma lascia che ognuno diventi uomo, più uomo; e lei è come la mamma vicino al figlio malato: non gli toglie il dolore, ma lei è lì. Una volta, mi ricordo di aver scritto una canzone (editata con il titolo Madre buona dalle Edizioni Paoline) che dice: Perché io fossi un uomo. Dicevo: "Mi hai lasciato lottare, / mi hai lasciato pagare,/ ma perché fossi un uomo, / mi hai lasciato soffrire. / Eri lì sulla strada, / l'ho sentito, Maria, /mi bastava: tu c'eri. / Ho capito il Vangelo, / non potevo sognare…"/.

Questa è la mia certezza di Maria, che è diventata anche un motivo di ispirazione per altre raccolte di canti: oltre a Madre buona delle Edizione Paoline, una dedicata alla Madonna di Pompei, intitolata: Ha scelto gli ultimi; e poi, la più recente: La finestra di Nazareth, un CD uscito quest'anno sul rapporto fra Maria e il dolore. Ci sono, poi, in tanti altri miei dischi temi che cantano l'intuizione fondamentale della maternità della Vergine".

Il sacerdote 'cantautore' Giosy Cento.
Il sacerdote 'cantautore' Giosy Cento.

  • "Bene, don Giosy, la tua è una specie di mariologia cantata. Ma, tra i tanti titoli (ci riferiamo, per esempio, alle Litanie lauretane) con i quali si onora Maria, se dovessi proporne uno o due come preferiti, quali indicheresti?".

"Sai, mi pare di avere anch'io scritto qualche 'litania', intanto nella raccolta Madre buona; e poi anche nei canti in onore della Madonna di Pompei.

Ma credo che io oggi indicherei: Maria madre della famiglia, madre dei giovani, madre di una Chiesa di frontiera: che sono poi tre litanie da cantare alla Madonna in riferimento al documento Comunicare il Vangelo oggi in un mondo che cambia. Lì c'è Maria 'Madre dei giovani', perché proprio quel documento ci dice che dobbiamo interessarci molto dei giovani; poi, 'Madre della famiglia', perché oggi questa è la frontiera più grande della storia; e, ancora, 'Madre di una Chiesa di frontiera', cioè di una Chiesa che non si contenti di conservare, ma - come dice il Papa - che 'prende il largo'".

  • "E nella vita di tutti i giorni, diciamo nella vita di parrocchia, incontrando i giovani, che sensazione hai: che la cosiddetta devozione mariana tradizionale, quella dei nostri vecchi (con tutto il rispetto per loro), sia un tantino in crisi; e che, a fronte di questo, stia maturando una devozione mariana un tantino più profonda, più mariologica? O che non ci si preoccupa, invece, più di tanto di far crescere la gioventù in una forte devozione mariana?".

"Io credo che la devozione mariana non si insegna ai giovani: bisogna fargliela nascere dal bisogno di maternità spirituale che hanno. Cioè, questa è una strategia di educazione nata con il Concilio: avvicinare Maria al pellegrinare dell'uomo, al suo cammino di fede, per scoprire nella Vergine di Nazareth l'icona dell'umanità che rivela il progetto di Dio e lo realizza. Ma, davvero, secondo me non è stato fatto troppo da parte di noi educatori perché la presenza di Maria sia compresa in modo più profondo e più vicino. Anche se ho conosciuto molti Movimenti che ne fanno proprio l'icona fondamentale di riferimento per la loro spiritualità. Credo proprio che ci resti molto da fare, perché una Chiesa senza la Madonna non è una Chiesa; perché sarebbe senza Cristo, una famiglia senza madre".

 Simone Moreno