Madre di Dio

 

N. 1 Gennaio 2002

Preghiera di Giovanni Paolo II a Maria Regina della Pace
  
Editoriale

"Madre Teresa, quando guarda, vede!"
  
Mons. A. Comastri

Affidati alle cure materne di Maria
  
G. Daminelli

Il Monte Athos, regno della Vergine Maria
  
G. Gharib

Fatti e persone
  
a cura di B. Simonetto

Maria ci apre la porta dei Sacramenti
  
S. De Fiores

Cosa ci dicono le scritture di Maria
  
S. Moreno

"Senza perdono non c'è pace"
  
B. Simonetto

Escrivá de Belaguer, mistico di Maria
  
M. Di Lorenzo

Le ragioni che convincono su Madjugorje
  
G. Amorth

Maria nella mia vita 
(don Giosy Cento)

  
S. Moreno

In Libreria

I 70 anni di Madre di Dio

Maria nei suoi Santi - S. Giovanni Bosco

Litanie Lauretane

 

Madre di Dio n. 1 Gennaio 2002 - Copertina

 

 

 

 

Mons. Angelo Comastri Ricordando Madre Teresa di Calcutta

di Mons. ANGELO COMASTRI

"Madre Teresa,
quando guarda, vede!"
   

La straordinaria figura della santa suora "minuta e gigantesca, piccola e grandiosa mano provvidenziale di Dio" sulle frontiere delle povertà del mondo.

Ho accolto volentieri l'invito di tanti lettori a scrivere qualcosa su Madre Teresa di Calcutta. Però, nello stesso tempo, provo un po' di imbarazzo a parlare di lei, poiché mi rendo conto che Mare Teresa non è descrivibile, non è raccontabile, per il fatto che la sorgente della sua vita affonda nel mistero stesso di Dio.

Madre Teresa è una vera santa e, pertanto, io che non sono santo faccio fatica a parlare di lei, perché avverto che c'è una grande distanza tra il suo cuore e il mio cuore, tra la sua esperienza e la mia: questa consapevolezza mi rende cauto e desideroso di riflettere più che di parlare. Tuttavia, non mi sottraggo al dovere di rendere testimonianza a ciò che ho visto con i miei occhi, udito con i miei orecchi e percepito incontrandola tante e tante volte.

Madre Teresa con Giovanni Paolo II durante il Sinodo dei Vescovi nel novembre 1994.
Madre Teresa con Giovanni Paolo II durante 
il Sinodo dei Vescovi nel novembre 1994.

Testimonianze inattese

Sul finire degli Anni '60, Pier Paolo Pasolini, dopo aver incontrato Madre Teresa di Calcutta, uscì in questa incantevole esclamazione: "Madre Teresa, quando guarda, vede!".

A proposito del suo 'vedere', io ricordo un episodio di straordinaria bellezza. Nel 1988 ella venne a trovarmi a Porto Santo Stefano (Grosseto), dove ero parroco da diversi anni. Mi disse: "Non fare cose chiassose. Facciamo un po' di preghiera per accogliere Amore e diventare Amore!". Non mi fu possibile esaudire completamente il desiderio della Madre e, pertanto, al suo arrivo ella trovò un po' di inevitabile ufficialità. Salutò tutti con la sua consueta amabilità e poi si avviò verso il luogo dove l'attendeva una straordinaria Assemblea: circa 20.000 persone! Madre Teresa improvvisamente si diresse verso un punto preciso. Che cosa aveva visto? Aveva visto gli ammalati e il suo cuore aveva preso le ali e il suo volto era diventato raggiante: "aveva visto"! Pier Paolo Pasolini capì che Madre Teresa vedeva qualcosa dove noi non vediamo niente; e riconobbe il mistero, il mistero della santità!

Augusto Guerriero (noto con lo pseudonimo di Ricciardetto), negli Anni '70 fu uno scrittore molto polemico nei confronti della religione; tuttavia, quando incontrò Madre Teresa, fu capace di scrivere: "Non avevo mai incontrato un santo. Questo incontro mi ha profondamente commosso. Io le baciai la mano più volte: quella santa mano che ha lenito tante sofferenze e tanti dolori; e non dissi nulla perché la commozione mi impediva di parlare. Era un angelo, un vero angelo di carità e di fede, che mi parlava; e nei suoi occhi splendeva la luce del messaggio cristiano, del vero messaggio cristiano, che è l'Amore. Io sentii tutta la vanità del mondo in cui sono vissuto, delle sue passioni, delle sue lotte, delle sue ambizioni. Ed ebbi il sentimento acuto e doloroso di essere vissuto invano. Perché vi è un solo ideale per cui valga la pena di vivere: ed è la carità". Così era Madre Teresa e così la riconoscevano anche i 'lontani'.

Recentemente, un'altra testimonianza mi ha profondamente colpito e l'ho meditata lungamente. In occasione della morte di Madre Teresa, Roberto Gervaso, uomo che si dichiara lontano dagli orizzonti della fede, ha scritto: "Madre Teresa era sincera: si sentiva che sentiva. Lei non aveva bisogno di piacere né alla stampa rosa - la peggiore - né ai suoi impudenti e impunibili aedi con biro e Nikon. Non aveva bisogno di piacere perché chi si investe di una missione, chi vive, lotta e muore per gli altri, non deve piacere a nessuno. Che è il solo modo per piacere a tutti. Madre Teresa non ha cercato la ribalta e ne ha avuta una immensa, che il tempo, lungi dal far vacillare, renderà ancora più salda. Per decenni ha passato la mano su fronti piagate, guance scavate, corpi oscenamente ulcerati di figli di Dio, che avrebbero potuto maledire Dio. Ma che non l'hanno maledetto, perché avevano vicino questa sua minuta e gigantesca, piccola e grandiosa vicaria ed emissaria".

I 'lontani' talvolta hanno la vista molto buona: forse più di noi!

Mons. Angelo Comastri