Madre di Dio

 

N. 10 ottobre 2001

Il mese del Rosario e delle Missioni
  
Editoriale

Le persecuzioni in Russia
  
Mons. A. Comastri

Maria: ciò che la Chiesa non è ancora!
  
G. Daminelli

"Maria Ausiliatrice della Chiesa di Cristo"
  
G. Gharib

Fatti e persone
  
a cura di B. Simonetto

Maria e il "proprium" delle Persone divine
  
S. De Fiores

Maria e l'impegno sociale dei Cristiani
  
A. Rum

"Kannikà Mariam", la Vergine Maria Regina dell'India
  
B. Simonetto

Pellegrini nella "Rete" sulle orme di Maria
  
M. Di Lorenzo

Il "Breviario mariano" di Giovanni Paolo II
  
S. Moreno

Maria nella mia vita

In Libreria

In famiglia

Maria nei suoi Santi - Beata Rosa Venerini

 

Madre di Dio n. 10 ottobre 2001 - Copertina

 

 

 

 

In famiglia

di BRUNO SIMONETTO

Il Beato Timoteo Giaccardo
   

Il 22 ottobre 1989, nel 75° anniversario della fondazione della Società San Paolo, il Papa proclamò Beato il primo sacerdote paolino. Se ne celebra in tale giorno la memoria liturgica.

È stato definito una data storica il giorno in cui Papa Giovanni Paolo II ha proclamato "Beato" il primo sacerdote paolino, don Giuseppe Timoteo Giaccardo (1896-1948), anche perché in quell'anno cadeva il 75° di fondazione della Società San Paolo.

È importante, perciò, riviverne la "memoria", riproponendo alcune 'riflessioni' emerse nel clima di quell'evento.

Il Confratello L. Giovannini che curò allora un opuscolo su tale evento (La Beatificazione di don Timoteo Giaccardo, Discepolo e Maestro), rievocava il neo-beato in tre paragrafi così titolati:

  1. Il Beato Timoteo, discepolo di don Alberione, di Cristo Maestro, di San Paolo;
  2. il beato "Signor Maestro";
  3. una 'litania' per conoscere il Beato Giaccardo.

Ne riassumiamo il contenuto, presentando un profilo essenziale del nostro primo Beato.

Il Ven. don Alberione e il Beato Giaccardo, dopo l'Udienza loro concessa il 12 luglio 1941 da Papa Pio XII, in seguito al "Decretum laudis" di approvazione pontificia della Società San Paolo.
Il Ven. don Alberione e il Beato Giaccardo, dopo l'Udienza loro concessa il 12 luglio 1941
da Papa Pio XII, in seguito al
"Decretum laudis" di approvazione pontificia della Società San Paolo.

Discepolo di don Alberione, di Cristo Maestro, di San Paolo.

Chiamando don Giaccardo "discepolo", usiamo una categoria appropriata, perché egli fu veramente tale nei confronti del Fondatore, don Alberione, ma lo fu ancor prima e soprattutto nei confronti del Maestro Divino e di San Paolo.

Per lui vale certamente quanto è scritto nella Ratio formationis della Società San Paolo: "Dal rapporto 'Maestro-discepolo' scaturiscono tre atteggiamenti di crescita e di impegno, fondamentali per ogni Paolino:

  • Ascolto, cioè accoglienza della Parola di Dio, come prima condizione per diventare discepoli di Cristo e raggiungere la perfezione;
  • Sequela, cioè disponibilità a seguire radicalmente Cristo;
  • Identificazione, che è il processo di assimilazione alla persona di Cristo (o "cristificazione", come la chiamava don Alberione), fino a poter dire con Paolo: "Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me" (Gal 2,20)".

Ora, non vi è dubbio che questo fosse l'atteggiamento costante del Beato Giaccardo, "discepolo saggio e fedele", come canta l'inno a lui dedicato.

Tessera d'iscrizione di G. Giaccardo all'Albo Professionale dei Giornalisti.
Tessera d'iscrizione di G. Giaccardo all'Albo Professionale dei Giornalisti.

Il beato "Signor Maestro"

Oltre che "discepolo", don Giaccardo poteva essere giustamente qualificato con il titolo di "maestro".

Questo gli venne conferito dallo stesso don Alberione, anche in seguito ai gradi accademici conseguiti all'Università 'San Tommaso d'Aquino' di Genova, con la Licenza prima e la Laurea poi in Sacra Teologia. Anche se la scienza in cui don Giaccardo era particolarmente maestro, pur senza averne una preparazione scientifica attinta in Aule universitarie, fu la Sacra Scrittura: in essa era tanto 'versato' da citare abitualmente, anche in greco, i testi paolini. E il Beato Timoteo Giaccardo partecipò tale scienza nella predicazione, nelle lezioni scolastiche e come pubblicista: egli credette profondamente all'ideale dell'apostolato della stampa, fu direttore di Gazzetta d'Alba e scrisse pagine preziose, anche se tuttora non abbastanza conosciute.

Che quella di "maestro" sia una qualifica appropriata del Beato Giaccardo lo ha confermato lo stesso Giovanni Paolo II, nell'Udienza concessa l'indomani della sua Beatificazione ai pellegrini convenuti in San Pietro: "Il Beato Timoteo si presenta ancor oggi come "il maestro" - perché così lo avete sempre chiamato - delle vostre Famiglie religiose. L'insegnamento puntuale che egli vi suggerisce può essere ben riassunto in questi tre princìpi: la coscienza viva della dignità della vocazione sacerdotale e della missione (…), lo spirito ecclesiale di comunione nella missione di tutta la Chiesa (…), la totale dedizione allo specifico ministero della Congregazione".

Nino e Silvio Gregori, ritratto del Beato Giaccardo, apostolo dei mezzi moderni della comunicazione sociale.
Nino e Silvio Gregori, ritratto del Beato Giaccardo,
apostolo dei mezzi moderni della comunicazione sociale.

Una 'litania' per conoscere il Beato Giaccardo

Ci sono state numerose definizioni-slogans, in titoli di libri e di articoli o in incisi significativi, che hanno qualificato don Giaccardo in qualche aspetto particolare della sua grande personalità. Ora, mettendo insieme queste espressioni, ne viene fuori una specie di 'litania' che è come una 'sequenza' di titoli sulla figura, sul pensiero e sull'opera del nostro Beato. Per ragioni di brevità, ne citiamo solo alcuni:

Apostolo dei mass media, / apostolo della Parola di Dio (Congregazione per il Culto Divino), / capofila della santità della Famiglia paolina, / contemplativo, / cuore e anima della Comunità paolina (espressione di don G. Alberione, citato da Papa Giovanni Paolo II), / discepolo di don Alberione, come Timoteo lo fu di San Paolo, / discepolo e maestro, / fedelissimo, / ideale a cui guardare per continuare la missione paolina (Giovanni Paolo II), / innamorato di Maria, / Maestro dei Paolini (Giovanni Paolo II), / Maestro e padre delle anime, / Patrono della comunicazione sociale, / prima pietra vivente del tempio della santità paolina (don R. Perino)…

Sarcofago del Beato Timoteo Giaccardo nella Cripta del Santuario "Regina degli Apostoli" in Roma.
Sarcofago del Beato Timoteo Giaccardo nella Cripta del Santuario "Regina degli Apostoli" in Roma.

La sintesi della sua biografia e figura spirituale rimane, comunque, affidata all'Introduzione premessa ai testi propri per la Liturgia della Messa e delle Ore nella Memoria del Beato Timoteo:

" Nacque a Narzole (Cuneo) il 13 giugno 1896 e fu battezzato lo stesso giorno.

Giovane chierico, dal Seminario di Alba, assenziente il suo Vescovo, entrò a far parte della nascente Società San Paolo della quale fu il primo Sacerdote, ordinato il 19 ottobre 1919. Visse in profonda interiorità lo spirito del Vangelo e delle Lettere di San Paolo, e la devozione all'Eucarestia e a Maria SS.ma. Fedelissimo collaboratore del Fondatore, il Ven. don G. Alberione, accompagnò la nascita e la crescita della Famiglia Paolina nelle sue varie Istituzioni.

Attento ai "segni dei tempi", divenne apostolo della Parola di Dio predicandola con i mezzi della Comunicazione Sociale.

Morì a Roma il 24 gennaio 1948 e fu proclamato Beato da Papa Giovanni Paolo II il 22 ottobre 1989, giorno fissato per la sua memoria liturgica".

 Bruno Simonetto