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I FRUTTI DELLO SPIRITO A FINE MILLENNIO

«Difendere la vita con Maria»
   

   Madre di Dio n. 10 ottobre 1999 - Home Page Si tratta di un'associazione recentissima, che ha come finalità la difesa della vita nascente; in questo suo impegno apostolico ha sperimentato come sia fondamentale passare per la via dell'incarnazione, ossia per Maria, attraverso una speciale consacrazione a lei.

di DOMENICO MARCUCCI
   

«Avrei bisogno del vostro aiuto...», così, senza preamboli, don Maurizio Gagliardini si è presentato ai coniugi F. e G. F. che stavano trascorrendo delle meritatissime ferie in un paese del Bergamasco. Usiamo solo le iniziali della coppia, venendo incontro al suo desiderio di riservatezza. «Potevamo dirgli di no?», si chiede retoricamente la signora G. No, non potevano, e così è cominciata per loro una nuova avventura, un nuovo impegno fra i già tanti che avevano, dal punto di vista sia professionale (sono titolari di un avviato studio di commercialista a Busto Arsizio), sia ecclesiale (in parrocchia e nei gruppi di Medjugorje).

A proposito dei nostri coniugi, non passo fare a meno di riportare un episodio che mi ha confidato la Sig.a G.: poco tempo dopo che si era sparsa la notizia delle apparizioni di Medjugorje, il Sig. F. aveva chiesto alla moglie di farvi un pellegrinaggio assieme; ma lei non era del parere e per due anni resistette alle insistenze del marito; alla fine si decise e ci si recarono in quel villaggio. «Non mi sono convertita – ci tiene a precisare –, ma da allora tante cose sono cambiate nella mia vita, anzi nella nostra»: infatti sono stati coinvolti anche i figli, tanto che il maggiore, Gabriele, studente universitario e buon conoscitore di lingue estere, è il presidente dell'associazione di cui stiamo per parlare.

"Logo" dell'Appello di Guadalupe, promosso dall'Associazione "Difendere la vita con Maria".
"Logo" dell'Appello di Guadalupe, promosso dall'Associazione
"Difendere la vita con Maria".

Un'associazione recente, ma già molto attiva

Siamo nella zona attorno a Milano e i Milanesi amano fare le cose con professionalità, anche quando si tratta di servire la Chiesa; evidentemente don Maurizio conosceva bene quella famiglia e andava sul sicuro.

Qui in redazione già da qualche mese abbiamo cominciato a ricevere notizie, posta elettronica, a vedere anche inserti pubblicitari provenienti da questa misteriosa associazione: «Difendere la vita con Maria»; sul quotidiano Avvenire avevamo visto un paginone – sempre a cura ti tale associazione – con una grande immagine della Madonna di Guadalupe reinterpreta e raffigurata nell'atto di sollevare in alto un bambino per sottrarlo da una figura demoniaca che saliva minacciosa dal basso.

In genere qui alla rivista siamo abbastanza informati circa le realtà mariane, ma questo gruppo ci ha presi alla sprovvista e non lo conoscevamo affatto. Aveva anche un sito Internet, che abbiamo "visitato": ben organizzato, in ben cinque lingue... Ne avevamo abbastanza per programmare un incontro diretto ed eventualmente un articolo per la presente rubrica.

Così ci siamo recati a Busto Arsizio per contattare la segreteria dell'associazione. La Sig.a G. ci riceve con grande cordialità e disponibilità e illustra la storia e le finalità della medesima; ma ad ogni piè sospinto affermava che, per quanto riguardava le motivazioni, occorreva parlare con Don Maurizio, perché loro si occupavano solo della gestione giuridica a amministrativa dell'associazione, che ha sede presso il loro studio. Fortuna volle che proprio quella sera Don Maurizio rientrava da un campo-scuola con i ragazzi dell'Azione Cattolica, per cui l'indomani era miracolosamente libero; così abbiamo preso l'appuntamento per il mattino dopo, a Novara, dove egli risiede.

Don Maurizio Gagliardini, promotore dell'associazione, in uno dei tanti pellegrinaggi da lui diretti.

Don Maurizio Gagliardini,
promotore dell'associazione,
in uno dei tanti pellegrinaggi
da lui diretti.

L'ispiratore: Mons. Francesco Franzi

Don Maurizio è una di quelle persone che, pur impegnate su mille fronti, hanno sempre tempo da dedicare a chi si rivolge a loro. Egli infatti è un po' l'uomo di fiducia del suo vescovo, Mons. Corti, e cura l'animazione liturgica della cattedrale di Novara, segue i gruppi di preghiera, l'Azione Cattolica e quanto altro.

Volevo soprattutto sapere da quale esperienza era sorta l'ispirazione per quel titolo: «Difendere la vita con Maria». Egli fa la storia del gruppo, all'interno del quale è sorta e si è sviluppata tale tematica e qui, con mia graditissima sorpresa, ho ritrovato una persona cara e alla quale il movimento mariano in Italia deve tantissimo: Mons. Francesco Franzi, Vescovo Ausiliare di Novara, deceduto un paio di anni fa.

Egli seguiva un gruppo vocazionale-mariano, che alla formazione spirituale univa la sollecitudine per il seminario: circa trecento persone. Don Maurizio era legatissimo a Mons. Franzi (come del resto un po' tutto il clero di Novara), ma lui in modo particolare, dato che il suo ingresso in seminario è stato dovuto al suo interessamento.

Mons. Franzi si era sentito fortemente coinvolto quando il gruppo era stato interessato al problema dell'aborto; e qui ritroviamo un'altra persona a noi cara, P. Andrea D'Ascanio, fondatore – assieme alla Prof. D'Abenante e per ispirazione di P. Pio – dei Nidi di Preghiera per bambini (o Armata Bianca); questo gruppo, fra le tante attività, patrocina e cura il seppellimento dei feti abortiti.

Così dal 1997, dopo aver stipulato un'apposita convenzione con gli ospedali cittadini, anche a Novara avviene la sepoltura dei feti: una volta al mese nel cimitero si tiene una semplice celebrazione funebre, al termine della quale quei corpicini, collocati in appositi contenitori forniti dall'associazione, vengono inumati in un'unica tomba. In tal modo, mese dopo mese, nel cimitero cittadino si va allungando la fila di tombe dei bimbi non nati: tutte ben curate, con fiori e una lapide che recita: «Maria, madre di tutti i viventi, noi ci affidiamo a te».

Non sono mancate le polemiche: addirittura c'è stata una interpellanza parlamentare per chiedere come mai si permettesse – testualmente – questo «macabro e assurdo rito»; ma l'interpellanza dovette essere ritirata, perché quel "rito" era perfettamente in conformità alla legge (DPR 285 del 10/09:1990), la quale vieta di assimilare i "prodotti abortivi" ai rifiuti ospedalieri.

Un funerale dei corpicini abortiti, anche se estremamente discreto, interroga profondamente: il funerale, infatti, si fa a delle "persone", non a dei "rifiuti ospedalieri", e quelle persone o sono morte naturalmente, oppure sono state uccise... Don Maurizio mi racconta di ragazze incinte in procinto di abortire che, dopo aver assistito a tali funerali, hanno deciso di accettare la gravidanza.

L'Aquila, monumento ai
"Bambini non nati";
è stato eretto dall'Armata Bianca,
da cui è partita l'iniziativa
del seppellimento dei feti abortiti.

L'Aquila, monumento ai "Bambini non nati"; è stato eretto dall'Armata Bianca, da cui è partita l'iniziativa del seppellimento dei feti abortiti.

Occorre seguire sempre la via dell'Incarnazione

Questi temi devono aver coinvolto profondamente Don Maurizio e l'hanno condotto a fondare, due anni fa, l'associazione «Difesa della vita con Maria», cui aderiscono già diverse centinaia di soci e che ha come scopo precipuo il seppellimento dei feti, frutto di aborto sia spontaneo, sia procurato.

Ma questo, a lui e al suo gruppo, non bastava ancora a Don Maurizio. Occorreva andare ancora più in profondo. Ma qui diamo la parola a Don Maurizio stesso, per cogliere meglio gli sviluppi del suo pensiero e della sua opera.

«Mons. Franzi era un monfortano nell'anima e quindi viveva e predicava la spiritualità della consacrazione. La consacrazione che cos'è? E' riconoscere il ruolo di Maria nella propria vita spirituale e anche nell'attività pastorale ed ecclesiale. È la tesi che il Montfort mette all'inizio del Trattato: Come Dio ha deciso di venire nel mondo per mezzo di Maria così per mezzo di Maria deve regnare nel mondo. Questa parola "regnare" è molto molto importante; tanti dicono: dobbiamo andare a Dio per mezzo di Maria. Non è errato, ma non è tutto qui il pensiero del Montfort: egli pone una dimensione apostolica e attiva nel ruolo di Maria, per cui senza di lei non si impianta il mistero del Verbo incarnato nel tessuto dell'umanità. Come per mezzo del sì Maria il Verbo si è fatto carne nel grembo di lei, è diventato uomo, così anche nella Chiesa e nel mondo è necessario che si renda presente questo "sì", questa consacrazione. Quindi l'efficacia dell'evangelizzazione, della vita pastorale e anche del cammino di santità avviene per mezzo di Maria e non senza di lei. Dio stesso ha deciso così. Perché Dio ha salvato l'uomo in questo modo? Questo è l'a-priori di Dio; non gli possiamo chiedere il perché; avrebbe potuto salvare l'uomo in mille altri modi, ma dal momento che ha fatto così, tale modo diventa paradigmatico.

«Quando il Santo Padre nell'Evangelium vitae parla de "l'esperienza di Maria quale incomparabile modello di accoglienza e di cura della vita" (n. 102), vuol dire che non si può disconoscere il ruolo di Maria nell'accoglienza e nella difesa della vita, in quell'impegno – sempre per citare le parole dello stesso documento – per "una generale mobilitazione delle coscienze e un comune sforzo etico per mettere in atto una grande strategia a favore della vita".

«Allora noi abbiamo detto: forse questa è la strada: unirci esplicitamente a Maria per compiere questa grande battaglia della vita»: in altre parole promuovere la consacrazione a lei in modo pubblico, visibile.

Don Maurizio, che conosce bene i santuari mariani, si è ricordato dell'immagine di Guadalupe (Città del Messico), che raffigura Maria Ss.ma incinta: infatti la fascia che porta alla vita è la stessa che le donne atzeche di cinque secoli fa usavano per significare tale stato. Così, nel luglio dello scorso anno, approfittando di un pellegrinaggio a Guadalupe, è riuscito ad avere un'udienza con il Card. Norberto Rivera, Arcivescovo di Città del Messico, e gli ha illustrato il suo progetto: un grande atto di consacrazione a Maria per mettere sotto il suo patrocino la battaglia a difesa della vita. Il Cardinale ne fu entusiasta e prendendo dal suo tavolo un giornale con quell'immagine che abbiamo descritta all'inizio, gli disse: ecco, questo sarà il vostro "logo", l'immagine simbolo. Quella "manipolazione" al computer della celebre e miracolosa immagine mariana era stata predisposta per sensibilizzare i cattolici messicani circa il grave problema dell'infanzia abbandonata.

Il Cardinale chiese che tale evento comprendesse anche la partecipazione al "Rosario pubblico" che ogni anno si celebra a Città del Messico, in collegamento radio-televisivo con 160 Paesi.

Due vedute del settore del cimitero di Novara dove sono sepolti i feti abortiti: ogni piccola tomba contiene circa 50 corpicini .
Due vedute (una più sotto) del settore del cimitero di Novara dove sono sepolti
i feti abortiti: ogni piccola tomba contiene circa 50 corpicini .

Una tappa importante nella lotta per la vita

Don Maurizio ha preso contatto con il Pontificio Consiglio per la vita, e in particolare con il suo Vicepresidente Mons. Elio Sgreccia: questi gli ha proposto di gestire assieme il prossimo congresso di bioetica, che avrebbe avuto come tema: «Dignità e statuto dell'embrione umano».

Il collegamento con il Pontificio Consiglio ha portato altre autorevoli adesioni, fra cui gli altri due Pontifici Consigli per la Famiglia e gli Operatori Sanitari, Priests for Life, l'Unione Mondiale dei Medici Cattolici e l'Unione Internazionale dei Giuristi Cattolici; tutti questi organismi hanno assicurato la loro adesione e partecipazione.

A questo punto si è messo in moto un complesso meccanismo ed ha cominciato a delinearsi il "Guadalupan Appeal", l'Appello di Guadalupe, un evento internazionale, scientifico e devozionale allo stesso tempo, che convoglierà a Città del Messico, dal 27 al 31 ottobre prossimi, migliaia di persone, cattolici e forse anche non cattolici, che hanno a cuore il problema della vita nascente: un evento ben più impegnativo di quello che si prevedeva all'inizio.

Tutta questa complessa macchina organizzativa difficilmente poteva essere gestita da un'associazione di recentissima costituzione, senza l'apporto di uno di quei professionisti dell'area milanese che ha messo le loro capacità manageriali a servizio della Chiesa, il Sig. Rusconi, Presidente della Rusconi Viaggi di Lecco, una delle agenzie turistiche più attive e serie nel campo dei pellegrinaggi. Tale agenzia assicura tutto il supporto logistico e i contatti internazionali con gli altri gruppi.1099m18a.jpg (14975 byte)

Il Congresso sarà ad alto livello scientifico e si concluderà con un appello al mondo e all'ONU, a cinquant'anni dalla carta dei diritti dell'uomo, affinché venga riconosciuto lo statuto dell'embrione umano.

Sarà certamente un passo importante nella lotta a difesa della vita, perché farà meglio emergere quanto ormai è da tutti accettato dal punto di vista scientifico, nonostante le reticenze a livello politico, ossia che l'embrione è "persona" fin dal momento del concepimento, e che l'aborto altro non è che un assassinio, anche se legalizzato.

L'evento si concluderà con l'atto di consacrazione a Maria nella grande basilica guadalupana, nel corso della quale ai partecipanti al convegno si unirà l'abituale e sterminata folla dei pellegrini messicani.

Possiamo dire che in tale celebrazione verrà messa in piena luce uno dei titoli ai quali la Vergine certamente più tiene, «Madre dei Bimbi non nati»: infatti questi, ai quali si vorrebbe rifiutare anche lo stato di "essere umano", sono veramente gli ultimi, e quindi i più amati da suo Figlio e da lei stessa.

Domenico Marcucci

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