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FATTI E PERSONE

   

Madre di Dio n. 10 ottobre 1997 - Home Page

LE «SORELLE DI MARIA» COMPIONO 50 ANNI

Il mondo intero si prepara al passaggio al terzo millennio, l'Europa cerca dei percorsi di riconciliazione, dopo tanto male e tanto buio..., acquista significato la testimonianza vivente della Comunità Evangelica delle Sorelle di Maria a Darmstadt (Germania Occidentale), fondata da Madre Basilea (dott.sa Klara Schlink) e Madre Martiria(Erika Madauss); essa dal 29 maggio al 1 giugno 1997 ha festeggiato il suo giubileo, dopo 50 anni di vita vissuta nella più grande fiducia nell'Amore di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Amore che non è mai venuto meno alle sue promesse.

Le fondatrici delle Sorelle di Maria: Madre Martiria e Madre Basilea Le fondatrici delle Sorelle di Maria: Madre Martiria e Madre Basilea

Alla presenza di circa 1300 amici, venuti qui da tutte le parti del mondo, le Sorelle di Maria hanno celebrato per tre giorni una grande liturgia di ringraziamento a Dio che, dalle rovine della città di Darmstadt, attraverso la desolazione ed il deserto della seconda guerra mondiale ed attraverso il profondo pentimento del cuore, le ha portate, per tutti questi anni, a vivere una vita di conversione, di comunione e di fede profonda, come segno concreto dell'Amore di Dio per noi.

Dalle prime sorelle, che hanno materialmente costruito le mura dell'attuale Comunità (quasi tutte ancora viventi) ad oggi, la Famiglia di Canaan si espansa in tutto il mondo, ed, ora la Comunità comprende circa 220 sorelle da 19 nazioni, oltre ad un gran numero di "Amici di Canaan» che sono come dei piccoli «fuochi", testimoni di questo stesso Spirito e di questo stesso amore. Molti di questi amici si sono ritrovati assieme alla Comunità per ringraziare il Signore che è stato fedele alle sue promesse".

Erano presenti molti amici della prima ora, coloro che non hanno avuto paura di sostenere quelle giovani che proprio durante il nazismo hanno avuto il coraggio di denunciare tanto male e che poi, apertamente, hanno fatto della loro vocazione una pubblica liturgia di pentimento per tutto il male recato dalla Nazione tedesca al popolo ebraico; ed erano presenti anche degli ebrei, il popolo dell'olocausto.

Insieme, per tre giorni, hanno pregato e ringraziato: insieme hanno chiesto a Dio la luce per questa generazione di buio, insieme hanno celebrato, oltre alla liturgia eucaristica, una grande «festa del cielo» (una paraliturgia, basata sull’Apocalisse), che ha coinvolto, anche materialmente, tutti i presenti in un'atmosfera molto suggestiva.

«Noi abbiamo bisogno di lunghi come questo che ci rassicurino; noi abbiamo bisogno di esempi concreti che ci mostrino come affidare interamente la vita nelle mani buone di Dio Padre, che ce la ridà come un dono disseminato di miracoli»: così ha detto nella sua omelia il Vescovo emerito della Chiesa Luterana Tedesca, Dott. Ulrich Wilckens; a lui hanno fatto eco le testimonianze di coloro che hanno conosciuto le Sorelle di Maria nelle varie parti del mondo e le hanno subito apprezzate ed amate per la loro trasparenza evangelica e la loro disarmante "perfetta letizia".

In particolare, per l'Italia, la testimonianza di Padre Carlo Colonna, gesuita, il parroco che ha collaborato con loro quando avevano una piccola sede a Pescara e le ha aiutate ad operare e ad inserirsi un contesto di Chiesa Cattolica. Così egli ha definito il loro carisma: «Quattro grandi fiumi scorrono a Canaan: il fiume della Profezia, il fiume della Sapienza, il fiume della Santità (che è partecipazione alla Santità di Dio e dell’Agnello di Dio, lotta incessante contro il peccato e restaurazione della Santità di Dio nell'immagine di Dio che è l'uomo), ... il fiume dell’Adorazione e della lode a Dio e all'Agnello, di cui questi tempi, così impregnati di ateismo storico e pratico, sono veramente poveri...».

Margherita Roggia Silvestri

Per ogni riferimento:
SORELLE DI MARIA - P.O.B.
130129 - D-64241 DARMSTAD

  

LA FAMIGLIA DI RANIERI DI MONACO IN PREGHIERA

Una volta tanto, in riferimento alla famosa casa regnante del Principato di Monaco, una notizia non di carattere mondano o scandalistico: essa infatti è riunita al completo (il principe Ranieri con l’erede Alberto, le figlie Carolina e Stefanie e due nipoti) per la benedizione della statua della Regina della Pace, avvenuta il 31 maggio scorso. La statua di bronzo, opera della scultrice Greta Alessio, è stata donata al principe, in occasione dei settecento anni del piccolo stato, dal locale gruppo di preghiera P. Pio.

il principe Ranieri con l’erede Alberto, le figlie Carolina e Stefanie e due nipoti Il principe Ranieri con l’erede Alberto, le figlie Carolina e Stefanie e due nipoti, riuniti per la benedizione della statua della Regina della Pace avvenuta il 31 maggio scorso

  

MARIA E L’EUROPA IN FRANCOBOLLI

A Fano si celebra un Giubileo Mariano diocesano indetto per commemorare i centenari delle immagini mariane conservate dei santuari di Cartoceto, Marotta e Tre Ponti; in tale occasione il Comitato Diocesano per le celebrazioni mariane, in collaborazione con il Circolo Culturale "G. Castellani» di Fano e con il patrocinio dello stesso Comune, ha organizzato un'importante mostra didattico-filatelica dal titolo: La devozione Mariana in Europa.

La mostra si è tenuta nell’Auditorium della città dal 20 aprile al 4 maggio ed è stata inaugurata con un incontro culturale cui hanno partecipato P. Alfonso Baccarami, dei Servi di Maria, e il dott. Angiolino Gennaro, che hanno parlato rispettivamente di Maria nell'arte e nella filatelia.

La mostra, curata dal Sig. Manzoli Pietro, è stata divisa in due parti: la prima a carattere mariologico e la seconda dedicata alla devozione mariana in Europa. Le due parti a loro volta erano suddivisi in «titoli», cui erano dedicati una o più schede (complessivamente 800), contenenti i relativi francobolli e dei testi esplicativi sia a livello storico che culturale ed artistico: in tal modo il tema del culto mariano veniva inserito in un contesto molto ampio e si poteva rilevare il significato che esso ha avuto per la storia europea.

La mostra ha riscosso vivo successo e ci sono stati diversi inviti a ripeterla in altri luoghi e anche a raccogliere il materiale in volume.

  

COSA NASCONDEVA IL VATICANO SUL LOURDES?

A Réné Laurentin per completare la sua raccolta di documenti su Lourdes mancava solo un fascicolo, quello conservato presso la Congregazione della Fede (quello che una volta si chiamava Sant’Offizio). Finalmente gli è stato possibile esaminare quelle carte; e nella sua trasferta vaticana si era portato un «aiutante-scrivano» illustre, Vittorio Messori, ed è appunto questi che ci dà il resoconto dell’esame dei documenti in una sua puntata di Taccuino mariano (Jesus, agosto 1997, p. 60-64).

Francamente per i due ricercatori è stata una delusione, perché si sono trovati davanti ad una cartellina con pochi fogli, riguardanti per giunta un tema assolutamente secondario, ossia il contrasto che opponeva lo scrittore Henri Lasserre ai cappellani del nascente santuario: quello aveva promesso nel 1862 di scrivere a puntate la storia del santuario, ma a tutto il 1868 non aveva fatto nulla e i cappellani si erano decisi a provvedere diversamente, suscitando la sdegnata reazione dello scrittore, che addirittura si rivolse al Sant’Offizio. Questo prese in esame la causa piuttosto malvolentieri e la risolse in modo decisamente «salomonico», ossia ordinando alle parti di non interferire a vicenda.

Tutto qui il fascicolo vaticano su Lourdes, sul quale anche Laurentin aveva un po’ fantasticato, immaginandolo ben più consistente.

Un altro dettaglio interessante: Laurentin e Messori hanno trovato la saletta di consultazione completamente occupata da studiosi e si sono dovuti accomodare in biblioteca: evidentemente accedere agli archivi dell’ex-Sant’Offizio è più facile di quanto possa sembrare.

  

NOTIZIE DA FATIMA

FATIMA ELEVATA AL RANGO DI CITTA’
In occasione dell’80° anniversario delle apparizioni, in data 4 giugno l’assemblea Nazionale del Portogallo ha elevato Fatima al rango di città: sappiamo che il toponimo di Fatima indicava soltanto la parrocchia, di cui facevano parte piccoli villaggi, fra cui Aljustrel; la sede del comune era ed è rimasta fino ad oggi a Ourem, a xxkm di distanza.

GEMELLAGGIO CON CZESTOCHOWA
Il 13 maggio scorso Fatima ha ospitato il IV incontro delle città-santuario d’Europa, cui hanno partecipato i sindaci - con le loro delegazioni - oltre che di Fatima, di Czestochowa, Loreto, Althotting e Lourdes. In tale occasione i comuni di Fatima e di Czestochowa si sono gemellate, proponendosi per l’avvenire tutta una serie di attività in comune soprattutto a favore dei giovani delle rispettive comunità.

MONUMENTO AI TRE PASTORELLI
Alla Rotonda Sud di Fatima (presso la sede della parrocchia e del villaggio di Aljustrel), il 10 giugno scorso è stato inaugurato un grande monumento dedicato ai tre veggenti, Lucia, Francesco e Giacinta (in foto). Promotrice dell’opera è stata la giunta municipale (che ha sede ancora ad Ourem), in riconoscenza ai tre bambini che tanta parte hanno avuto nella storia della località, passata dall’assoluto anonimato ad grande fama internazionale. I «pastorelli» sono ritratti nel gesto di incamminarsi verso la Cova da Iria, luogo delle apparizioni, dove ora sorge il vasto complesso del santaurio.

Monumento ai tre pastorelli di Fatima

  

DIFFICOLTA’ FRA L’UNITALSI E FERROVIE DELLO STATO

L'Unitalsi, l’associazione che trasporta oltre 100mila ammalati a Lourdes e negli altri santuari internazionali, soprattutto con i famosi «treni bianchi» hanno elevato forte la protesta contro le Ferrovie Italiane, affermando di essere trattati alla stregua di treni merci o peggio. L’occasione per tale denuncia è stata data dall’incidente alla stazione di Roma-Casilina (inizio di agosto), quando tre convogli provenienti da Lourdes con 1500 persone a bordo, la metà dei quali ammalati, sono incappati nella «tagliola» rimanendo fermi per ore senza alcuna assistenza e senza informazioni. Emblematica l’avventura di uno dei tre convogli, che era diretto a Napoli: fermato a Pisa, il treno è stato deviato per Firenze-Bologna. Poi giù per la linea adriatica fino a Foggia e di qui fino a Napoli, dove era diretto e dove è giunto con 13 ore di ritardo.

Ma, fanno notale i responsabili dell’Unitalsi, le difficoltà non riguardano solo i casi di emergenza, ma anche il servizio normale.

Il Dott. Scelli, Segretario dell’Unitalsi, ha affermato senza mezzi termini: «Dalle Ferrovie riceviamo un trattamento sempre peggiore. Ci mandano le carrozze più vecchie che hanno e anche in tempi normali i nostri treni speciali devono dare la precedenza persino a quelli merci. E tutto ciò nonostante i venti miliardi che ogni anno versiamo nelle loro casse per i 158 convogli che organizziamo. Siamo stanchi di questa situazione».

E allora come contate di reagire? – gli è stato chiesto –. «Se le cose non cambieranno – egli ha risposto –, ci orienteremo sulle compagnie aeree. Non possiamo più tollerare il rischio che qualcuno dei nostri ammalati subisca danni irreparabili durante un viaggio nato per dare corpo alla speranza e per alimentare la fede».

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