Madre di Dio

 

 

Fatti e persone. 
    

Collegamento Nazionale Notiziari Italiani.

 

«MADONNE NERE, PERCHÉ AMATE»
(NE SONO STATE CENSITE 745)


«Quelle che da secoli veneriamo come Madonne nere in origine erano, di norma, rosate. L’impatto del tempo, delle condizioni ambientali e di conservazione, assieme al flusso dei devoti, hanno portato al successivo annerimento degli incarnati », spiega Amilcare Barbero, direttore del Centro di documentazione dei Sacri Monti.

Il nero è «segno di una lunga devozione »in onore «di una immagine particolarmente miracolosa e quindi amata dai devoti: niente a che vedere né con le leggende esoteriche che sono state mobilitate per spiegare questo colore, né con la ricerca di legami con divinità femminili pagane», ha scritto su L’Osservatore Romano (25.5.2010) la storica Lucetta Scaraffia, tra i relatori del convegno che si è svolto fra il 20 e il 22 maggio a Oropa e a Crea, in Piemonte. Convegno internazionale su Culti, santuari e immagini delle Madonne nere d’Europa con studiosi e rettori di santuari da tutto il continente. Un’occasione preziosa per ricostruire l’origine e le dinamiche di una storia complessa nei suoi aspetti devozionali e teologici, ma anche artistici, culturali, antropologici, e per offrire un primo censimento europeo on line – un work in progress che finora ha identificato 745 fra Madonne «nere» e «brune».

Non solo il fumo delle candele e delle lampade votive, «ma anche il trattamento con olio di lino o con sostanze minerali. E il fatto che spesso quei simulacri siano rimasti per lungo tempo in luoghi come grotte o piccole cappelle, prima di essere ospitati in veri e propri santuari, sottoposti dunque all’umidità, alla polvere mossa dall’afflusso dei pellegrini e così via», osserva Amilcare Barbero. Il tempo e la devozione hanno scurito le Madonne: che con quell’incarnato sono poi rimaste nella devozione, nella memoria, nell’immaginario popolare, nelle copie che hanno replicato e diffuso le immagini.

Al convegno sono stati portati i risultati di un’indagine condotta on line da Emanuele Rolando fra il dicembre 2008 e l’aprile 2009, che ha schedato 740 Madonne nere. Ulteriori segnalazioni, giunte nei giorni dei lavori a Oropa e Crea, hanno portato il numero a 745.

«Dati e informazioni che verranno via via aggiornati e pubblicati sul sito www.nigrasum.it», anticipa Barbero.

Evidente la grande diffusione continentale delle Madonne nere, da Montserrat, in Catalogna, a Loreto (foto sopra di Rossi), Oropa, Crea, in Italia; da Einsiedeln, in Svizzera, a Rocamadour in Francia, fino ad Altötting, in Germania, e a Czestochowa, in Polonia: spesso santuari mariani nazionali, sorgenti spirituali per interi popoli e per il loro cammino storico

(Lorenzo Rosoli, Avvenire , 26.5.2010).
  


   

«SE PASSANO DALLA VERGINE MARIA,
LEI LE PROFUMERÀ...
»

  
«
L'Ave Maria è una preghiera che non stanca mai. Quando si parla delle cose della terra, del commercio, della politica, ci si stanca: ma quando si parla della Madonna, è sempre nuovo… Tutti i santi hanno una grande devozione alla Madonna; nessuna grazia viene dal cielo senza passare per le sue mani. Quando si vuole offrire qualcosa a un grande personaggio, si fa presente questo dono dalla persona che egli preferisce affinché l’omaggio gli sia gradito. Così le nostre preghiere, presentate dalla Santa Vergine, hanno tutt’altro merito, perché la Santa Vergine è l’unica creatura che non abbia mai offeso Dio. Soltanto la Madonna ha compiuto il primo comandamento: un solo Dio adorerai e amerai perfettamente. Ella l’ha compiuto nella sua totalità… Tutto quello che il Figlio chiede al Padre gli è concesso. Tutto ciò che la Madre chiede al Figlio le è similmente concesso.

La parrocchiale di Ars.
La parrocchiale di Ars (foto Sergio Gaudenti).

Quando le nostre mani hanno toccato degli aromi, profumano tutto ciò che toccano; facciamo passare le nostre preghiere per le mani della Madonna: lei le profumerà. Penso che alla fine del mondo la Madonna sarà ben tranquilla, ma finché il mondo dura è tirata da tutte le parti. La Madonna è come una madre che ha molti figli. È continuamente occupata ad andare dall’uno all’altro» (Giovanni Maria Vianney, Importunate il buon Dio. Pensieri e discorsi del Curato d’Ars, Città Nuova 2010, pp. 132, € 8).
   


   

«L’ASSUNTA, NON VOLETE CHE SCRIVA
AI SUOI FIGLI IN ESILIO?»

  
Don Primo Mazzolari (foto Fondazione Mazzolari), la «tromba dello Spirito Santo nella bassa mantovana», come lo chiamò Giovanni XXIII, lasciò scritto per l’Assunta del 1953 questa curiosa omelia. La riprendiamo (nel contesto delle celebrazioni per i 50 anni dalla sua scomparsa [1890-1959]).

«Abbiamo la nostra Mamma in Paradiso. Non volete che scriva ai suoi figliuoli in esilio, una mamma in Paradiso? Leggiamola insieme la sua lettera. È più comodo parlare della mamma che ascoltarla parlare.

Don Primo Mazzolari.

"Miei figliuoli, so che state poco bene. Fatemi vedere il vostro cuore. Sono la vostra mamma e posso vedere che cosa vi costa la giornata".

Proprio così! Ha valore ciò che cerchiamo e, una volta raggiunto, non ci interessa più. Abbiamo tutti appreso il triste mestiere di sollevare pietre nella folle speranza che sotto qualcuna ci sia la felicità. E così arriviamo all’ultima, che è poi la pietra del sepolcro…

"Avete perduto il senso divino della vita: servire…".

Ecco la serva del Signore. Anche in paradiso: anche nella gloria dell’Assunzione. Si vive male quaggiù, perché ci siamo dimenticati di essere gli uni per gli altri. Per tale dimenticanza, il mondo è diviso in oppressi e oppressori, mentre la libertà vera c’è soltanto nel servire per amore di Dio. Ci sono servizi raccorciati, vale a dire senza amore di Dio, che, invece di liberare, opprimono…


Foto Censi

"State male, figliuoli, perché non volete soffrire, e finite per soffrire di più".

L’Addolorata soltanto può parlarci in tal modo: solo una Madre che fu ai piedi di una croce, ha diritto di parlarci così! Non si può sfuggire il dolore. Per qualunque strada incontriamo il Crocefisso, e chi vuol fuggirlo si mette dalla parte della disperazione.

E la lettera chiude: La vostra mamma in Cielo. Chi non si sente orfano? Chi non sospira col cuore verso una fine che è ritrovare la Mamma?

(Da La parola che non passa, edito nel 1954)
   


   

Brevi
   

«Vieni in nostro soccorso o Maria e liberaci da ogni pericolo che incombe su di noi. Con questo atto di affidamento e di consacrazione vogliamo accoglierti in modo più profondo e radicale, per sempre e totalmente nella nostra esistenza sacerdotale». Così Benedetto XVI ha consacrato nuovamente i sacerdoti a Maria l’11 giugno a chiusura dell’Anno sacerdotale. E ha aggiunto: «La tua presenza faccia rifiorire il deserto delle nostre solitudini… Faccia tornare o Maria la calma dopo la tempesta affinché ogni uomo veda la salvezza del Signore». Il Curato d’Ars è stato riproposto quale patrono dei parroci.

«Nonostante la mia inveterata paura di Roma… nel mio affetto per Oxford e per Oriel… avevo una sincera devozione per la Beata Vergine: io vivevo nel suo Collegio (era parroco nella chiesa anglicana di St.Mary, ndr), servivo al suo altare e avevo esaltato la sua immacolata purezza in uno dei primi sermoni che avessi dato alla stampa». Sono ricordi del più grande convertito inglese, John Henry Newman (1801-1890, foto sopra, Edizioni San Paolo), tratti dal suo capolavoro Apologia pro vita sua (ed. Paoline 1999, € 21,69). Già anziano fu creato cardinale da Leone XIII. Sarà lo stesso Benedetto XVI a proclamarlo beato il 19 settembre durante la sua visita in Inghilterra.

Finalmente (si fa per dire!) una femminista accusa la Chiesa di trascurare la Madonna. E il pulpito scelto è nientemeno che l’Unità (3.6.2010). La nota scrittrice Luce Irigaray confessa a Serena Palieri che la «figura di Maria di Nazareth è stata nei secoli troppo trascurata… È ora di sottrarla all’oblio in cui l’ha relegata la Chiesa millenaria ». Finora la Chiesa cattolica è stata accusata non solo dai protestanti di "eccessi mariani", di mariolatria, ma qui – a che scopo poi? – si esagera all’opposto: culto, teologia, arte, letteratura, poesia… Un sospetto. Che abbia ragione Voltaire: calunniate, calunniate, qualcosa resterà? (Avvenire ,9.6.2010).

Copertina del volume La Madonna in Michelangelo.

"Maria donna dai molti nomi" è il tema del 26° Colloquio di mariologia che si è tenuto ad Ischia (28.5.2010). L’Ami, Associazione mariologica interdisciplinare italiana, ha raccolto alcuni dei massimi esperti di lettere e d’arte con il mariologo padre Stefano De Fiores: Maria Luisa Rigato del Marianum, Mario Maritano dell’Università salesiana di Roma, Juan Javier Flores dell’ateneo Sant’Anselmo, Cettina Militello e mons. Pasquale Jacobone del Pontificio Consiglio per la cultura. Sempre di cultura (e femminismo cristiano) si interessa il nuovo volume La Madonna in Michelangelo (Libreria Editrice Vaticana, pp. 240, € 24), curato da padre Stefano De Fiores e di cui L’Osservatore Romano ha dato "pubblicità" il 3.6.2010.

I viaggi religiosi muovono ogni anno un giro d’affari di 18 miliardi di dollari di cui 45 miliardi solo in Italia. Sono dati del World Tourism Organisation. Un buon terzo di pellegrini risultano essere giovani e i santuari nostrani più frequentati sono Pompei, Loreto, San Giovanni Rotondo. «Partecipando a questi pellegrinaggi c’è chi torna rapidamente alle radici della propria fede». Ce lo conferma Luciano Mainini del Segretariato pellegrinaggi italiani (Spi), e aggiunge: «Dopo un viaggio, per esempio a Lourdes o a Loreto, non è infrequente vedere che molti si sentono più coinvolti dalle situazioni di malattia e nuovamente si impegnano a vario titolo ».

Tre "s" sono spesso la rovina dei giovani d’oggi (=sesso), ma sei la salvezza. Morta a 19 anni le sei "s" per Chiara Badano – che viene beatificata il 25 settembre al Santuario del Divino Amore di Roma – sono state: «Sarò santa se sono santa subito». L’incredibile storia di questa eccezionale ragazza, nata a Sassello (Savona) il 29 ottobre 1971 e morta il 7 ottobre 1990, sta in queste parole: «Mamma celeste, tu sai quanto io desideri guarire. Ma se non rientra nella volontà di Dio, ti chiedo la grazia di non scoraggiarmi, di non mollare mai». Da Chiara Lubich – era entrata nel Movimento dei Focolari – ricevette il nome di luce: Chiara Luce.


Foto Abresch
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Mentre si sta concludendo a Subiaco il 22 agosto la rinnovata Peregrinatio Mariae (ricordiamo che l’anno scorso, 2009, si tenne per il 50° della Consacrazione dell’Italia) una rivista di padre Pio ci ricorda cosa avvenne cinquant’anni fa il 29 luglio 1959: «In via del tutto eccezionale si decideva di dirottare verso San Giovanni Rotondo la statua della Madonna di Fatima… Padre Pio era inspiegabilmente costretto a letto. Dalla finestra disse: "Mamma mia, sei venuta in Italia e mi hai portato questo guaio… Ora te ne vai e mi lasci in queste condizioni". Però mentre diceva queste parole è preso da una sensazione di calore e di benessere». Sì, era guarito (da La Casa Sollievo della Sofferenza, aprile 2010).

Con le memorie storiche – centenari di apparizioni – è importante segnalare anche novità: proclamazioni di patrocinii di città, province o riconoscimento di santuari diocesani. Accanto alla Madonna di Porto, proclamata patrona della provincia di Catanzaro (Avvenire, 3.3.2010),segnaliamo il riconoscimento (13.6.2010) della Madonna miracolosa di Taggia come Santuario diocesano di Ventimiglia San Remo. Mentre si celebrano congressi mariani diocesani o "settimane", che sono pastoralmente più produttive – ricordiamo solo Otranto a fine maggio con locale Peregrinatio – non manca il sapiente utilizzo di anniversari: ricordiamo il terzo centenario dell’incoronazione della Madonna di Caravaggio (foto sopra di Artemisi/www.wikipedia.org). Alle celebrazioni del 25 settembre - 3 ottobre parteciperanno tutti i vescovi della Lombardia.

Il card. Ennio Antonelli.

«Il rosario? Si recita in spiaggia!». S’impone in molte località ove son presenti istituti religiosi – ricordiamo tra le prime di questa esperienza presso la spiaggia curata dalle Suore di Gesù redentore di Mondragone, Caserta – una ricerca di vivaci iniziative che coinvolgono i giovani. A Pompei, per esempio, si ripete per l’Assunta la Giornata del turista con l’immancabile Rosario delle Nazioni in diverse lingue. E l’11 settembre si terrà, sempre nel Santuario campano, il terzo Pellegrinaggio nazionale delle famiglie diretto dal card. Ennio Antonelli (foto sopra di Giancarlo Giuliani) del Pontificio Consiglio per la famiglia. Con la supplica si reciterà uno speciale Rosario della famiglia composto da 7 misteri, dalla nascita di Gesù alla Pentecoste.

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