Madre di Dio

n. 9 novembre 2013

 Orazione amata

 Via al cielo
   Madì Drello

 È la prima missionaria del Vangelo
   Giovanni Ciravegna

Pii esercizi? Sì, grazie!
   Giuseppe Daminelli

Icona della compassione
   
Salvatore M. Perrella

Nella tua casa...
   Vincenzo Avvinti

Recuperare il senso della vita
   a.s.

Formatrice del Santo e dei santi
   Sergio Gaspari

Ogni giorno in ascolto della Parola
   Ennio Staid

Fatti e persone
   

La festa del congedo?
   
Giuseppe Maria Pelizza

«Ridoni Dio al mondo»
   
Luigi M. De Candido

“Regina del rosario...”
   
mons. Renato Boccardo

Come roccia scabra
   
Maria Di Lorenzo

Bisogna imparare a tacere
   
Luisa Tarabra

Informazioni

Annotazioni

Scaffale

O Donna gloriosa
   
Corrrrado MAGGIONI

Famiglia Paolina
   Giovanni Perego

Madre di Dio n. 5 giugno 2013- Copertina

 La parola del Vescovo

  di mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia

“Regina del rosario...”

La Chiesa invoca Maria “Regina del rosario” perché con questa preghiera tradizionale il popolo cristiano ripercorre, insieme con la Madre, il cammino del Figlio. Si tratta di raggiungere le profondità del cuore di Cristo per entrarvi (cf Ef 3,18-19). Perché come Maria è tutta relativa a Dio, allo stesso tempo è tutta relativa a Cristo. Si può ripetere qui la parola di san Luigi M. Grignion de Montfort sostituendo il nome di Dio con quello di Gesù: «Se voi dite Maria, essa dice Gesù». Attraverso gli avvenimenti della sua vita, i suoi gesti e le sue parole, è il mistero stesso di Cristo che è al cuore del rosario.

F. Solimena (1657-1747), Madonna del rosario e santa Teresa, Gemäldegalerie, Berlino.

F. Solimena (1657-1747), Madonna del rosario e santa Teresa, Gemäldegalerie, Berlino.

Maria contempla nel Bambino la piccolezza e, quando viene a morire, la povertà. Gli apostoli e i discepoli hanno visto Gesù dopo la risurrezione, sua Madre vegliava su di lui quando non era ancora nulla e quando non era più nulla. Lo Spirito Santo ci invita a riprodurre nei riguardi di Gesù i sentimenti di sua Madre ricordandoci la sua infanzia, la sua predicazione, la sua morte e la sua gloria.

Nel Cristo veduto e contemplato da Maria, si intuisce il cuore del Padre e il suo amore infinito nei confronti di noi peccatori. Come la Chiesa ci invita a fare la Via Crucis perché la vista di Gesù crocifisso provochi in noi il proposito della conversione, allo stesso modo ci invita a recitare il rosario perché attraverso la ripetizione delle Ave Maria il gemito dello Spirito in noi dissodi il cuore indurito dal peccato. Si tratta sempre di passare da Maria, madre di misericordia, perché possa finalmente sgorgare dal nostro cuore un grido che raggiunga e tocchi il cuore del Padre.

Dopo la menzione della sua presenza al Cenacolo, Maria scompare definitivamente dai racconti del Nuovo Testamento. E tuttavia essa resta attenta al combattimento dei suoi figli: è entrata nel grande silenzio del deserto (cf Ap 12,14) e continua la preghiera di supplica iniziata al Cenacolo e che durerà fino al ritorno del suo Figlio nella gloria. È esternamente rivestita di sole (cf Ap 12,1), perché riflette la gloria del roveto ardente; e all’interno, il suo cuore brucia di una preghiera di fuoco.

Essa è ora l’“orante silenziosa”, che veglia sulla crescita della Chiesa e l’avvolge delle sue premure materne, fino a quando l’umanità raggiungerà il suo compimento. Essa unisce la sua preghiera all’intercessione del suo Figlio a nostro favore, con una presenza altrettanto discreta come quella che ebbe durante la vita terrena di Gesù. Ecco perché, nelle rare apparizioni che compie nella storia, Maria si manifesta sempre in un atteggiamento orante e ci chiama alla conversione e alla preghiera.

Così, nel rosario, la Madre prega con i figli e per i figli, e interpone la sua intercessione potente presso il trono dell’Altissimo.

mons. Renato Boccardo