Madre di Dio

n. 9 novembre 2013

 Orazione amata

 Via al cielo
   Madì Drello

 È la prima missionaria del Vangelo
   Giovanni Ciravegna

Pii esercizi? Sì, grazie!
   Giuseppe Daminelli

Icona della compassione
   
Salvatore M. Perrella

Nella tua casa...
   Vincenzo Avvinti

Recuperare il senso della vita
   a.s.

Formatrice del Santo e dei santi
   Sergio Gaspari

Ogni giorno in ascolto della Parola
   Ennio Staid

Fatti e persone
   

La festa del congedo?
   
Giuseppe Maria Pelizza

«Ridoni Dio al mondo»
   
Luigi M. De Candido

“Regina del rosario...”
   
mons. Renato Boccardo

Come roccia scabra
   
Maria Di Lorenzo

Bisogna imparare a tacere
   
Luisa Tarabra

Informazioni

Annotazioni

Scaffale

O Donna gloriosa
   
Corrrrado MAGGIONI

Famiglia Paolina
   Giovanni Perego

Madre di Dio n. 5 giugno 2013- Copertina

 Tessere mariane

  di Corrrrado MAGGIONI smm

O Donna gloriosa

Il mistero Maria è sempre stato oggetto di domande, perplessità, ricerca, nuove luci.

La figura della Vergine Maria non si sottrae al confronto. Basta porsi in ascolto per sentire che ha la sua da dire.

Benedetta tra le donne. Le rivendicazioni, con luci e ombre, dei movimenti femministi contemporanei hanno inquisito anche il modello culturale additato per secoli in Maria. Sono state poste sotto accusa la verginità (mortificante rinuncia alla sessualità), la sponsalità (sottomissione al marito), la maternità (rassegnata consegna ai figli). La condizione della donna è mutata nell’ambito domestico come nel campo politico, sociale e culturale. Tutto ciò ha favorito la riflessione sul mistero ineffabile della “Benedetta fra le donne”. Il confronto ha permesso di approfondire la reale esemplarità della “donna” posta al cuore della liberazione del genere umano. Infatti, «la Vergine Maria è stata sempre proposta dalla Chiesa alla imitazione dei fedeli non precisamente per il tipo di vita che condusse e, tanto meno, per l’ambiente socioculturale in cui essa si svolse, oggi quasi dappertutto superato; ma perché, nella sua condizione concreta di vita, ella aderì totalmente e responsabilmente alla volontà di Dio (cf Lc 1,38); perché ne accolse la parola e la mise in pratica; perché la sua azione fu animata dalla carità e dallo spirito di servizio; perché, insomma, fu la prima e la più perfetta

Ignoto,
La Visitazione,
chiesa del Salvatore
sul sangue versato
(Cattedrale
della risurrezione
di Cristo,
1883-1907),
San Pietroburgo
(Russia).

Ignoto, La Visitazione, chiesa del Salvatore sul sangue versato (Cattedrale della risurrezione di Cristo, 1883-1907), San Pietroburgo (Russia).

Dialogo ecumenico e interreligioso. Se le divisioni portano ad accuse reciproche, la pietà mariana non può misconoscere «l’ansia per la ricomposizione dell’unità dei cristiani» (Marialis cultus, 32-33). I cattolici apprezzano la grande pietà riservata a Maria dalle Chiese ortodosse. Le posizioni di fede sono comuni: la Madre di Dio e sempre Vergine Maria, Tuttasanta, è mediatrice presso il suo Figlio. Il loro rifiuto dei dogmi dell’Immacolata e dell’Assunta è in polemica con l’infallibilità papale che li ha definiti. Proprio in Oriente queste verità hanno avuto incubazione e ricezione nella preghiera, pur non avendo avuto un’elaborazione speculativa come in Occidente. Nell’enciclica Redemptoris Mater Giovanni Paolo II ha sottolineato quanto la Chiesa cattolica, la Chiesa ortodossa e le antiche Chiese orientali siano unite dall’amore per la Theotokos: «Tanta ricchezza di lodi, accumulata dalle diverse forme della grande tradizione della Chiesa, potrebbe aiutarci a far sì che questa torni a respirare pienamente con i suoi “due polmoni”: l’Oriente e l’Occidente. Come ho più volte affermato, ciò è oggi più che mai necessario. Sarebbe un valido ausilio per far progredire il dialogo in atto tra la Chiesa cattolica e le Chiese e comunità ecclesiali di Occidente» (n. 34).

Le medaglie mariane. Portata al collo, la medaglia con incisa l’immagine di Maria è segno di amore verso di lei e di fiducia nella sua protezione tra i pericoli quotidiani. Assai diffusa è la cosiddetta “Medaglia miracolosa”, coniata secondo le indicazioni date dalla santa Vergine nell’apparizione a Caterina Labouré nel 1830, a Parigi. Il suo ricco simbolismo ricorda il mistero della redenzione, l’amore del Cuore di Cristo e del Cuore di Maria, la missione mediatrice della Vergine, il mistero della Chiesa, il nesso tra terra e cielo. La diffusione della “Medaglia miracolosa” fu promossa in modo particolare da san Massimiliano M. Kolbe (+1941), che la adottò come distintivo della Milizia dell’Immacolata da lui fondata. Questa e altre medaglie mariane non possono essere trattate come un talismano o un portafortuna. Non è il portarle materialmente che attira “le grazie promesse”, ma la perseverante messa in pratica del Vangelo, sull’esempio di Maria. La medaglia che portiamo ci richiama a ispirare a lei la nostra condotta di vita.

Sono migliorati i tempi in cui i cattolici accusavano i protestanti di essere antimariani, e i protestanti rimproveravano ai cattolici di fare di Maria una “dea”. La riforma protestante (secolo XVI) non fu esplicitamente antimariana, come ricorda il noto commento di Lutero al Magnificat, anche se, prendendo le distanze da certe sensibilità cattoliche, si limitò ai dati biblici su Maria (nulla dunque sull’Immacolata Concezione e l’Assunzione). Il contrasto con le posizioni cattoliche porterà i riformati a spegnere la devozione mariana, escludendo ogni preghiera a Maria. La riscoperta dei dati “mariani” del Vangelo è la via privilegiata per ridurre le distanze. Anche il dialogo interreligioso registra timidi passi. Se la tradizione ebraica non accetta la nascita verginale di Gesù (lo dice figlio illegittimo), è possibile affrontare con esegeti ebrei temi di interesse comune alla luce della Bibbia. Con l’islam non mancano dati e motivi di confronto, dal momento che il Corano dà ampio spazio a Maria, indicandola come modello delle credenti ed esaltando la sua maternità verginale: una intera sura – ispirata agli apocrifi – narra l’annuncio a Maria e la nascita di Gesù.

Apparizioni e rivelazioni. È lecito domandarsi: quando un’apparizione mariana è autentica? Basta l’accorrere di tanta gente, il racconto di cose prodigiose? L’autorità della Chiesa è la prima a porsi queste domande e a procedere con i piedi di piombo. È diritto e dovere del vescovo raccogliere le prove, esaminarle con l’aiuto di esperti in varie discipline e, se consta l’inspiegabilità dei fenomeni, riconoscere il carattere soprannaturale di un’apparizione. Il riconoscimento equivale a dire che nell’evento capitato (fatti e messaggi) non vi è nulla contro la fede e i costumi e, dunque, si può prestar fede “solamente umana”.

Per capirsi: il dogma dell’Immacolata Concezione o dell’Assunzione sono vincolanti per la fede. Non così le apparizioni riconosciute, per le quali non è richiesto simile assenso. Il riconoscimento permette il culto pubblico, senza garantire da eventuali errori o interpretazioni che possono infiltrarsi, per inevitabili limiti umani, nel racconto del veggente. L’approvazione della Chiesa si riferisce al fatto sostanziale. Valga quanto ricorda il Catechismo della Chiesa cattolica: «Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate “private”, alcune delle quali sono state riconosciute dall’autorità della Chiesa. Esse non appartengono tuttavia al deposito della fede. Il loro ruolo non è quello di “migliorare” o di “completare” la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica. Guidato dal Magistero della Chiesa, il senso dei fedeli sa discernere e accogliere ciò che in queste rivelazioni costituisce un appello autentico di Cristo e dei suoi Santi alla Chiesa» (n. 67).

Vi sono apparizioni riconosciute subito (Lourdes, Fatima), altre che restano senza un pronunciamento conclusivo, altre che sono dichiarate presunte poiché al momento «non constano elementi soprannaturali» (Medjugorje). Ciò non toglie che Dio possa servirsi anche di vie “mariane” non ufficialmente riconosciute per compiere i suoi disegni: l’apertura del cuore, quando è sincera, attira l’azione di Dio che suscita la conversione. Che è poi sempre il vero prodigio! Le manifestazioni soprannaturali non si limitano alle apparizioni. Ci sono immagini di Maria che hanno mosso gli occhi, versato lacrime, essudato olio. Anche questi fenomeni prodigiosi sono sottoposti a esame al fine di escludere dubbi sul carattere autentico e inspiegabile del fatto.

 

m.t.