Madre di Dio

n. 9 novembre 2013

 Orazione amata

 Via al cielo
   Madì Drello

 È la prima missionaria del Vangelo
   Giovanni Ciravegna

Pii esercizi? Sì, grazie!
   Giuseppe Daminelli

Icona della compassione
   
Salvatore M. Perrella

Nella tua casa...
   Vincenzo Avvinti

Recuperare il senso della vita
   a.s.

Formatrice del Santo e dei santi
   Sergio Gaspari

Ogni giorno in ascolto della Parola
   Ennio Staid

Fatti e persone
   

La festa del congedo?
   
Giuseppe Maria Pelizza

«Ridoni Dio al mondo»
   
Luigi M. De Candido

“Regina del rosario...”
   
mons. Renato Boccardo

Come roccia scabra
   
Maria Di Lorenzo

Bisogna imparare a tacere
   
Luisa Tarabra

Informazioni

Annotazioni

Scaffale

O Donna gloriosa
   
Corrrrado MAGGIONI

Famiglia Paolina
   Giovanni Perego

Madre di Dio n. 5 giugno 2013- Copertina

Fatti e persone.

IL CUORE IMMACOLATO DI MARIA IN FATIMA E SIRACUSA

Nel 60° della lacrimazione dell’immagine del Cuore immacolato di Maria va colto il legame tra Fatima e Siracusa e tra Cuore immacolato e rosario. Ci aiuta l’indimenticato “cantore della Vergine Maria” (Avvenire, 17.4.2012), il monfortano padre Stefano De Fiores. «Prendendo in esame le apparizioni e gli interventi di Maria nel nostro tempo, approvati dalla Chiesa (La Salette 1846, Lourdes 1858, Pontmain 1871, Fatima 1917, Beauraing 1932, Banneux 1933, Siracusa 1953), scopriamo in essi alcune convergenze: la preghiera, la conversione dal peccato e la penitenza perché non si continui ad offendere il Signore, la solidarietà riparatrice nei confronti dei peccatori, il riferimento all’Immacolata o al Cuore immacolato di Maria. Con Fatima si passa ad un’autentica spiritualità, condensata nella devozione o consacrazione al Cuore immacolato. «Cosa lega Fatima a Siracusa? È chiaro, il Cuore immacolato di Maria. In realtà a Fatima, tenuto conto delle apparizioni ai tre pastorelli nel 1917 e delle altre apparizioni alla sola Lucia nel 1925 (Pontevedra) e nel 1929 (Tuy), il messaggio centrale è costituito dalla devozione al Cuore immacolato di Maria. È vero che la bianca Signora si congeda il 13 ottobre 1917 dichiarando: “Sono la Madonna del rosario”. Ma il Cuore immacolato, che conserva il ricordo dei misteri di Cristo e li medita, è il lato interiore del rosario, poiché questo a sua volta non è altro che la storia della salvezza considerata dal punto di vista di Maria (ci dice Luca: “Maria custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”. Le “cose” sono gli stessi eventi dei misteri del rosario). Madonna del rosario e Cuore immacolato si riferiscono alla stessa realtà e in certo modo coincidono.

 

«Soprattutto la seconda parte del segreto consegna to ai veggenti non lascia dubbio sulla centralità della consacrazione al Cuore immacolato di Maria. Infatti il 13 luglio 1917 la Madonna disse ai pastorelli di Fatima: “Il mio Cuore immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace” (Memorie di suor Lucia, Fatima 1980, 102 e 104. Terza memoria, 31.8.1941). «Data questa insistenza del messaggio di Fatima sulla devozione/consacrazione al Cuore immacolato di Maria (che è sempre una consacrazione o affidamento a Dio per le mani di lei), che alla fine trionferà su tutti i mali del mondo, è un particolare denso di significato il fatto che a Siracusa la Madonna abbia scelto per una lacrimazione durata quattro giorni un quadretto di gesso, modellato dallo scultore Amilcare Santini, raffigurante il Cuore immacolato. In questo modo Siracusa appare legata a Fatima, quale immagine concreta che rimanda al messaggio di Fatima centrato sul Cuore immacolato di Maria...» (cf Madonna delle lacrime, 2-2012).

PAGINE BLASFEME SU MARIA È QUESTO IL SERVIZIO DI FACEBOOK?

Se lo sfregio è fatto alla fede dei cattolici, «le regole non sono violate »! Riportiamo qui da Avvenire (5.7.2013): «Tra le milioni di pagine su Facebook – canale sempre più seguito e consultato – da qualche tempo ne esiste una dedicata – per così dire – alla Madonna. Il titolo, blasfemo, che riportiamo con profondo fastidio per dovere di cronaca, è La Vergine Maria avrebbe dovuto abortire (in inglese Virgin Mary should have aborted). La schermata è corredata da una vignetta in cui Maria si guarda la pancia con espressione infastidita. Notizie di cui non daremmo nemmeno conto, se non fosse che agli utenti che hanno scritto per chiedere il sacrosanto oscuramento della pagina, Facebook ha risposto: «Grazie per il tempo dedicato a segnalare qualcosa che lei ha ritenuto possa violare le regole della nostra comunità.

Facebook

 

Segnalazioni come la sua sono importanti per rendere Facebook un ambiente sicuro ed accogliente. Abbiamo rivisto la pagina che ha segnalato e troviamo che non violi le nostre regole in merito ai discorsi di odio». Una risposta preconfezionata, certo, che già da sola fa venire qualche dubbio circa le verifiche che effettivamente vengono svolte per rendere Facebook «un ambiente sicuro ed accogliente». Ma il punto è: che cosa sarebbe successo se ad essere colpiti fossero stati i simboli di altre fedi? Lo sappiamo bene. E se nel mirino fossero finite minoranze rumorose o gruppi sedicenti discriminati? Si sarebbe scatenata – giustamente – una rivolta sociale. Ma se lo sfregio è al mondo cattolico, «le regole non sono violate». Dentro Facebook. E fuori (Viviana Daloiso in Avvenire; cf anche l’intera pagina 10 del successivo 7 luglio).

MARIA NEI “RAVVEDIMENTI SPIRITUALI” DI GIOVANNI BOCCACCIO

L’esperto letterario della Civiltà Cattolica, padre Ferdinando Castelli, ricordando i 700 anni dalla nascita (1313- 1375), scrive: «La ricerca delle istanze religiose nell’oper a d i Boccaccio (foto) acquista particolari toni di commozione, di fervore e di stupore nell’incontro con Maria, madre di Gesù. Come Dante attribuisce alla Vergine la sua salvezza “mentre ch’i’ rovinava in basso loco” (Inferno, 1, 61), così Boccaccio, suo imitatore ed entusiasta ammiratore, scorge nell’intercessione di Maria il suo ravvedimento spirituale.

«E come il suo praeceptor inclite, Petrarca, ha dedicato alla Vergine l’ultimo componimento del suo Canzoniere – “Vergine bella, che di sol vestita” – fa così Boccaccio, che ha inserito nelle sue Rime vari componimenti in onore della Vergine. Già nel Corbaccio egli formula e presenta al padre una commossa mariologia». Ma, chi è la Vergine per Boccaccio? «“È la santa madre di Dio e figlia del suo Figlio, dimora splendida della divinità, ornamento del cielo... E lei, stando sul trono dell’antico Padre, alla destra del Figlio, risplende di tale fulgore che la sua suprema bellezza illumina la foresta e la montagna e i colli e i cieli, mentre la salutano come madre, volandole intorno, bianche schiere di cigni, chiamandola coi nomi di sposa e figlia dell’Eterno Lume”». Avanti con gli anni, Boccaccio «considerò grave colpa avere scritto racconti osceni» nel Decamerone, come rileva Piero Bargellini, e «decise di voltar pagina». Ricordiamo un tratto struggente del terzo sonetto delle Rime:

O Regina degli angioli,
o Maria, ch’adorni il ciel
con tuoi lieti sembianti...
Io spero in te e ho sempre sperato:
vagliami il lungo amore e riverente,
il qual ti porto e ho sempre portato.
Dirizza il mio cammin,
fammi possente di divenir ancora
dal destro lato del tuo Figliuol,
fra la beata gente
(cf La Civiltà Cattolica, n. 3907, 2013).

Brevi

«A Loreto la Madonna è più Dio di Dio» ha scritto il miscredente Stendhal (1783-1842) nelle Promenades dans Rome, raccontando di un commerciante milanese, donnaiolo e anticlericale, che, passando per Loreto, ebbe uno shock spirituale. E spese ben «20 napoleoni d’oro per far celebrare Messe e... portarsi via un mucchio di coroncine del rosario» (cf Il Messaggio della Santa Casa-Loreto, maggio-giugno 2013). Il contemporaneo Giuseppe Garibaldi (foto) nel 1848, sempre passando per Loreto, comprò addirittura una “cassetta di rosari” (cf Avvenire, 9.3.2011). Sua madre Rosa era devotissima!

“Camminare nella fede con Maria” è il tema del terzo pellegrinaggio italiano, guidato da mons. Renato Boccardo (foto), vescovo di Spoleto- Norcia, al più “italiano” dei santuari francesi (dopo Lourdes): Notre-Dame du Laus. A due ore dal confine col Piemonte nelle Hautes-Alpes (cf Avvenire, 4.7.2013). Qui la Vergine apparve a una pastorella, Benedetta Rencurel, dal 1664 al 1718. Quasi tutto è in italofrancese, dalle celebrazioni alle guide. Questo ad Ovest dell’Italia, mentre ad Est, oltre il confine austriaco, al Santuario di Wörth, ha avuto luogo il tradizionale “Pellegrinaggio dei tre popoli” con i vescovi di Lubiana (Slovenia), Udine (Italia), Klagenfurt (Austria).

Nel giorno della festa della Madonna di Lujan, Papa Francesco si è raccolto in preghiera davanti alla statua della patrona dell’Argentina e alla fine «l’ha accarezzata facendole omaggio di un mazzo di fiori ». Questo preciso accenno – l’ha accarezzata – de L’Osservatore Romano (9.5.2013), ci ha incuriosito. Effettivamente, a inizio o fine di Messe o udienze, il Papa con delicatezza filiale si accosta, toccandola, quasi accarezzandola, l’immagine della Vergine, spesso presente. Così al rosario di fine maggio in piazza San Pietro con la Salus Populi Romani... Da allora abbiamo iniziato ad osservare. E la nostra non è più stata solo curiosità, ma una crescente ammirazione per questa delicatezza mariana personalissima.

«Fra le sue navate resta ancor oggi intelligibile l’antico detto: Francia, figlia primogenita della Chiesa». Sì, Notre-Dame (foto) è Parigi e Parigi è la Francia (Avvenire, 28.12.2012). In questo luogo, il più visitato di Francia (14 milioni di presenze l’anno), passò la Rivoluzione, che arrivò a sostituire l’immagine della Vergine con la “Dea ragione”. Ora, concludendosi il 24 novembre il pluricentenario (850 anni) della costruzione, è stato totalmente rifuso il “parco campane”, disperse prima dai rivoluzionari (1790-1793), e poi invano sostituite da Napoleone III con errate fusioni di metallo. All’Annunciazione, il 25 aprile 2013, hanno dato il primo lungo rintocco su Parigi. Ora si volta pagina con il grandioso organo, anche questo in restauro.

Incuriosisce leggere come l’immagine mariana del momento sia legata a Papa Francesco (foto). Si tratta del simpatico quadro della Vergine in gloria intenta a sciogliere dei nodi di un lungo nastro lucente che due angeli trattengono alle estremità. La Vergine che scioglie i nodi è un dipinto di ignoto del ’600 conservato nella chiesa di Sankt Peter ad Augsburgo. Approdò in Argentina grazie al futuro Arcivescovo di Buenos Aires, che ancor giovane prete era stato in Germania. Fu colpito dal significato popolare, altamente espressivo, di Maria che aiuta a sciogliere i nodi della nostra esistenza e spesso del nostro peccato. Sin qui la storia. Un po’ meno credibile è la serie di racconti sulle riproduzioni nel mondo latino-americano di quest’immagine e sulle preghiere alla Vergine attribuite a Jorge Mario Bergoglio (cf Stella Maris, n. 505).

Nato spontaneamente quattro anni fa con un video postato su Youtube per incoraggiare la devozione mariana, il progetto è andato sviluppandosi. «Si tratta di un miracolo», dice l’ideatore Santiago Requejo. «Abbiamo cominciato con uno spot in cui dei ragazzi dicevano delle belle parole alla Madonna. E ora la Vergine ha voluto che questo diventasse una occasione per avvicinare la gente a suo Figlio» (cf Avvenire, 3.7.2013). Così è nata in Spagna una specie di Radio Maria girata su Youtube. Anche questo è un frutto della Gmg di Madrid.

© OCEAN / CORBIS

«Una volta mentre era seduto a pranzo un frate gli ricordò la povertà della beata Vergine e l’indigenza di Cristo suo figlio. Subito si alzò da mensa, scoppiò in singhiozzi di dolore e col volto bagnato di lacrime mangiò il resto del pane sulla nuda terra» (Fonti Francescane = F. F., 788). Questo era Francesco (foto). E portava i suoi frati «a Santa Maria della Porziuncola perché voleva che l’Ordine dei Minori crescesse e si sviluppasse sotto la protezione della Madre di Dio, là dove, per i meriti di lei, tutto aveva avuto inizio» (F. F., 1072). I ricordi mariani del primo Francesco ci sono tornati alla mente in occasione dello storico viaggio ad Assisi del secondo Francesco, papa Bergoglio, il 4 di ottobre.