Madre di Dio

n. 9 novembre 2013

 Orazione amata

 Via al cielo
   Madì Drello

 È la prima missionaria del Vangelo
   Giovanni Ciravegna

Pii esercizi? Sì, grazie!
   Giuseppe Daminelli

Icona della compassione
   
Salvatore M. Perrella

Nella tua casa...
   Vincenzo Avvinti

Recuperare il senso della vita
   a.s.

Formatrice del Santo e dei santi
   Sergio Gaspari

Ogni giorno in ascolto della Parola
   Ennio Staid

Fatti e persone
   

La festa del congedo?
   
Giuseppe Maria Pelizza

«Ridoni Dio al mondo»
   
Luigi M. De Candido

“Regina del rosario...”
   
mons. Renato Boccardo

Come roccia scabra
   
Maria Di Lorenzo

Bisogna imparare a tacere
   
Luisa Tarabra

Informazioni

Annotazioni

Scaffale

O Donna gloriosa
   
Corrrrado MAGGIONI

Famiglia Paolina
   Giovanni Perego

Madre di Dio n. 5 giugno 2013- Copertina

 Famiglia Paolina - Don Giacomo Alberione e Maria

   

Devozione, ossia vera dedizione

«Incomincia con un completo dono di sé a lei e per lei a Dio».

Modello fondamentale di chi è chiamato a dare Gesù al mondo, Maria è per ciò stesso la Regina, cioè il livello sommo e perfetto, l’ispiratrice e la protettrice di ogni missione apostolica e di ogni gruppo o persona che entra nell’ambito dell’apostolato.

 

G. David, Adorazione dei Magi (1515), National Gallery, Londra.

G. David, Adorazione dei Magi (1515), National Gallery, Londra.

Motivazioni della regalità apostolica. «Maria è madre, maestra e regina degli apostoli, perché ci ha dato Gesù, compiendo così il più grande apostolato: da Gesù Cristo, infatti, ci è venuto ogni bene e la salvezza eterna. «Maria è madre, maestra e regina degli apostoli, perché esercitò in sommo grado tutti gli apostolati. Molteplici sono le forme dell’apostolato nella Chiesa: della preghiera, dell’esempio, delle opere, della parola; Maria li esercitò tutti in modo perfetto. «Maria è ancora madre, maestra e regina degli apostoli, perché possedette in grado eminente le doti dell’apostolato; fu eletta, tale la riconobbero gli apostoli, fu incoronata regina dalla Santissima Trinità.

«Dopo l’ascensione di Gesù al cielo, Maria non abbandonò più gli apostoli: li seguì al Cenacolo, ove attese con essi la discesa dello Spirito Santo; e qual madre affettuosa, autorevole maestra e venerata regina, li sostenne, li ammaestrò e li difese in ogni occasione. Con quanto amore avrà loro parlato di Gesù, raccontando avvenimenti, episodi dell’infanzia e dell’adolescenza del suo divin Figlio!» (Feste di Maria, 69).

Non per tenere il Cristo, ma per darlo. «Nella Salve Regina, la Chiesa ci descrive Maria coi titoli più belli; ma il più bello è quello che vediamo raffigurato nel nuovo quadro della Regina degli apostoli, in cui la Madonna non stringe Gesù al suo cuore, ma lo porge agli apostoli, come il suo frutto dolcissimo, perché a loro volta lo porgano agli uomini. «Il frutto di Maria è Gesù. Ella lo presentò ai pastori, ai Magi, al Tempio, ponendolo fra le braccia del santo vecchio Simeone, l’offrì sul Calvario, lo restituì al Padre nell’ascensione, l’offre ogni mattina nell’Eucaristia. Ecco che nella Comunione noi ci nutriamo del frutto di Maria e poiché Maria ha Gesù, è ricca, e con lui ci dona tutto» (Predicazione Regina Apostolorum = Pr RA, 148).

Lorenzo di Credi, Adorazione
dei pastori (1510 circa), Galleria degli Uffizi, Firenze.

Lorenzo di Credi, Adorazione dei pastori (1510 circa), Galleria degli Uffizi, Firenze.

Alla devozione personale, un’aggiunta essenziale: l’apostolato. «Che differenza passa fra la nostra consacrazione e quella insegnata da san Luigi M. Grignion de Montfort? La nostra consacrazione suppone tutto quello che insegnava san Luigi M. Grignion de Montfort, ma vi aggiunge questo: noi dobbiamo dare a Maria il nostro apostolato, perché sia sempre più perfetto, più gradito a Dio, più conforme allo spirito della Chiesa» (Pr RA, 181).

Senso pastorale: raggiungere le anime. «La devozione a Maria, che è una parte dello spirito paolino, ha per noi due fini: la santificazione nostra religiosa e l’apostolato pastorale, cioè arrivare alle anime. “Per Mariam ad Jesum”: per mezzo di Maria arrivare a Gesù. Scrivete bene di Maria, perché è la via per andare a Gesù, la via più facile» (Pr RA, 233).

 

E. Quarton, Incoronazione della Vergine (1454), museo Pierre de Luxembourg,
Villeneuve-les-Avignon (Francia).

E. Quarton, Incoronazione della Vergine (1454), museo Pierre de Luxembourg, Villeneuve-les-Avignon (Francia).

Sete di anime. «Si ritenga per sicuro che un’anima non può essere veramente devota di Maria se non ha sete di anime, come Gesù. Non rassomiglierebbe né a Gesù apostolo, né a Maria apostola; solo gli imitatori sono figli di Maria e uniti a Gesù. Chi non possiede la mente e il cuore di Gesù e di Maria, come può vivere la vita in unione con Gesù e con Maria? «A tutti gli amanti di Dio, Gesù ricorda: “Vi è un secondo precetto simile al primo: amerai il tuo prossimo”» (Maria Regina degli Apostoli = RdA, 40-41).

Mettersi dinanzi alla storia. «Uno studio profondo e completo su Maria santissima, Regina della storia, nonché di quello più intimo di Maria santissima causa secondaria ed esemplare della nostra vita, e causa distributrice delle grazie, infonderà nell’anima dell’apostolo una devozione filiale verso questa nostra grande Madre, Maestra e Regina. «Devozione che incomincia da una vera dedizione, ossia da un completo dono di sé a lei e per lei a Dio. Le darà perciò l’intelligenza, con la venerazione più profonda; la volontà, con una confidenza assoluta; il cuore, col più filiale amore; tutto il suo essere, con l’imitazione più perfetta possibile delle sue virtù» (L’apostolato dell’edizione, 120).

Per Maria agli intellettuali. «Sarebbe grande apostolato evangelizzare queste classi; ma quasi sempre gli sforzi cozzano contro la barriera insormontabile dell’orgoglio umano; gonfi del loro sapere, disprezzano l’umile, sebbene altissima, dottrina cristiana. Vi è però una via che può condurre a buon termine: Maria» (RdA, 273).

Intenzione per la cultura teologica. «Un grande bisogno della Chiesa intendo raccomandare in ogni Messa al Maestro divino con l’intercessione della Regina degli apostoli: l’alta cultura religiosa. Le classi dirigenti, i professionisti, le persone cosiddette istruite oggi vivono in una spaventosa ignoranza della scienza più alta e più necessaria » (RdA, 273).

g.r.