Madre di Dio

n. 9 novembre 2013

 Orazione amata

 Via al cielo
   Madì Drello

 È la prima missionaria del Vangelo
   Giovanni Ciravegna

Pii esercizi? Sì, grazie!
   Giuseppe Daminelli

Icona della compassione
   
Salvatore M. Perrella

Nella tua casa...
   Vincenzo Avvinti

Recuperare il senso della vita
   a.s.

Formatrice del Santo e dei santi
   Sergio Gaspari

Ogni giorno in ascolto della Parola
   Ennio Staid

Fatti e persone
   

La festa del congedo?
   
Giuseppe Maria Pelizza

«Ridoni Dio al mondo»
   
Luigi M. De Candido

“Regina del rosario...”
   
mons. Renato Boccardo

Come roccia scabra
   
Maria Di Lorenzo

Bisogna imparare a tacere
   
Luisa Tarabra

Informazioni

Annotazioni

Scaffale

O Donna gloriosa
   
Corrrrado MAGGIONI

Famiglia Paolina
   Giovanni Perego

Madre di Dio n. 5 giugno 2013- Copertina

 Editoriale

  di MADĚ DRELLO

Via al cielo

«Non so quanto dovrò vivere ancora, non so le vicende, i disgusti, le consolazioni, i mali che mi aspettano; non so, ma fra tante incertezze, davanti a un avvenire così oscuro, vedo chiaro in un punto ed è che io sono fatto per il cielo, e che il cielo è per me». Con queste rasserenanti e fiduciose parole si esprimeva san Giuseppe Cafasso, riconoscendo nel paradiso l’unica incrollabile sicurezza nella sua esistenza, durante la quale ha conosciuto, come ogni persona umana, dolori e fatiche, ma in cui ha incontrato centinaia di carcerati e condannati a morte. Certamente anche per il santo torinese, fervente devoto della Madonna Consolata, un preciso punto di riferimento, per raggiungere la meta tanto auspicata, è stata, come per una moltitudine di fedeli, Maria, stella che illumina il cammino del viandante, faro che segnala al marinaio il porto tranquillo.

Il card. Angelo Comastri, fra i suggestivi percorsi del suo libro L’angelo mi disse. Autobiografia di Maria (San Paolo 2012, quarta edizione, pp. 132, € 14,00), così racconta, per bocca di Maria assunta, il suo ritrovarsi in cielo, vicino al suo Dio: «Un giorno chiusi gli occhi e mi sembrò di volare, di attraversare un confine, di entrare in una vita nuova. E rividi il volto di Gesù insieme a tantissimi altri volti illuminati dal suo volto, mentre la luna e le stelle mi circondavano come se fossero una collana di perle. Ero in paradiso! In paradiso con il mio corpo, che era stato la culla del corpo santo di Gesù». La tradizione cristiana vuole che la Vergine sia morta a Gerusalemme, presso il cenacolo, circondata dagli apostoli, ma i Vangeli apocrifi aggiungono un particolare molto interessante: al capezzale di Maria sarebbe apparso il Risorto, tenendo in braccio una bambina, la stessa Madre, per portarla con sé e trasferirla nella gloria eterna dei cieli. Con una profonda affermazione, san Luigi M. Grignion da Montfort così esprime la sua ferma convinzione: «Nel paradiso medesimo, Maria è il paradiso di Dio e il suo mondo ineffabile, in cui il Figlio di Dio è entrato per operarvi meraviglie, per custodirlo e per trovarvi le proprie compiacenze». Le Chiese orientali trasmettono da sempre il senso della fede dei cristiani nella presenza in corpo e anima dell’Assunta in cielo, chiamando la sua morte Dormitio, circondando così il suo trapasso con un alone di pace, di redenzione e di dolcezza salvifica. In opposizione a Eva, che ha perduto la gloria, avendo negato la sua fiducia in Dio, Maria è incoronata dagli angeli, perché ha vissuto la parola del Figlio suo, che ha proclamato: «Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se morto, vivrà».

Con questa stessa fede, che per secoli ha conferito forza e vigore ai passi, spesso titubanti e affaticati, degli uomini in cammino verso la Patria celeste, possiamo invocare il sostegno della Madonna con le parole suggerite dal biblista Jean Galot: «Tu che hai sperato contro ogni speranza, quando tutto sembrava perduto; tu che hai sperato accanto al tuo Figlio crocifisso, unita alla sua prova... Tu che hai varcato i limiti delle forze umane, Vergine della speranza, assisti i nostri sforzi e sostieni il nostro slancio, perché possiamo seguire, con gioia inebriante, la via dell’amore».

Madě Drello