Madre di Dio

n. 9 novembre 2013

 Orazione amata

 Via al cielo
   Madì Drello

 È la prima missionaria del Vangelo
   Giovanni Ciravegna

Pii esercizi? Sì, grazie!
   Giuseppe Daminelli

Icona della compassione
   
Salvatore M. Perrella

Nella tua casa...
   Vincenzo Avvinti

Recuperare il senso della vita
   a.s.

Formatrice del Santo e dei santi
   Sergio Gaspari

Ogni giorno in ascolto della Parola
   Ennio Staid

Fatti e persone
   

La festa del congedo?
   
Giuseppe Maria Pelizza

«Ridoni Dio al mondo»
   
Luigi M. De Candido

“Regina del rosario...”
   
mons. Renato Boccardo

Come roccia scabra
   
Maria Di Lorenzo

Bisogna imparare a tacere
   
Luisa Tarabra

Informazioni

Annotazioni

Scaffale

O Donna gloriosa
   
Corrrrado MAGGIONI

Famiglia Paolina
   Giovanni Perego

Madre di Dio n. 5 giugno 2013- Copertina

 Copertina

  di GIOVANNI CIRAVEGNA

È la prima missionaria del Vangelo

«Erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme [...] a Maria, la madre di Gesù» (At 1,14).

«M aestra e Regina di ogni apostolato! ». Chissà quante volte il beato Giacomo Alberione avrà invocato Maria con questa forma litanica e proposto come preghiera e modello nelle sue meditazioni e nei suoi scritti. Proprio a questo titolo mariano il Fondatore della Famiglia paolina volle erigere a Roma il grande Santuario in onore della Regina degli apostoli, per assolvere il voto fatto negli anni terribili della guerra: «Affido la vostra vita alla Regina degli apostoli. Se ci salverà, erigeremo per lei un tempio degno della sua misericordia». Il Tempio venne ufficialmente dedicato il 30 novembre 1954. «Maria viene chiamata ed è Regina apostolorum e di ogni apostolato per quattro motivi», si legge in uno scritto stilato dal sacerdote Alberione nel 1950: Maria ha compiuto e compie tutto quello che compiono tutti gli apostoli insieme; Maria ha l’ufficio di formare, sostenere e coronare di frutti gli apostoli in tutti i tempi; Maria è regina degli apostoli perché per suo tramite si deve operare la cristianizzazione del mondo; Maria, oltre gli apostolati generali, esercitò ed esercita apostolati particolari, e ne vengono enumerati alcuni: la vita interiore, la preghiera, il buon esempio, la sofferenza, la parola, l’azione.

A proposito di azione, don Alberione scriveva che dopo l’Ascensione, nel Cenacolo, «mentre la Chiesa faceva i primi passi, nel periodo delle prime opposizioni e delle incertezze, Maria era la consolazione, il conforto, il sostegno degli apostoli». È quanto intende esprimere la nostra icona.

C. Verra, Regina
apostolorum
(1923), Tempio di san
Paolo, Alba (Cuneo).

C. Verra, Regina apostolorum (1923), Tempio di san Paolo, Alba (Cuneo).

Il fuoco sulla terra. L’icona che contempliamo, commenta l’autore Antonio Bongiorno, presenta «una sintesi del mistero pasquale con al centro la Vergine Maria e alcune donne che erano con lei. Maria è in atteggiamento orante, con le braccia alzate, rivolte verso il cielo. La sua figura è maestosa e primeggia come una regina tra tutte le figure rappresentate. Ella invita la comunità degli apostoli ad attendere in preghiera assidua e concorde il dono dello Spirito». Sotto il cerchio di Cristo benedicente, in un quadro di luce sfolgorante, i colori scelti dall’iconografo assumono un particolare valore per esprimere la “funzione ecclesiale” di tutti i personaggi. Maria è posta al centro, ove convergono cielo e terra e la semplicità della veste della Theotokos è quasi in contrasto con i colori sfolgoranti degli apostoli che esprimono la gioia dell’evento: il verde della terra, il rosso della grazia dello Spirito Santo e l’oro della gloria di Dio. Divisi in due gruppi, gli apostoli a sinistra esprimono un evidente movimento, sotto la guida di san Pietro; quelli di destra, insieme con san Paolo, sono raffigurati in atteggiamento più contemplativo. Tutti poggiano i loro piedi sulla roccia sicura che è Cristo. Le braccia aperte di Maria stanno a indicare la fede della Madre di Dio che attende, sicura di ricevere le grazie dall’alto per dispensarle a tutta l’umanità. È Maria che attende e prega e insegna agli apostoli a pregare; è Maria che sembra voler dire a tutti: «Andate e portate la gioia del Vangelo!».

copertina madre novembre 2013

Per questo «Maria può essere chiamata Apostolo», come si legge in un’omelia di Severo, patriarca di Antiochia, perché ha esercitato tale ministero «pur rimanendo silenziosa, mediante il suo parto singolare ed eccezionale, mediante il suo concepimento senza uguale che ha fatto di lei la madre e la radice della predicazione evangelica».

Giovanni Ciravegna