Madre di Dio

n. 9 novembre 2013

 Orazione amata

 Via al cielo
   Madì Drello

 È la prima missionaria del Vangelo
   Giovanni Ciravegna

Pii esercizi? Sì, grazie!
   Giuseppe Daminelli

Icona della compassione
   
Salvatore M. Perrella

Nella tua casa...
   Vincenzo Avvinti

Recuperare il senso della vita
   a.s.

Formatrice del Santo e dei santi
   Sergio Gaspari

Ogni giorno in ascolto della Parola
   Ennio Staid

Fatti e persone
   

La festa del congedo?
   
Giuseppe Maria Pelizza

«Ridoni Dio al mondo»
   
Luigi M. De Candido

“Regina del rosario...”
   
mons. Renato Boccardo

Come roccia scabra
   
Maria Di Lorenzo

Bisogna imparare a tacere
   
Luisa Tarabra

Informazioni

Annotazioni

Scaffale

O Donna gloriosa
   
Corrrrado MAGGIONI

Famiglia Paolina
   Giovanni Perego

Madre di Dio n. 5 giugno 2013- Copertina

 Celebrando il Signore lodiamo Maria

  di SERGIO GASPARI, smm

Formatrice del Santo e dei santi

Ogni vero figlio della Chiesa deve avere Dio per padre e la Vergine per madre.

È san Luca pittore del volto di Maria o, più verosimilmente, Maria pittrice del volto di Cristo in san Luca? Nella chiesa di Santa Maria del Popolo in Roma, Bernardino di Betto, detto Pinturicchio (+1513), in un affresco dipinge san Luca mentre ritrae la Vergine. Non sappiamo se ciò corrisponda a verità. È comunque certo che Maria è pittrice del volto di Cristo in Luca. «Madre nell’ordine della grazia» e colei che ha cooperato «per restaurare la vita soprannaturale nelle anime» (LG 61), la Vergine – insegna Paolo VI – riproduce «nei figli i lineamenti spirituali del Figlio primogenito » (Marialis cultus, 57): delinea in essi i tratti fisionomici di Gesù. Ella, che è stata formatrice del Santo di Dio, è formatrice dei santi, colei quindi che nella Chiesa produce frutti di santità nei candidati alla santità. Signora dei santi, Gloria dei santi, Regina di tutti i santi, è invocata Maestra di santità e garante di un sicuro cammino verso la santità. Dio Padre nello Spirito con Maria forma il Figlio e i figli, poiché ella è madre del Christus totus: Cristo capo e il suo corpo ecclesiale. Del resto, «il capo e le membra nascono da una stessa Madre». Riflessione, questa, tipica di san Luigi M. Grignion di Montfort, ma affonda le sue radici nella dottrina della Chiesa.

Beato Angelico, Incoronazione della Vergine e santi (1432 circa),
Galleria degli Uffizi, Firenze

Beato Angelico, Incoronazione della Vergine e santi (1432 circa), Galleria degli Uffizi, Firenze

1. Sguardo alla tradizione della Chiesa. Nell’enciclica Redemptoris Mater (= RM) n. 20, mostrando Maria nostra madre, Giovanni Paolo II cita sant’Agostino d’Ippona (+430), che predicava: «Cristo verità nella mente di Maria, Cristo carne nel grembo di Maria». Su questo sfondo Agostino continuava: Maria ha generato il corpo di Cristo, ma noi battezzati siamo il corpo di Cristo. L’Ipponate chiedeva ai suoi fedeli (forse alcuni nutrivano qualche dubbio sulle relazioni tra Maria madre del Capo e madre delle membra): «In che modo non avreste niente a che fare con il parto di Maria se siete membra di Cristo?». Ed incalzava: «Come mai, vi domando, Maria è madre di Cristo, se non perché ha partorito le membra di Cristo? Membra di Cristo siete voi, ai quali io parlo». Agostino concludeva precisando: Maria «è invece senza alcun dubbio Madre delle sue membra, che siamo noi, nel senso che ha cooperato con la carità alla nascita dei fedeli della Chiesa, i quali di quel corpo sono le membra».

San Bonaventura (+1274) insegnava: «Tutto il popolo cristiano viene prodotto (productus) nel seno della Vergine santissima». Poi precisava: il Verbo prende forma di uomo nel grembo della Vergine. E ogni credente diventa cristiano in Cristo, se si lascia formare da Maria nel grembo della sua fede. J.-J. Olier (+1657), fondatore della Compagnia dei sacerdoti di san Sulpizio in Parigi, affermava che la Vergine porta nel proprio seno tutte le creature poiché, come il Verbo incarnato, anche i cristiani sono formati nel suo grembo materno. Nell’enciclica Ad diem illum (1904), facendo sua la dottrina del Montfort, Pio X (+ 1914) scriveva: «Tutti noi, dunque, che siamo uniti a Cristo e, al dire dell’Apostolo, membra del corpo di lui, della sua carne e delle sue ossa, siamo usciti dal seno di Maria, e a somiglianza di un corpo unito al suo capo».

Pio XII (+1958) nel 1943 aggiungeva: «Colei che quanto al corpo era la Madre del nostro Capo, poté divenire, quanto allo spirito, Madre di tutte le sue membra» (Mystici corporis Christi, Epilogo). La protestante France Quéré nel 1982, azzardando un rilancio mariologico, spiegava: «Maria ha messo al mondo Gesù e adesso (nozze di Cana) mette al mondo il Cristo». La Madre si rivolge al Figlio perché intervenga e ai servi per indirizzarli a Gesù. Vuol dire che a Cana, nel fondare la fede degli apostoli, Maria mette al mondo il Cristo totale: Gesù e i discepoli.

Il Concilio vaticano II insegna: Maria è «veramente Madre delle membra (di Cristo)... perché cooperò con amore affinché i fedeli, che sono le membra di quel Capo, nascessero nella Chiesa» (LG 53). Il 21 novembre 1964 Paolo VI rilevava che Maria è Madre della Chiesa poiché ella «è Madre di colui che, fin dal primo istante dell’incarnazione nel suo seno verginale, ha unito a sé come capo il suo corpo mistico che è la Chiesa». Giovanni Paolo II nel 1987 ribadiva: nella sua «materna carità», la Vergine «si prende cura dei fratelli del Figlio suo», «alla cui rigenerazione e formazione ella coopera» (RM 45).

Sulla scia del Montfort, Giovanni Paolo II nel 1993 esplicitava: «Concependo il Capo», Maria «concepiva la Chiesa»: accoglieva cioè insieme con lui, almeno oggettivamente, anche noi, che siamo le sue membra. In una lettera apostolica ai Missionari monfortani (2003), Giovanni Paolo II scriveva nel n. 5: «La dottrina del Corpo mistico, che esprime nel modo più forte l’unione di Cristo con la Chiesa, è anche il fondamento biblico di questa affermazione: “Il Capo e le membra nascono da una stessa Madre” (Trattato del Montfort = VD 32), ci ricorda san Luigi Maria. In questo senso ogni vero figlio della Chiesa deve avere Dio per padre e Maria per madre» (cf Segreto di Maria del Montfort = SM 11).

B. Gozzoli, Madonna tra angeli e santi
(sec. XV), National Gallery, Londra.

B. Gozzoli, Madonna tra angeli e santi (sec. XV), National Gallery, Londra.

2. Formatrice dei santi secondo Montfort. Montfort sostiene che Dio Padre ha dato a Maria «il potere di generare il suo Figlio e tutti i membri del suo corpo mistico» (VD 17), poiché egli «vuole avere figli per mezzo di Maria sino alla fine del mondo» (VD 29). Poi Montfort spiega: «Maria è il magnifico stampo di Dio, modellato dallo Spirito Santo sia per formare un uomo-Dio, come è avvenuto nell’incarnazione, sia per formare dell’uomo un Dio per mezzo della grazia» (SM 17). Rivolgendosi poi allo Spirito, Montfort chiede: «Spirito Santo, ricordati di generare e formare figli di Dio con Maria... Hai formato in lei e con lei il Capo degli eletti, perciò con lei e in lei devi formare tutte le sue membra» (Preghiera infocata, 15). E continua: come in unione con lo Spirito Santo, Maria ha collaborato all’incarnazione del Verbo, «così la formazione e l’educazione dei grandi santi... sono riservate a lei, poiché soltanto questa Vergine singolare e miracolosa può produrre, insieme allo Spirito Santo, le cose singolari e straordinarie» (VD 35). Montfort prima aveva annotato: «Tutti i predestinati, per essere conformi all’immagine del Figlio di Dio, sono nascosti, mentre vivono quaggiù, nel grembo della Santissima Vergine. Questa Madre amorevole li custodisce, nutre e fa crescere sino a che non li rigeneri alla gloria, dopo la morte che è veramente il giorno della loro nascita» (VD 33).

Conclusione. Per san Bonaventura, «nessun santo si è mai salvato, anzi santificato, senza l’opera mediatrice ed esemplare di Maria». Montfort aggiunge: «Nessuno, al di fuori di Maria, ha trovato grazia davanti a Dio per sé e per tutto il genere umano. Nessuno, al di fuori di lei, ha avuto il potere di incarnare e far nascere l’eterna Sapienza e può ancora oggi, in collaborazione con lo Spirito Santo, incarnarla, per così dire, nei predestinati» (ASE 203).

Montfort rileva anche: «Come nella generazione naturale e fisica c’è un padre e una madre, così nella generazione soprannaturale e spirituale c’è un padre che è Dio e una madre che è Maria» (VD 30). Pertanto, per avere Dio per padre e Maria per madre, occorre lasciarsi modellare dal Signore, come i santi, in Maria che è «un luogo santo, anzi il Santo dei santi, dove i santi si sono formati e modellati» (VD 218). Ella è «stampo adatto a formare e modellare degli dèi. Chi è gettato in questo stampo divino, vien presto formato e modellato in Gesù Cristo, e Gesù Cristo in lui» (VD 219): è in grado di diventare «una copia al naturale di Gesù Cristo» (VD 220).

Sergio Gaspari, smm