Madre di Dio

n. 9 novembre 2013

 Orazione amata

 Via al cielo
   Madì Drello

 È la prima missionaria del Vangelo
   Giovanni Ciravegna

Pii esercizi? Sì, grazie!
   Giuseppe Daminelli

Icona della compassione
   
Salvatore M. Perrella

Nella tua casa...
   Vincenzo Avvinti

Recuperare il senso della vita
   a.s.

Formatrice del Santo e dei santi
   Sergio Gaspari

Ogni giorno in ascolto della Parola
   Ennio Staid

Fatti e persone
   

La festa del congedo?
   
Giuseppe Maria Pelizza

«Ridoni Dio al mondo»
   
Luigi M. De Candido

“Regina del rosario...”
   
mons. Renato Boccardo

Come roccia scabra
   
Maria Di Lorenzo

Bisogna imparare a tacere
   
Luisa Tarabra

Informazioni

Annotazioni

Scaffale

O Donna gloriosa
   
Corrrrado MAGGIONI

Famiglia Paolina
   Giovanni Perego

Madre di Dio n. 5 giugno 2013- Copertina

 Un canto per Maria

  a cura di MARIO MOSCATELLO e GIUSEPPE TARABRA

Bisogna imparare a tacere

«Passare del tempo in silenzio ringiovanisce individui e popoli» (Cesare Pavese).

Nel libro Ogni parola è un seme (Rizzoli 2005, pp. 126, H 7,50) di Susanna Tamaro si legge: «Viviamo nell’età del massimo benessere e della tangibile insoddisfazione, dell’estrema sicurezza e delle incontrollabili paure. [...] Un tempo di grandi inquietudini spirituali. [...] Il silenzio è morto e scomparendo ha trascinato con sé tutto ciò che costituisce il fondamento dell’essere umano».

Più di duemila anni fa «nel silenzio è scesa l’ombra dell’Altissimo»: l’arcangelo Gabriele si è presentato alla più umile di tutte le creature per avvertirla che era chiamata a diventare la madre di Dio; le ha rivolto, poi, il più grande e il più lieto saluto della storia di tutti i tempi che tradotto dai testi primitivi risulta così: «Allietati, o tutta piena di grazia, il Signore è con te».

Ancora oggi lasciarsi trasportare dal fascino idilliaco del silenzio reca pace, serenità, gioia; è importante, nella caotica e frastornata società odierna, ri-scoprire il valore del silenzio e ascoltare la voce di Dio che parla costantemente al nostro cuore. Oggi far riferimento a Maria come colei che ha detto sì, che si è fidata di Dio donando se stessa, è come riempire la nostra vita di Gesù, rispondendo affermativamente quando ci chiama per nome, quando ci chiede di essere presenti in modo collaborativo nella famiglia, nella comunità parrocchiale, nel lavoro.

D. Bouts,
L’Annunciazione
(part. del Trittico
della Vergine,
sec. XV), Museo
del Prado, Madrid.

D. Bouts, L’Annunciazione (part. del Trittico della Vergine, sec. XV), Museo del Prado, Madrid.

La struttura del canto Scende nel silenzio (di ignoto)e il percorso ritmico/melodico di facile interiorizzazione prevedono un’esecuzione comunitaria e assembleare. Le strofe procedono con scioltezza e linearità, creando un incastro naturale tra parole e suoni: gli accenti forti e deboli che caratterizzano il metro composto vanno evidenziati con garbo per accompagnare la spontanea espressività della melodia. Alla battuta sei, sul dittongo “Dio”, è consigliabile una pronuncia chiara, quasi come se fosse inserita una seconda nota. Dal momento che il canto delle strofe può essere affidato a una voce solista o a un coretto, è possibile giocare leggermente sulla variazione di colore: alla prima frase dolce, suggestiva, più contenuta anche nell’intensità di suono, se ne accosta una seconda più decisa.

Di diversa impostazione è il ritornello: più corale e collettivo, più sonoro e maestoso; l’inserimento di una seconda voce, sopra la melodia principale, delinea un rapporto vocale di terze sovrapposte che crea pienezza e corposità. L’effetto sonoro del ritornello è strettamente collegato all’interpretazione testuale ricavata dal Vangelo di Luca. Le prime due battute, riservate al saluto, sono definite, quasi come per dire: «Ascolta, o figlia, guarda e porgi il tuo orecchio» (Salmo 45,11); poi si rivela la piena abbondanza della grazia in Maria, riproponendo lo stesso ritmo delle due battute precedenti con un’unica variazione melodica sulla nota finale. Successivamente si evidenzia un ritmo più incalzante accompagnato prima da una progressione e poi da un finale melodicamente più incisivo.

Nella progressione si esalta l’espressione: «Il Signore è con te» che suggerisce la certezza di Maria per la presenza di Dio in lei; nel finale si esprime quanto Maria fosse degna per la richiesta che le è stata rivolta. In questo punto è possibile effettuare una lieve esitazione ritmica, con una chiusura forte anche per evidenziare il cambio di interlocutore: «Tu sei benedetta fra le donne» è un’affermazione non pronunciata dall’angelo, ma solo da Elisabetta (Lc 1,42).


SCENDE NEL SILENZIO


Scende nel silenzio
l’ombra dell’Altissimo.
Ora tu sei madre di Dio
e Dio dimora in te.

Ave Maria, piena di grazia;
il Signore è con te, benedetta tu.


Prima di ogni cosa,
luce dell’eternità
ora tra noi risplenderà.
Maria, risplende in te. Rit.

Viene per il mondo,
viene tra gli uomini.
Vita per chi l’accoglierà,
Maria tu hai detto sì. Rit.

Luisa Tarabra