Madre di Dio

n. 9 novembre 2013

 Orazione amata

 Via al cielo
   Madì Drello

 È la prima missionaria del Vangelo
   Giovanni Ciravegna

Pii esercizi? Sì, grazie!
   Giuseppe Daminelli

Icona della compassione
   
Salvatore M. Perrella

Nella tua casa...
   Vincenzo Avvinti

Recuperare il senso della vita
   a.s.

Formatrice del Santo e dei santi
   Sergio Gaspari

Ogni giorno in ascolto della Parola
   Ennio Staid

Fatti e persone
   

La festa del congedo?
   
Giuseppe Maria Pelizza

«Ridoni Dio al mondo»
   
Luigi M. De Candido

“Regina del rosario...”
   
mons. Renato Boccardo

Come roccia scabra
   
Maria Di Lorenzo

Bisogna imparare a tacere
   
Luisa Tarabra

Informazioni

Annotazioni

Scaffale

O Donna gloriosa
   
Corrrrado MAGGIONI

Famiglia Paolina
   Giovanni Perego

Madre di Dio n. 5 giugno 2013- Copertina

Autore

 a.s.

Recuperare il senso della vita

«Solo l’uomo che si affida totalmente a Dio trova la vera libertà» (Benedetto XVI).

«Benedetto XVI», annota l’autore nell’Introduzione (A. Serra, Pregare il “Padre nostro” con Maria. Meditazioni per l’Anno della fede, San Paolo 2013, pp. 144, H 12,00), «con la lettera apostolica Porta fidei (11.10.2011), ha indetto l’Anno della fede, che sottende i suoi estremi dall’11 ottobre 2012 (cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio vaticano II) al 24 novembre 2013 (Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, re dell’universo).

La prima di copertina
del volume Pregare
il “Padre nostro”
con Maria.

La prima di copertina del volume Pregare il “Padre nostro” con Maria.


«Al n. 13 del suddetto documento, Joseph Ratzinger scrive: “Con fede Maria assaporò i frutti della risurrezione di Gesù e, custodendo ogni ricordo nel suo cuore (cf Lc 2,19.51), lo trasmise ai Dodici riuniti con lei nel Cenacolo per ricevere lo Spirito Santo (cf At 1,14; 2,1-4)”. Poi, al n. 15, conclude così la sua Lettera: “Affidiamo alla Madre di Dio, proclamata beata perché ha creduto (Lc 1,45), questo tempo di grazia”. «Su invito di Benedetto XVI, la Congregazione per la dottrina della fede il 6 gennaio 2012 ha emesso una Nota con indicazioni pastorali per l’Anno della fede. Al paragrafo I/3, leggiamo che “...a livello di Chiesa universale... nel corso di quest’Anno sarà utile invitare i fedeli a rivolgersi con particolare devozione a Maria, figura della Chiesa, che in sé compendia e irraggia le principali verità della fede (Lumen gentium, 65). È dunque da incoraggiare ogni iniziativa che aiuti i fedeli a riconoscere il ruolo particolare di Maria nel mistero della salvezza, ad amarla filialmente e a seguirne la fede e la virtù”.

«Sono indubbiamente suggestivi i termini coi quali Joseph Ratzinger tratteggia l’icona di Maria, che “...con fede... assaporò i frutti della risurrezione di Gesù... custodendo ogni ricordo nel suo cuore”, in comunione con la Chiesa apostolica delle origini. In realtà, è convinzione diffusa che, dopo la risurrezione, Maria va situata in mezzo ai discepoli, coi quali scopre la portata di questa notizia straordinaria e in mezzo ai quali cerca i modi di annunciarla. Ella, afferma Benedetto XVI, “…ha sostenuto i primi testimoni del suo Figlio nella predicazione della Buona Novella”.

JOSE LUIS PELAEZ, INC. / BLEND IMAGES / CORBIS

«Fra i ricordi custoditi da Maria, non poteva mancare la preghiera insegnata da Gesù stesso ai suoi discepoli (cf Lc 11,1-2). Il Catechismo della Chiesa cattolica (tanto raccomandato da Benedetto XVI), dedica a questa “Orazione domenicale” l’intera sezione conclusiva, densa di ben 106 paragrafi (nn. 2759-2865). «Da parte mia, sul filo della testimonianza resa dalle Scritture sante alla Madre di Gesù, ho pensato di trarre alcune riflessioni che ci aiutino a ripensare il Padre nostro con sensibilità mariana. Per quanto esile, anche questa potrebbe essere una delle “iniziative” auspicate per ringiovanire “la gioia e il rinnovato entusiasmo dell’incontro con Cristo”» (Porta fidei, 2). [...].

«È logico pensare che nell’intenzione di Benedetto XVI un Anno della fede debba risolversi in un anno di impegno per recuperare il senso della vita: da dove veniamo, dove siamo diretti, in definitiva chi siamo? [...] E siccome Maria è la faccia che a Cristo più si somiglia, ogni discorso sulla persona umana comporta necessariamente anche una dimensione mariana. Sì, onorando Maria diciamo sempre qualcosa su noi stessi. La riscoperta della sua figura si dilata in orizzonti esaltanti della nostra vocazione: quella di essere “...collaboratori di Dio” (1Cor 3,9), perché venga il suo Regno» (pp. 5-10).

a.s.