Madre di Dio

n. 9 novembre 2013

 Orazione amata

 Via al cielo
   Madì Drello

 È la prima missionaria del Vangelo
   Giovanni Ciravegna

Pii esercizi? Sì, grazie!
   Giuseppe Daminelli

Icona della compassione
   
Salvatore M. Perrella

Nella tua casa...
   Vincenzo Avvinti

Recuperare il senso della vita
   a.s.

Formatrice del Santo e dei santi
   Sergio Gaspari

Ogni giorno in ascolto della Parola
   Ennio Staid

Fatti e persone
   

La festa del congedo?
   
Giuseppe Maria Pelizza

«Ridoni Dio al mondo»
   
Luigi M. De Candido

“Regina del rosario...”
   
mons. Renato Boccardo

Come roccia scabra
   
Maria Di Lorenzo

Bisogna imparare a tacere
   
Luisa Tarabra

Informazioni

Annotazioni

Scaffale

O Donna gloriosa
   
Corrrrado MAGGIONI

Famiglia Paolina
   Giovanni Perego

Madre di Dio n. 5 giugno 2013- Copertina

 Annotazioni

 

«Una cosa che mi impressiona in Maria è la fedeltà, anche quando le cose sembravano il contrario di quello che le era stato detto» (servo di Dio Luigi Giussani).

Una presenza d’importanza fondamentale

Memoria mariana di origine devozionale, la Presentazione della beata Vergine Maria (giovedì 21 novembre 2013) si collega a una pia tradizione attestata dal Protovangelo di Giacomo. La celebrazione liturgica, che risale al secolo VI in Oriente e al secolo XIV in Occidente, dà risalto alla prima donazione totale che Maria fece di sé, divenendo modello di ogni anima che si consacra al Signore.

Nell’Udienza generale di mercoledì 29 marzo 1995, il beato Giovanni Paolo II così si esprimeva: «Il rapporto con Maria santissima, che ogni fedele ha in conseguenza della sua unione con Cristo, risulta ancora più accentuato nella vita delle persone consacrate. Si tratta di un aspetto essenziale della loro spiritualità più direttamente espresso nel titolo stesso di alcuni istituti, che assumono il nome di Maria per dirsi suoi “figli” o “figlie”, “servi” o “ancelle”, “apostoli” o “apostole”. Non pochi di essi riconoscono e proclamano il legame con Maria come particolarmente radicato nella loro tradizione di dottrina e di devozione, fin dalle origini. In tutti vi è la convinzione che la presenza di Maria abbia un’importanza fondamentale sia per la vita spirituale di ogni singola anima consacrata, sia per la consistenza, l’unità, il progresso di tutta la comunità.

 

«Vi sono solide ragioni di ciò nella stessa Sacra Scrittura. Nell’Annunciazione Maria è qualificata dall’angelo Gabriele come piena di grazia, con esplicito richiamo all’azione sovrana e gratuita della grazia. [...] Maria ricorda ai consacrati che la grazia della vocazione è un favore che essi non meritano. È Dio che li ha amati per primo, in virtù di un amore gratuito, che deve suscitare la loro azione di grazie.

«Maria è anche il modello dell’accoglienza della grazia da parte della creatura umana. [...] Col suo esempio insegna ai consacrati a non sciupare nulla delle grazie ricevute, a dare risposte sempre più generose alla donazione divina, a lasciarsi ispirare, muovere e condurre dallo Spirito Santo.

«Maria è “colei che ha creduto…”, come riconosce la cugina Elisabetta. [...] Anche coloro che accettano la chiamata alla vita consacrata hanno bisogno di una grande fede. Per impegnarsi nella via dei consigli evangelici, bisogna credere in colui che chiama a viverli e nel destino superiore che egli offre. […] Maria, modello della fede, guida dunque i consacrati nella via della fede.

«Maria è la Vergine delle vergini (Virgo virginum). Essa è stata riconosciuta, fin dai primi secoli della Chiesa, come modello della verginità consacrata. [...] L’esempio di Maria fa comprendere la bellezza della verginità e incoraggia i chiamati alla vita consacrata a seguire questa via. È l’ora di rivalutare, alla luce di Maria, la verginità. È l’ora di riproporla ai ragazzi e alle ragazze come un serio progetto di vita. Maria sostiene col suo aiuto coloro che vi si impegnano, fa apparire loro la nobiltà del dono totale del cuore a Dio e rafforza continuamente la loro fedeltà anche nelle ore di difficoltà e di pericolo.

«Maria si è interamente dedicata al servizio di suo Figlio per anni e anni. <sc300,91...] Essa mostra ai consacrati la via della dedizione a Cristo nella Chiesa come famiglia di fede, di carità e di speranza, e ottiene per essi le meraviglie della manifestazione del potere sovrano di suo Figlio.

«La nuova maternità conferita a Maria sul Calvario è un dono che arricchisce tutti i cristiani, ma ha un valore più accentuato per i consacrati. [...] Maria si comporta da madre molto attenta ad aiutare coloro che hanno offerto a Cristo tutto il loro amore. Essa è piena di sollecitudine nelle loro necessità spirituali. Essa soccorre anche le comunità, come spesso attesta la storia degli istituti religiosi. [...] Le parole di Gesù al discepolo prediletto: “Ecco la tua madre!”, assumono particolare profondità nella vita delle persone consacrate. [...] Soprattutto esse devono farle posto nel loro cuore e nella loro vita. Devono cercare di sviluppare sempre più le loro relazioni con Maria, modello e madre della Chiesa, modello e madre delle comunità, modello e madre di ciascuno di coloro che Cristo chiama a seguirlo».

Red.