Madre di Dio

n. 4 maggio 2013

 «Ho due donne»

 Nel quotidiano
   Madì Drello

 Riflettere, comprendere, custodire
   Giovanni Ciravegna

I fermenti preconciliari
   Giuseppe Daminelli

Maria, icona della fede
   
Salvatore M. Perrella

Lodi alla Vergine
   Corrado Maggioni

Quel capolavoro di Dio
   c.s.

Insegna il culto totale
   Sergio Gaspari

"Ci manca la capacità di sperare"
   Ennio Staid

Fatti e persone
   

"Appunti per il dopo"
   
Giuseppe Maria Pelizza

Missione come servizio
   
Luigi M. De Candido

Ritornare al Signore
   
Salvatore Cernuzio

Un'amica fedele
   
Maria Di Lorenzo

"Tu, pace di questo cuore"
   
Luisa Tarabra

Informazioni

Annotazioni

Scaffale

"Regina dei confessori..."
   
mons. Claudio Giuliodori

Famiglia Paolina
   Giovanni Perego

La Madre di Dio nella musica
   Franco Careglio

Madre di Dio n. 4 maggio 2013- Copertina

 L'autore

  di E. S.

Quel capolavoro di Dio

«È lei che è diventata per noi mediatrice di tutti i beni. In lei Dio si è fatto uomo e l'uomo Dio» (san Giovanni Damasceno).

Il volume Fede e devozione mariana nell'Impero bizantino. Dal periodo postpatristico alla caduta dell'Impero (1453) del marianista Luigi Gambero (San Paolo 2012, pp. 480,H29,00) illustra le vicende della dottrina e della devozione mariana nel periodo in cui la Chiesa bizantina, superate le difficoltà derivanti dalla controversia iconoclasta, ha ripreso a fare blocco con l'autorità imperiale contribuendo alla maturazione di un periodo storico conosciuto come l'età aurea dell'Impero bizantino, che ebbe il suo apogeo durante il regno di Basilio II (976-1025).

La prima di copertina del volume di Luigi Gambero, sm.

La prima di copertina del volume di Luigi Gambero, sm.

In un contesto ecclesiale così positivo, la dottrina mariana, fedele alla tradizione efesino-calcedonese, si traduceva nella pratica di una sentita devozione verso la Vergine Maria e si esprimeva in atti di culto particolarmente coinvolgenti: solenni liturgie; celebrazioni nelle chiese a lei dedicate, quali i due famosi Santuari costantinopolitani delle Blacherne («Un fattore di incremento della pietà mariana», annota l'autore, «era indubbiamente la presenza a Costantinopoli di due celebri reliquie che, secondo la tradizione, la Vergine ha lasciato sulla terra prima della sua salita al cielo: il manto o velo [maphorion] e la cintura [zone]. Il manto veniva conservato nel Santuario delle Blacherne che si pensa fosse stato edificato nel V secolo dall'imperatrice Pulcheria, moglie di Teodosio II, proprio allo scopo di custodire la preziosa reliquia. [...] Dell'edificio, distrutto da un incendio nel 1434, non rimangono attualmente ruderi visibili. [...] Nel Santuario era stata dipinta anche una celeberrima icona, detta appunto Blachernitissa, che ha dato origine al tipo iconografico che porta questo nome e che raffigura la Vergine Madre con una sorta di medaglione sul petto, nel quale è dipinta l'immagine del Cristo fanciullo. L'icona oggi è chiamata anche la Theotokos del Segno, di cui la storia dell'iconografia è in grado di esibire numerosi esemplari»); e di Chalkoprateia («L'altra famosa reliquia», annota ancora l'autore, «ossia la cintura della Vergine, si venerava nel Santuario di Chalkoprateia, situato nelle immediate vicinanze di Santa Sofia e della Basilica-Cisterna. Il termine Chalkoprateia deriva dal quartiere in cui si trovava la chiesa, quello dei fabbricanti di oggetti in bronzo e altri metalli. Neppure questo edificio ha superato la prova del tempo, dei terremoti e delle devastazioni umane. Le ricerche archeologiche hanno accertato che sulle sue fondamenta è stata costruita una moschea nota sotto il nome della sultana Zeyneb»); una straordinaria fioritura della poesia mariana a uso liturgico; un culto delle icone mariane molto sentito; un calendario ricco di feste in onore di Maria, che incrementavano la produzione di un'abbondante letteratura omiletica da parte non solo dei pastori della Chiesa, ma anche di personalità laiche, imperatori compresi.

Ignoto, La Vergine Maria e Gesù, Cattedrale di san Pietro e di san Paolo (1712-1733), San Pietroburgo (Russia, foto © PASCAL DELOCHE / GODONG / CORBIS).

Ignoto, La Vergine Maria e Gesù, Cattedrale di san Pietro e di san Paolo (1712-1733), San Pietroburgo (Russia, foto © PASCAL DELOCHE / GODONG / CORBIS).

Dei 37 autori antologizzati (Giovanni di Eubea, Cosma di Maiuma, Epifanio monaco, Tarasio di Costantinopoli, Teodoro Studita, Cosma Vestitor, Teognosto, Giorgio di Nicomedia, Giuseppe Innografo, Fozio, Leone VI il Saggio, Eutimo di Costantinopoli, Niceta Paflagone, Pietro d'Argo, Giovanni Geometra, Simeone Metafraste, Michele Psello, Giovanni Mauropode, Teofilatto di Ochrida, Giovanni Fournes, Michele Glykas, Neofito il Recluso, Germano di Costantinopoli, Giovanni Thekaras, Teodoro II Dukas Lascaris, Niceforo Callisto Xantopulo, Gregorio Palamas, Teofane Niceno, Nicola Cabasilas, Isidoro Glabas, Nifone ieromonaco,Manuel II Paleologo, Giuseppe Briennio, Giovanni Canano, Demetrio Crisolora, Marco Eugenio di Efeso, Giorgio Scholarios) – con uno/due brani – sono presentati la vita, il pensiero e le opere. Il volume di Luigi Gambero, uno dei maggiori esperti mondiali in mariologia, può rivestire particolare interesse per docenti e studenti di Facoltà teologiche, ricercatori e storici.

c.s.