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N. 1 gennaio 2012
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Alla scuola di Maria Nel profondo
silenzio
del cuore «Non abbiate paura di proclamare, in ogni circostanza, il Vangelo della croce. Non abbiate paura di andare controcorrente!» (beato Giovanni Paolo II). Alle parole dell'Arcangelo, «Il Signore è con te» (Lc 1,28), Maria «rimase turbata» (Lc 1,29). Succede un po' sempre così, quando il Signore chiama a qualche missione. Ma ecco subito le parole dell'Arcangelo: «Non temere, Maria» (Lc 1,30). È l'invito a non aver paura, ma ad aver coraggio e fiducia: se il Signore ti chiama, o Maria, sarà con te. E Maria chiede solo un chiarimento: «Come è possibile?» (Lc 1,34). E poi la sua risposta chiara e piena: «Eccomi, sono la serva del Signore» (Lc 1,38).
Ignoto, Visione e vocazione del profeta Ezechiele (miniatura armena del sec. XVII), monastero mechitarista di San Lazzaro degli armeni, Venezia (foto BERTOTTI). Succede anche oggi, e un po' tanto, la paura di fronte al Signore che chiama. La paura, soprattutto dei giovani, di fronte ad una speciale vocazione. In un libro, il gesuita e teologo André Manaranche scrisse di sei paure che possono sorgere (una o l'altra o più di una) in colui che Cristo chiama. Eccone un cenno. 1) «Non sono libero». Ho già fatto le mie scelte. Già fatto il mio piano. Già data la parola. Già impegnato. Ve la immaginate Maria rispondere all'arcangelo Gabriele: «Sono desolata. Sono già impegnata con Giuseppe. Ma troverai certamente nel villaggio una giovane che sia libera e che sarà certamente felice della tua proposta». 2) «Non sono capace». Qui uno si fa forte dell'incompetenza, nascondendo la poca voglia o il timor panico. È stato il caso di Mosè, del profeta Geremia, del profeta Ezechiele. 3) «Non sono degno». Con questa scusa uno spera di intrappolare Dio nel laccio della propria umiltà. 4) «Non vedo dove questo mi porterà». Si vuole aderire, certo, ma… e poi? Si vogliono garanzie per poter svolgere questo o quell'altro compito preciso. Magari un compito su mia misura. 5) «Non ho sufficienti garanzie umane». 6) «Ho paura di fare fiasco». «Guidami, Signore, alla scoperta del mio cuore, troppo spesso immerso nel frastuono del mondo e diviso da mille attività ed attrazioni. Possa il mio cuore percepire la forza del tuo amore e far rifiorire ogni giorno la speranza. Guidami, Signore, alla ricerca coraggiosa della verità, che è presente in me e negli altri, ma viene offuscata e mistificata da atteggiamenti superficiali ed evasivi. Il desiderio della verità "tutta intera" possa rendere al mondo e agli uomini quella libertà che è condizione indispensabile per l'autenticità e la maturazione della vita. Guidami, Signore, al servizio verso gli altri, svolto con sincera dedizione e con profonda umiltà. Nello stile di Gesù, servo, aiutami ogni giorno a ricominciare, con la forza e la convinzione che solo nel dono verso l'altro è possibile edificare la giustizia e la concordia. Guidami, Signore, alla testimonianza della tua Parola, che deve poter brillare come luce nel mio cammino. Alle parole inutili che riempiono le mie giornate, sostituisci la tua Parola di vita, che infonde coraggio e crea vera amicizia. Guidami, Signore, al progetto che hai su di me, alla scoperta della vocazione che hai pensato per la mia vita. Non permettere che altri interessi e motivazioni mi portino lontano dalla tua volontà e mi chiudano di fronte al tuo appello. Come Maria, io possa cantare in eterno le meraviglie che hai compiuto nella mia esistenza e possa incarnare ogni giorno il miracolo della tua misericordia, che si estende sull'umanità, per i secoli eterni. Amen» (Giuseppe De Virgilio). Fiorino Triverio |
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