Madre di Dio

 

N. 11 dicembre 2010

 Fidarsi di Dio

 Le nostre lacrime
   Madì Drello

«Andiamo fino a Betlemme!»
   Giovanni Ciravegna

"Sede della Sapienza..."
    Luciano Pacomio

Un’incarnazione che continua
    
Giuseppe Daminelli

Maria e i sacerdoti
   Salvatore M. Perrella

L’umile serva innalzata e incoronata
   Stefano De Fiores

«Al cuore della vita cristiana»

La Vergine nel mistero della santa Natività
  
Sergio Gaspari

La prima "buona notizia"
  
Fiorino Triverio

Fatti e persone
  
a cura di Stefano Andreatta

Un Natale d’amore
  
Giuseppe Maria Pelizza

«Un esempio mirabile»
  
Luigi M. De Candido

Una vicenda straordinaria
   Renzo Allegri

Finanziere, eremita, presbitero
   Maria Di Lorenzo

Scoprire la vicinanza del Padre
   Luisa Tarabra

Opinioni

Scaffale

Famiglia Paolina
   
Giovanni Perego

La Madre di Dio nella musica
  
 Franco Careglio

Madre di Dio n. 11 dicembre 2010 - Copertina

 
 Solidarietà

 
di RENZO ALLEGRI

Una vicenda straordinaria
     

L’incredibile e commovente storia della ricorrenza di Nostra Signora delle grazie che si celebra a Nettuno. È la Madonna che unisce cattolici e anglicani.
  

Nettuno e Ipswich, due cittadine sul mare. Nettuno, 50 mila abitanti, si trova a 60 km da Roma, sul litorale laziale; Ipswich, cittadina inglese, 120 mila abitanti, a due ore da Londra nella contea del Suffolk, è bagnata dalle acque del Mare del Nord. Cattolica la popolazione di Nettuno; anglicana, quella di Ipswich: ma tutte e due contrassegnate da una profonda devozione per la Madonna, invocata con lo stesso titolo, Nostra Signora delle grazie, e raffigurata in una statua lignea che risale al 1182 e che fino al 1538 è stata venerata in un bellissimo santuario a Ipswich e poi misteriosamente arrivata a Nettuno.

«Qui a Nettuno, la Madonna è amata e venerata proprio da tutti», dice Mario Mazzanti, priore della Confraternita di Nostra Signora delle grazie del paese laziale. «La prima domenica di maggio ne celebriamo la festa, la più sentita ricorrenza religiosa della nostra città».

La statua lignea della Madonna, Nostra Signora delle grazie, patrona della città di Nettuno.
La statua lignea della Madonna, Nostra Signora delle grazie, patrona della città di Nettuno.

«L’origine della festa – prosegue il Priore – è legata ad una statua arrivata misteriosamente da noi nel 1550, proveniente dall’Inghilterra. Nostra Signora delle grazie è raffigurata da una statua in legno che conserviamo nel Santuario della nostra città. Per oltre 400 anni, la statua era stata venerata in un santuario a Ipswich. La Madonna era invocata con il titolo di Our Lady of grace.

Nel secolo sedicesimo ci fu in quella nazione uno scisma, voluto da Enrico VIII, che regnò dal 1509 al 1547; scisma motivato dal fatto che il Sovrano voleva divorziare dalla prima moglie, Caterina d’Aragona, per sposare Anna Bolena. Il Papa non gli concesse l’annullamento dell’impegno coniugale ed Enrico proclamò la separazione della Chiesa d’Inghilterra dalla Chiesa cattolica. Dopo il divorzio, sposò Anna Bolena e si fece proclamare dal Parlamento capo della Chiesa anglicana. Sfogò il suo odio per la Chiesa di Roma con una feroce persecuzione. Confiscò i beni di conventi e monasteri, fece incendiare le chiese cattoliche e bruciare statue, dipinti, libri: tutto quello che richiamava la Chiesa cattolica.

Anche la statua della Our Lady of grace di Ipswich doveva essere bruciata. Il Santuario, dove era venerata, fu distrutto nel 1538 da Thomas Cromwell, consigliere di Enrico VIII. Ma Cromwell volle salvare la statua miracolosa della Madonna e la nascose in una cappella privata di sua proprietà a Londra. E quando la violenza distruttrice si intensificò sotto Edoardo VI, alcuni pii marinai, temendo che la statua della Madonna venisse scoperta e distrutta, decisero di sottrarla dalla casa di Cromwell per portarla in salvo in Italia.

Il Santuario di Nettuno, dedicato a Nostra Signora delle grazie.
Il Santuario di Nettuno, dedicato a Nostra Signora delle grazie.

La statua venne imbarcata in gran segreto su una nave che doveva raggiungere Napoli. Ma giunta nel Mar Tirreno, la nave fu coinvolta in una terrificante tempesta e trovò scampo riparando nell’insenatura tra Anzio e Nettuno. Passata la tempesta, i marinai decisero di riprendere il largo; ma appena fuori dell’insenatura, il mare si gonfiò di nuovo, le onde divennero gigantesche ricacciando la nave nell’insenatura. I marinai tentarono più volte di proseguire il viaggio, ma inutilmente. Ad un ennesimo tentativo, la nave fu rovesciata. I marinai, in balia di onde violente, si sentivano perduti, ma con loro incredibile meraviglia, si ritrovarono a riva, tutti incolumi, e si chiedevano come mai poteva essere accaduto. Si ricordarono della statua della Madonna che avevano a bordo e si convinsero che era stata la Vergine a salvarli. E riflettendo sul fatto che le onde diventavano gigantesche proprio quando la nave tentava di lasciare l’insenatura, conclusero che la Madonna voleva restare a Nettuno.

Vicino al luogo dove avevano trovato scampo, c’era una chiesetta. I marinai parlarono con la gente, raccontarono la storia della statua che avevano sulla nave e dissero che forse la Madonna voleva restare con loro. La popolazione ne fu felice. La statua venne sbarcata e portata in processione nella vicina chiesetta. Subito il mare si calmò e i marinai poterono finalmente riprendere il viaggio verso Napoli.

La statua incontrò l’immediata devozione della gente. Nel 1854, anno del dogma dell’Immacolata Concezione, Pio IX proclamò Nostra Signora delle grazie patrona di Nettuno. Nel 1914 venne costruito un grande santuario e la statua miracolosa fu collocata sull’altare maggiore. In seguito, in una cappella laterale, fu portato anche il corpo di santa Maria Goretti».

La chiesa anglicana di Ipswich, dove si trova una copia della statua di Nostra Signora delle grazie.
La chiesa anglicana di Ipswich, dove si trova una copia della statua di Nostra Signora delle grazie.

«Lungo il corso dei secoliafferma il nostro interlocutore – sono state fatte varie ricerche storiche e sono venuti alla luce diversi documenti. In tempi recenti, uno studioso ha trovato informazioni importanti in alcuni manoscritti conservati nella Biblioteca apostolica vaticana.

Il dottor J. Docherty di Ipswich ha trovato, al British Museum di Londra, una lettera, scritta nel 1538 da un certo William Lawrence a Thomas Cromwell, nella quale trovano piena conferma le notizie tramandate dalla tradizione riguardo al salvataggio della statua da parte prima dello stesso Cromwell e poi di alcuni marinai che la portarono in Italia. E sulla stessa statua, nel corso di un restauro compiuto nel 1959, sono state evidenziate scritte in antica lingua inglese, che confermano la sua origine.

A Ipswich la devozione alla Our Lady of grace non è mai venuta meno. Come ho detto, il Santuario fu distrutto intorno al 1538. Nel punto esatto dove sorgeva, è stata posta recentemente una statua in bronzo, realizzata dallo scultore R.M. Mellamphy, che si è ispirato alla nostra immagine lignea.

Siamo in contatto con Ipswich e siamo andati varie volte a vedere quei luoghi e abbiamo fatto anche di più. In accordo con la popolazione abbiamo dato vita a una iniziativa straordinaria che, nel nome di Nostra Signora delle grazie, mira ad avvicinare sempre più le due Chiese, quella cattolica e quella anglicana, nella speranza che si giunga un giorno alla riunificazione. Questi contatti andarono sempre più intensificandosi fino ad arrivare alla formulazione di un "gemellaggio religioso" tra Nettuno e Ipswich. Questa iniziativa si è realizzata definitivamente nell’agosto del 2005, quando una delegazione della nostra Confraternita si è recata ad Ipswich, ospite di questa comunità per una settimana».

Rappresentanti della Confraternita di Nostra Signora delle grazie. Al centro: Mario Mazzanti, priore dell'associazione.
Rappresentanti della Confraternita di Nostra Signora delle grazie. Al centro: Mario Mazzanti, priore dell’associazione.

«Un’esperienza indimenticabile – conclude Mazzanti – per tutto quello che abbiamo visto, sentito, provato. Rivedere i luoghi dove era nata la devozione a Nostra Signora delle grazie, dove per secoli era stata venerata l’immagine che ora si trova nella nostra chiesa, conoscere la gente anglicana che ama la Madonna come noi, sentire il loro grande desiderio di ecumenismo, condividere con loro il sogno di tornare fratelli nella fede.

Siamo stati accolti dalle autorità cittadine, con il Sindaco in testa, con una cordialità che mai mi sarei aspettato. Siamo stati ospiti nelle case di quella gente. Le emozioni raggiunsero il colmo quando, nella chiesa anglicana del paese, alla presenza di noi cattolici e di tanti anglicani, padre Carlo Fioravanti, allora rettore del nostro Santuario, ha celebrato la Messa. Era la prima Eucaristia officiata da un prete cattolico in quella chiesa anglicana dopo lo scisma del 1538…

Per la ricorrenza di Nostra Signora delle grazie che celebriamo all’inizio di maggio, una delegazione di anglicani di Ipswich viene a festeggiare la Madonna da noi. Alla fine del mese noi, ogni anno, andiamo a festeggiare da loro».

Renzo Allegri