Madre di Dio

 

N. 11 dicembre 2010

 Fidarsi di Dio

 Le nostre lacrime
   Madì Drello

«Andiamo fino a Betlemme!»
   Giovanni Ciravegna

"Sede della Sapienza..."
    Luciano Pacomio

Un’incarnazione che continua
    
Giuseppe Daminelli

Maria e i sacerdoti
   Salvatore M. Perrella

L’umile serva innalzata e incoronata
   Stefano De Fiores

«Al cuore della vita cristiana»

La Vergine nel mistero della santa Natività
  
Sergio Gaspari

La prima "buona notizia"
  
Fiorino Triverio

Fatti e persone
  
a cura di Stefano Andreatta

Un Natale d’amore
  
Giuseppe Maria Pelizza

«Un esempio mirabile»
  
Luigi M. De Candido

Una vicenda straordinaria
   Renzo Allegri

Finanziere, eremita, presbitero
   Maria Di Lorenzo

Scoprire la vicinanza del Padre
   Luisa Tarabra

Opinioni

Scaffale

Famiglia Paolina
   
Giovanni Perego

La Madre di Dio nella musica
  
 Franco Careglio

Madre di Dio n. 11 dicembre 2010 - Copertina

 Alla scuola di Maria

 
del can. FIORINO TRIVERIO

La prima "buona notizia"
   

«Come Eva, disobbedendo, divenne causa di morte per sé e per tutto il genere umano, allo stesso modo Maria, obbedendo, divenne causa di salvezza per sé e per l’intero genere umano».
(sant’Ireneo di Lione)

Dice il primo libro della Bibbia, la Genesi (cf capp. 2 e 3), che nel giardino di Eden, ricco di ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, il Signore aveva collocato il primo uomo e la prima donna. Ed erano in perfetta amicizia e comunione con Dio.

Ma, tra gli alberi meravigliosi, c’è pure l’albero della vita e c’è l’albero della conoscenza del bene e del male.

Ed ecco farsi avanti il serpente, figura dello spirito del male. «Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: "È vero che Dio ha detto: ‘Non dovete mangiare nessun albero del giardino?’". Rispose la donna al serpente: "Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: ‘Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete’". Ma il serpente disse alla donna: "Non morirete affatto. Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene ed il male". Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò; poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anche egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture» (Gn 3,1­7).

Pietro da Cortona, Creazione di Eva (1620), villa Chigi, Castel Fusano (Roma).
Pietro da Cortona, Creazione di Eva (1620), villa Chigi, Castel Fusano (Roma – foto Bonotto).

Ed ecco Dio scendere «a passeggiare nel giardino e chiamare l’uomo: "Dove sei? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?". Rispose l’uomo: "La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato". Il Signore Dio disse alla donna: "Che hai fatto?". Rispose la donna: "Il serpente mi ha ingannata e io ne ho mangiato".

Allora il Signore disse al serpente: "Poiché hai fatto questo, sii maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia fra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno"» (Gn 3,9­15).

«Io porrò inimicizia…». Tali espressioni, denominate dalla tradizione cristiana, fin dal sec. XVI, Protovangelo, cioè Prima buona Novella, lasciano intuire la volontà salvifica di Dio sin dalle origini dell’umanità. Lasciano intuire, da parte di Dio, un "piano salvifico". E, in questo "piano", una donna.

E chi è questa donna? Il testo biblico non riferisce il suo nome, ma lascia intravvedere una donna nuova voluta da Dio per riparare la caduta di Eva: ella è chiamata, infatti, a restaurare il ruolo e la dignità della donna e a contribuire al cambiamento del destino dell’umanità.

Alla luce del Nuovo Testamento e della tradizione della Chiesa sappiamo che la donna annunciata dal Protovangelo è Maria.

Due piedi sulla testa del serpente. Ricordo, al riguardo, la geniale creazione di quel bravo scultore che doveva certo conoscere le parole del Protovangelo.

Gli avevano commissionato una statua della Madonna che schiaccia la testa al serpente. E scolpì una bellissima Madonna con un bellissimo Gesù che ti guardano. La Madonna è in posizione eretta e con le mani ai fianchi di Gesù, pure eretto davanti a lei. E, sotto di loro, il serpente.

Il piede della Madonna è, sì, sulla testa del serpente, ma la forza che ne schiaccia la testa viene dal piede di Gesù che preme sul piede della Madonna. Il piede "vincente" è quello di Gesù. Di lui solo!

can. Fiorino Triverio