![]() |
|
|
|
N. 8 agosto - settembre 2010
|
La parola del Vescovo di mons. GIUSEPPE MERISI, vescovo di Lodi Offro volentieri un piccolo contributo a questa rubrica, che tratta attualmente la "lettura" delle Litanie lauretane, in particolare sulla invocazione Vergine clemente, prega per noi. Due brevi osservazioni, non senza aver incoraggiato l’impegno per la preghiera, per la preghiera mariana, con le invocazioni delle Litanie lauretane che fanno parte viva della tradizione popolare almeno dal 1500.
Una prima osservazione riguarda il termine "clemenza" (o l’aggettivo "clemente"), riferito alla Beata Vergine Maria (sappiamo che nelle Litanie ci sono anche invocazioni riferite a "Santa Maria", a "Maria Madre" e a "Maria Regina"). La clemenza, lo sappiamo, dice amore, dice benevolenza, dice misericordia, dice compassione, con attenzione anche all’indulgenza, al perdono, alla riconciliazione. Ecco: credo proprio che l’amore di misericordia e di perdono sia ciò di cui ha bisogno il mondo di oggi, capace di grandi conquiste, di grandi passioni, di grandi paure anche, ma spesso non di misericordia, di indulgenza, di compassione, anche perché fa fatica a riconoscere un punto di verità da cui partire per il giudizio. E quindi volentieri chiediamo alla Vergine Maria l’intercessione materna per questo nostro mondo, per tutto il mondo, per il nostro mondo occidentale secolarizzato, perché ci aiuti a guardare a chi ci sta intorno, da vicino e da lontano, con gli occhi dell’amore e della verità, della solidarietà e della compassione, a guardare al prossimo, come si usa dire, con occhio buono e ricco di misericordia.
La seconda osservazione, ma potrebbe essere la prima, riguarda la nostra preghiera, che deve riconoscere il ruolo di Maria nella salvezza cristiana, che deve chiedere la sua intercessione per tutto ciò che in buona coscienza riteniamo di poter chiedere al Signore, e che può misurarsi, la nostra preghiera, nella sua povertà, anche con l’esempio di Maria narrato nel Vangelo. Pensiamo all’Annunciazione, a Betlemme, alla visita ad Elisabetta; pensiamo al Calvario e alla croce, al sepolcro, alla Pentecoste, alla vicinanza alle prime comunità. Vediamo in tutte queste icone bibliche la testimonianza vissuta dell’amore e dell’amore di misericordia, capace appunto di clemenza e di perdono. Pensiamo alla nostra vita, pensiamo all’esempio di Maria. Chiediamo alla "Vergine clemente" di aiutarci a cambiare atteggiamenti e comportamenti perchè il comando di Gesù converta i nostri cuori. mons. Giuseppe Merisi |
|