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N. 4 aprile 2010
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Un
canto per Maria
a cura di MARIO MOSCATELLO e GIUSEPPE TARABRA Un amore intenso e
profondo «Il
figlio si sforzi di imitare la Madre, se desidera il suo favore» Come nel cielo di una serena notte d’estate brillano innumerevoli stelle, ma una sola è la più luminosa, così nella varietà dei nomi che identificano milioni di persone, uno sopra tutti risuona melodioso invadendo delicatamente la profondità del nostro animo: è il nome di Maria che, come fulgida stella, acceca i nostri occhi e ricolma i nostri cuori di una gioia ineguagliabile. La musicalità del suo nome, la dolcezza del suo sguardo, la sua bellezza interiore ed esteriore tutta pura, immacolata e santa, hanno colpito Bernadette a Lourdes, i tre pastorelli a Fatima, Mariette a Banneux… e oggi offrono al popolo cristiano, in questo tempo di banalità, di degrado della femminilità e di sensualità commercializzata, la serena contemplazione di un amore così intenso e profondo che si fa dolcezza e tenerezza, guida e rifugio, aiuto e sollievo.
Il metro composto che caratterizza il ritmo di Nome dolcissimo ci guida alla scelta esecutiva che richiede un andamento leggero e moderato; si consiglia un’attenzione particolare all’accento delle parole: una corretta e controllata apertura sonora sull’accento tonico rende l’esecuzione più espressiva ed esercita un influsso positivo sia nell’animo di coloro che cantano sia di coloro che ascoltano. La melodia è semplice, racchiude un autentico spirito meditativo attraverso il quale emerge il significato del testo. La sensibilità che si evidenzia nel percorso melodico e nella struttura della frase musicale preferisce una sonorità pacata, ma gioiosa: Maria è una donna semplice, ma di una ricchezza interiore sovrumana; quindi noi devoti ci rivolgiamo a lei con umiltà, mantenendo un atteggiamento di riservata meditazione, ma nel nostro cuore si accende una luce così forte e intensa da trasformare le piccole azioni della quotidianità in eventi quasi divini.
Il popolo cristiano si rivolge a Maria con la certezza di ricevere ascolto, di trovare ispirazione per mettere ordine al caos e alla frenesia della propria vita. Il canto, eseguibile in ogni momento celebrativo mariano o di preghiera comunitaria, anche se non specificatamente adatto per le celebrazioni eucaristiche, può essere utilizzato come canto conclusivo durante le celebrazioni nei mesi dedicati alla Madonna. L’autore, Andrea Angelo Castelli, è un sacerdote bergamasco nato nel 1876 e morto nel 1970, amico di Giovanni XXIII. Luisa Tarabra
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