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N. 2 febbraio 2010
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Studi e ricerche di SALVATORE M. PERRELLA osm Maria
e i sacerdoti Essere preti col cuore di Cristo
e della Vergine di Nazaret in un tempo, il nostro, difficile e
contraddittorio. Il carattere difficile e complesso, ma soprattutto precario, flessibile o liquido del contesto socio-culturale ed educazionale del nostro tempo detto post-moderno, dal punto di vista squisitamente religioso, viene sempre più assimilato a un sistema politeistico. Per alcuni, infatti, l’immagine del Pantheon, in quanto spazio popolato da entità potenzialmente infinite quanto al loro numero, ricopre molte delle dinamiche proprie di questo complesso e troppo spesso contraddittorio tipo di società. Per altri, invece, l’immagine che meglio rappresenta alcune caratteristiche dell’attuale società è quella del Far West. Se il Pantheon, per la sua forma circolare e per l’equidistanza di tutti gli altari dal centro, è metafora del "politeismo etico" e dell’assenza di punti di riferimento assoluti per l’uomo/donna dei nostri giorni, il Far West evoca il fatto che, sempre più spesso, nella nostra società, tutto è lasciato all’opinione del singolo o di gruppi di pressione e niente è più del tutto certo. I contraccolpi che tutto questo provoca a livello individuale stanno sotto gli occhi di tutti; tra di essi, registriamo una crescente adesione a valori diversi secondo la diversità delle situazioni vitali; la molteplicità o assenza di appartenenze personali alle istituzioni o alle organizzazioni del sociale; il muoversi variegato tra le pieghe dell’esistente senza sentirsi necessariamente e definitivamente legati a nessuno; la difficoltà di dare continuità e futuro a progetti e decisioni prese.
In tale contesto si ha una concezione del mondo diversa dal passato, passando dal mondo inteso come "il creato" al mondo ritenuto come "natura", e in tale processo di "secolarizzazione del mondo" si concretizza la riduzione del mondo stesso a "deposito di cose"; scellerata opzione, che ha come risultante antropologica e cosmica un "mondo senza futuro" e un mondo come "patria spaesata". La nostra esistenza, infatti, che non ha più il futuro come prospettiva, sembra appiattita al livello del momento vissuto. Forse anche per questo oggi pare smarrito quell’ottimismo che aveva caratterizzato la modernità, o anche quella fiducia nel progresso civile e morale che aveva segnato, ad esempio, l’età illuministica. Dinanzi a tale sfascio culturale e prassico, che arreca danni alla stessa condizione esistenziale, l’uomo e la donna dei nostri giorni corrono il rischio di divenire dei dislocati o dei decentrati. Situazione confusa, precaria e flessibile che porta conseguenzialmente anche ad elaborare proposte teologiche in cui la Rivelazione cristiana perde il suo carattere di verità e di universalità salvifica, o almeno si getta su di essa un’ombra di dubbio e di incertezza. In tale situazione non pochi cristiani rimangono confusi e smarriti; altri, invece, vivono e/o sopravvivono con una fede infarcita di un penoso analfabetismo religioso, che sovente sfocia in pratiche superstiziose; altri, invece, sperimentano una vera e propria eclissi del senso religioso ed etico, attestandosi su posizioni lontane dal Vangelo e dalla Tradizione vivente ed attuale della Chiesa. Questo stato di cose gradualmente ha portato al preoccupante fenomeno denominato desertificazione nella fede e nella ecclesialità della fede. Eppure, da sempre, la stragrande maggioranza degli uomini conosce la parola Dio, e si pone, in un modo o in un altro, la questione su di lui, anche se su tale interrogativo da sempre ci si dà risposte diverse. L’evoluzione del mondo, scriveva il martire evangelico tedesco Dietrich Bonhoeffer (+1945), è «pervenuta ai nostri giorni a un tale livello che l’uomo ha appreso a trovare una soluzione a tutti i problemi che lo interessano senza ricorrere alla "ipotesi Dio"».
Per cogliere il passato prossimo e remoto di questa «apostasia silenziosa di molti cristiani», nonché le sue caratteristiche e i suoi contenuti culturali, psicologico-sociali, comportamentali e religiosi, come anche del sempre più vasto fenomeno di disinteresse o di denigrazione del fatto religioso e di un parallelo e contraddittorio ritorno dell’Invisibile, dobbiamo tenere presente che essi costituiscono il frutto non tanto del recupero delle antiche radici della nostra civiltà, quanto della delusione nei confronti della modernità, dell’epoca cioè in cui ci si attendeva dalla ragione la soluzione di tutti i problemi. Ma questa nostra epoca non ha affatto superato né rinnegato il soggettivismo moderno e l’esigenza di fondare le certezze sull’esperienza diretta. In sostanza la post-modernità offre ad angeli e demoni un habitat daccapo favorevole, ma non privo di insidie e di ambiguità. Viviamo infatti in un tempo assetato di Invisibile, ma propenso a mescolare nel suo calderone religione e magia, miracolo e superstizione, soprannaturale e occultismo, angeli e Ufo, diavoli e dischi volanti... In tale difficile e contraddittorio contesto culturale, religioso e pratico, il filosofo Massimo Borghesi nel suo volume su Secolarizzazione e Nichilismo rileva come il «cristianesimo torna ad essere un’ipotesi per il presente. Si tratta però di un’"ipotesi", e non dell’unica. La gioventù odierna dimostra, nei confronti della dimensione religiosa, più di un’analogia con quella descritta da Walter Benjamin in un saggio del 1914 […]. Una gioventù che si muove tra scetticismo, nostalgia di ideali, religiosità informe. Posizione complessa, a tratti contraddittoria, che non può essere spiegata con l’uso consueto della categoria secolarizzazione». Una gioventù, osservava lo psicologo Umberto Galimberti nel 2008, sovente affascinata, ma anche delusa dal pervasivo ospite inquietante, che è il nichilismo dei nostri giorni. Far tornare con limpidità, consapevolezza e forza testimoniale il Dio di Gesù e il suo Vangelo nella coscienza talvolta intorpidita di molti è una grossa sfida per la ragione ed il motivo predominante della fede e della stessa Chiesa; una sfida che chiama in prima linea i sacerdoti, ministri di Dio e del Vangelo di speranza del suo Figlio. Salvatore
M. Perrella C. Perrot-F. Serafini, Ministri di Dio, custodi del popolo. Le "radici" bibliche del sacerdozio, San Paolo 2009, pp. 128, € 9,00.
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