Madre di Dio

 

N. 1 gennaio 2010

 Un uomo semplice
   Ennio Staid

 Una sfida
   Elena Bosetti

«Un luogo di grazia e di fede»
    Giovanni Ciravegna

"Madre del Creatore..."
    Giuseppe Anfossi

Ha ancora senso parlare di riparazione?
    
Giuseppe Daminelli

Maria e i sacerdoti
   Salvatore M. Perrella

Convergenze ecumeniche
   Stefano De Fiores

Una fraternità orante
  
Giuseppe Midili

«Come vedo io Maria»

Ruolo di Nostra Signora nell’unità della Chiesa
  
Sergio Gaspari

Servire vuol dire regnare"
  
Alberto Rum

Fatti e persone
  
a cura di Stefano Andreatta

Simposio internazionale mariologico
   Vincenzo Vitale

L’«Eterna Femminilità»
  
 Eliseo Sgarbossa

Sotto gli occhi della Vergine
    
Maria Di Lorenzo

Un’antica preghiera litanica

Opinioni

Scaffale

Famiglia Paolina
   
Giovanni Perego

Santuari mariani Extraeuropei
  

Madre di Dio n. 1 gennaio 2010 - Copertina

 

 

 

 

 Incontri con Maria

 
di MARIA DI LORENZO

Sotto gli occhi della Vergine
   

Sono trascorsi 70 anni dalla morte di Madre Giuseppina Arcucci, ma il ricordo di questa donna, così eccezionale per i suoi tempi, non si è mai spento.
  

Al fonte battesimale i genitori le imposero il nome di Ernestina, ma certo non immaginavano quel che un giorno quel batuffolo di carne sarebbe diventato e quale bene avrebbe rappresentato quella bambina allora in fasce per la Chiesa universale. Non era un giorno tranquillo quello in cui Ernestina Arcucci venne alla luce: era infatti l’11 aprile 1860, e mancava appena una manciata di giorni al fatidico "sbarco dei Mille" condotto da Giuseppe Garibaldi.

Giovanni Arcucci, padre di Ernestina, era un ufficiale dell’esercito borbonico; la madre si chiamava Maria di Maggio; la bambina fu battezzata il giorno stesso della nascita nella parrocchiale di san Nicolò a Palermo.

La città capoluogo della Sicilia in quei giorni era in pieno fermento rivoluzionario. A quelli che auspicavano la venuta di Garibaldi e la caduta dei Borboni, si aggiungevano bande di facinorosi unitamente alla mafia cittadina, che assalivano gli uffici pubblici e doganali, combattendo la forza pubblica. Gli arresti, le fucilazioni, il disarmo e i Consigli di guerra non riuscivano a impedire spedizioni punitive, vandalismi e razzie contro famiglie e palazzi. Tutto diventava di giorno in giorno terribilmente pericoloso e incerto; così, chi poteva, cercava di mettersi in salvo lasciando la città.

La serva di Dio Madre Giuseppina Arcucci.
La serva di Dio Madre Giuseppina Arcucci.

Anche la famiglia Arcucci scelse di scappare, e senza il capofamiglia, impegnato come militare in Calabria. In quel trambusto la piccola Ernestina, poco meno di un mese di vita, fu lanciata da una finestra fra le braccia di una persona che avrebbe dovuto restituirla alla mamma, ma questo non avvenne per il gran fuggire della gente e così accadde che la bimba fu persa di vista.

Seguirono settimane febbrili. Donna Maria di Maggio e i piccoli Pasquale e Beatrice – il marito ancora in Calabria – iniziarono a risalire il continente, unica speranza di salvezza per la propria vita, ma c’era la scomparsa della piccola Ernestina che non dava pace. Soltanto a guerra finita la neonata poté essere ritrovata, davvero in modo provvidenziale, a Gaeta, probabilmente per l’interessamento dello stesso Garibaldi. E finalmente la famiglia Arcucci potè ricomporsi, prima a Foggia, quindi a L’Aquila, dove Ernestina trascorse l’infanzia, per approdare infine a Casalnuovo, nei pressi di Napoli.

La chiamata di Dio

A diciotto anni Ernestina sente chiaramente la chiamata alla vita religiosa ed entra nell’Istituto delle Suore del Preziosissimo Sangue, fondate dal canonico Tommaso Fusco (1831-1891); viene mandata ad Ariano Irpino come maestra presso la Pia Casa di Istruzione e Lavoro voluta dal vescovo Trotta, e nel 1882 emette la professione religiosa assumendo il nome di suor Giuseppina.

Nella Pia Casa suor Arcucci si dimostrò veramente molto abile come insegnante di italiano, francese e cultura generale; era anche maestra di cucito, maglia, pizzo a uncinetto, filati, a tombolo, ricami in seta e oro; dotata di una splendida voce, suonava egregiamente e le famiglie di Ariano erano liete di inviare le loro figlie alla Pia Casa; così suor Giuseppina man mano ne diventò la direttrice.

Nel 1889 il vescovo Trotta, che l’aveva finora consigliata e seguita, fu trasferito alla Diocesi di Teramo e Giuseppina Arcucci e il suo gruppo di suore-maestre rimasero sole. Ma nel 1891 entrò in Diocesi il nuovo vescovo mons. Andrea D’Agostino, dei Preti della Missione, che instaurò con le suore di Madre Giuseppina un cordiale rapporto.

Ci vollero però circa dieci anni perché il Vescovo acconsentisse a ciò che le suore domandavano: ormai erano staccate dall’originaria fondazione del beato Fusco, era nata una congregazione nuova, desiderosa – giustamente – di essere legittimata.

La Cattedrale di Ariano Irpino (Avellino).
La Cattedrale di Ariano Irpino (Avellino – foto Bertotti).

L’ombra della croce

Mons. D’Agostino ritenne alfine che fosse giunto il momento: diede al gruppo di suore il titolo di congregazione religiosa diocesana e, per una sua particolare devozione, volle che la fondazione fosse dedicata allo Spirito Santo; Madre Giuseppina Arcucci fu perciò la prima superiora delle Suore dello Spirito Santo. Era il 2 febbraio 1896.

Per la nascente Congregazione mons. D’Agostino compilò una regola sull’esempio delle Figlie della carità di san Vincenzo de’ Paoli e ne assunse la guida spirituale, prendendone anche le difese nelle avversità, come quando le mutate componenti politiche dell’Amministrazione comunale portarono a richiedere l’edificio dell’ex monastero delle Benedettine, da loro occupato, per farne un edificio scolastico.

Non era, questo, che l’inizio della croce. Per anni e anni Madre Arcucci divenne il bersaglio di cattiverie, aggressioni ideologiche, calunnie, alimentate da tutta una serie di articoli diffamatori e ingiuriosi pubblicati contro di lei sul giornale politico locale La lotta. Madre Giuseppina sopportò tutto cristianamente e per trent’anni, con grande spirito di eroismo, di abnegazione e, aggiungiamolo pure, di santità, si dedicò tutta al bene dell’Istituto, alla gratuita educazione e istruzione delle figlie del popolo e all’assistenza e carità dei poveri e degli infermi.

Un faro spirituale

Madre Giuseppina Arcucci continuò ad essere per molti anni il faro di guida della sua Congregazione, fra l’alternarsi dei vescovi succedutisi alla guida della Diocesi irpina, fra gli sconvolgimenti della prima guerra mondiale che la videro madre dei poveri, aiuto degli orfani e derelitti, consolatrice di tanti dolori.

Fu presente con il suo aiuto nei ricorrenti terremoti che da sempre colpiscono l’Irpinia, specie a quello del Vulture che sconvolse la città di Ariano con morti e distruzioni; poté vedere aperta nella Pia Casa la scuola magistrale e nel 1936 la grande casa del noviziato a Napoli.

Boccardino da Firenze, La Trinità, miniatura del sec. XVI, Biblioteca di san Pietro, Perugia.
Boccardino da Firenze, La Trinità, miniatura del sec. XVI, Biblioteca di san Pietro, Perugia (foto Lores Riva).

Morì ad Ariano Irpino il 21 gennaio 1940; dal 6 luglio 1975 la sua salma è stata traslata, dal cimitero cittadino, alla chiesa di sant’Anna della Pia Casa, dove riposa circondata dalla memoria e dall’affetto delle sue figlie.

Sono trascorsi 70 anni dalla morte di Madre Arcucci, ma il ricordo di questa donna, così eccezionale per i suoi tempi, non si è mai spento.

Esperienza di Dio, attenzione all’educazione dell’infanzia e alla formazione dei giovani, urgenza della carità: è il testamento di Madre Arcucci per le sue figlie spirituali.

La Fondatrice era una donna ricca di carismi e dotata di una spiccata familiarità con Dio. I due pilastri della sua vita furono Dio e la preghiera.

E a puntellare ogni suo atto di abbandono in Dio c’era una devozione forte e filiale verso la Madonna. Madre Arcucci spesso lasciava le sue figlie affidandole alla tenera protezione di Maria: «La Vergine della misericordia vi protegga e voi siate sempre umili, buone e laboriose».

Maria Di Lorenzo
   

Informazioni: Congregazione delle Suore dello Spirito Santo, via sant’Alessio 28,
00153 Roma; tel. 06-57.80.947.

PERCORSI

Kummer, Ecco tua Madre. Tutto su Maria di Nazaret, 
Emp 2009, pp. 168, € 23,00.

Copertina del volume.In questo libro Regina Kummer riesce pienamente a raffigurare la venerazione di Maria nella fede cristiana, «venerazione che si fonda sulle Sacre Scritture». Le parole del Magnificat, è bene ricordarlo, sono anche una missione per la Chiesa di ogni tempo. L’autrice affronta sempre con mano leggera e devozione d’animo una storia particolarmente ricca: la venerazione di quella donna di Nazaret che simboleggia e concretizza il libero dell’uomo a Dio.

Appare evidente che ogni rappresentazione di Maria, ragazza "semplice", svanisce non appena questa giovane diventa madre di Gesù e, dunque, madre di Dio.

Ecco tua Madre rivela il senso e il contenuto della venerazione a Maria nella sua attualità per la Chiesa e per ogni cristiano.

Un buon testo per coloro che volessero approfondire la conoscenza della straordinaria figura della Madre del Cristo.

c.s.


Foto Mari.

Regina Kummer, insegnante, dopo l'incontro con la persona di papa Luciani (foto), che l ha portata, nel 1986, dal protestantesimo al cattolicesimo, ne ha studiato a fondo la personalità, divenendo l'esperta più documentata di Giovanni Paolo I.