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N. 10 novembre 2009
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Famiglia paolina - Don
Alberione e Maria
Una statua... Un
quadro Una preoccupazione del Fondatore: focalizzare,
per una retta comprensione, il significato e i contenuti veri della
devozione e del culto alla Vergine, regina degli apostoli. Nel 1922 giunse in Casa Madre ad Alba una prima statua, raffigurante Maria immacolata. Questa statua è venerata sotto il titolo di "Regina degli Apostoli" ed è presentata come colei che «guiderà i nuovi apostoli alle nuove mirabili conquiste». Intanto la preoccupazione di don Alberione era di trovare il modo più appropriato per ben raffigurare e far capire cosa significasse per lui e per i Paolini praticare la devozione e il culto di Maria madre, maestra e regina degli apostoli. Negli anni 1919-1922, egli aveva intensificato la catechesi, orale e scritta, sulla devozione e sul culto a Maria regina degli apostoli e agli inizi del 1923, mentre sottolineava che tale devozione e culto è il più antico «nel cristianesimo, dopo quello al Divin Redentore», doveva riconoscere: «Però possediamo poche e anche poco felici immagini di Maria regina degli apostoli. Volendone una ci è necessario farla dipingere appositamente: ed una persona, che tanto ama la Madonna, se ne è assunto l’incarico e presto il prezioso lavoro sarà finito».
1° maggio 1923 Il primo quadro della Regina degli apostoli giunse in Casa Madre il 1° maggio del 1923. Al suo arrivo grandi furono i festeggiamenti, il culto e la devozione con cui lo si è venerato. Da una ricerca – ancora in atto – sulla genesi storica del quadro della Regina degli apostoli, risulta che il quadro attualmente esposto nel corridoio di sinistra che introduce alla sacrestia del Tempio di san Paolo in Alba, in realtà non è il primo quadro della Regina degli apostoli realizzato dalla pittrice domenicana Madre Cecilia Verra, ma la seconda versione del medesimo quadro da lei corretto ed arricchito con le varianti apportate – dietro suggerimento di don Alberione e di don Giaccardo – sulla stessa tela della prima versione. Infatti, la tela della prima versione, più volte riprodotta sul periodico interno dell’Unione Cooperatori Buona Stampa, contiene particolari che non troviamo più sul quadro in nostro possesso e che riteniamo essere il primo. Aspetti teologici «Intanto si sviluppava in casa la conoscenza teologica della "Regina degli Apostoli" e si determinava l’aspetto speciale sotto cui noi dobbiamo considerare e portare devozione alla "Regina degli Apostoli". La "Madonna che ci dà Gesù Maestro" luce del mondo, esempio di virtù, e via della salvezza, vita nostra ed eterna; la Madonna che ci dà l’intelligenza e la conoscenza del Maestro divino, ci conduce e ci guida sulle sue orme e sulla sua imitazione, ci porta alle sue sorgenti di grazia; la Madonna del Vangelo, la Madonna dei fiori di virtù, la Madonna delle divine grazie, la Madonna che ci rende idonei a capire Gesù e il Vangelo, a far seguire Gesù e la sua Legge, a far amare Gesù e vivere nel mistero delle sue grazie e del suo corpo mistico; la Madonna veramente madre, veramente maestra, veramente regina dei figli devoti, di discepoli docili, di sudditi e ministri fedeli, di nuovi popoli capaci di invocarla e di amarla, capaci di celebrarne le lodi e i trionfi, di onorare e servire al suo dominio. Il Divin Maestro che la "Madonna ha dato al mondo e agli Apostoli", che la "Madonna ci dà" è il Gesù vivente e presente nel mistero eucaristico, il quale mistero commemora, rinnova, perpetua, celebra il Divin Maestro in tutti i misteri della sua vita, quali ci fa considerare e prendere nel suo corso l’anno liturgico» (Timoteo Giaccardo).
Molti di questi concetti teologici e pastorali sul culto e la devozione a Maria madre, maestra e regina degli apostoli, non erano presenti o non ben evidenziati nel pur pregevole quadro della domenicana Madre Cecilia Verra. «Un valente artista» Per questo, dopo undici anni, don Alberione sentì di dover affidare l’impresa di un nuovo quadro ad un altro artista, che meglio illustrasse gli elementi del culto e della devozione che i Paolini tributavano alla Madonna onorata sotto il titolo di "Regina degli Apostoli": «Il quadro della Regina degli apostoli che si venera nella nostra chiesa e che tutti i Cooperatori conoscono e venerano, per desiderio del nostro Primo Maestro, è stato affidato ad un valente artista per notevoli variazioni, sempre per meglio rappresentare le sembianze soavi e dolcissime della nostra Madre». Pasqua 1935 Il nuovo quadro giunse in Casa Madre per la Pasqua del 1935. Don Alberione vide in esso un’ottima realizzazione artistica del concetto teologico-pastorale sulla devozione alla Regina degli apostoli ed esultò: «Il quadro della "Regina degli Apostoli" è arrivato per la S. Pasqua: bello, divoto, grande. È opera del prof. Conti. Venne benedetto il lunedì di Pasqua al mattino, ore 10,30; seguì la Messa solenne; quindi, alla sera, accademia ad onore di Maria SS.ma in chiesa; la Benedizione chiuse la bella giornata di spirituale gaudio.
Ora saranno eseguite: fotografie grandi, immaginette, la statua e quadri convenienti per le varie cappelle. È bene che in tutte le case si provveda uno di questi quadri grandi a colori». Nelle pubblicazioni del maggio 1935, don Alberione interpreta e descrive con ricchezza di particolari i contenuti dottrinali del quadro. Il particolare più significativo e che maggiormente importava a don Alberione era l’atteggiamento di Maria nell’atto di presentare e donare Gesù, atteggiamento che nella prima raffigurazione non era stato evidenziato. Il quadro divenne comune e ufficiale nelle case e nelle cappelle paoline. Solo l’icona che sormonta l’altare dedicato alla Regina degli apostoli nel Tempio di san Paolo in Alba e il mosaico dell’altar maggiore del Santuario della Regina degli apostoli in Roma contengono alcune varianti, circa particolari secondari, approvate da don Alberione. Giovanni Perego, ssp |
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