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N. 10 novembre 2009
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Testimonianze
delle VISITANDINE di Moncalieri «Come
nella pura atmosfera di Nazaret» Nel 2010 l’Ordine della Visitazione di Santa
Maria celebra i 400 anni di fondazione. Nascondimento, umiltà e
semplicità nella vita comune: uno stile esistenziale. Un giorno Francesco di Sales, vescovo di Ginevra, mentre era in profonda meditazione, fu improvvisamente rapito in estasi e gli fu mostrato che avrebbe fondato un ordine di religiose simboleggiato da un grande albero che da Annecy stendeva i suoi rami per tutto il mondo. La profezia si fece realtà quando il 6 giugno 1610, insieme alla baronessa Giovanna Francesca Frémiot de Chantal, fondò ad Annecy (Alta Savoia) l’Ordine della Visitazione che definì «il più piccolo, l’ultimo, simile ad una povera ed innocente colombaia di caste colombe che hanno solo cura di meditare la legge del Signore, restando nascoste nel cavo della roccia».
Caratteristica: nascondimento, umiltà e semplicità nella vita comune, come nella pura atmosfera di Nazaret ove tutto era ordinato unicamente a Dio; assenza di pesanti austerità per aprire le porte anche alle deboli e inferme, «decise a divenire figlie di orazione così interiori da essere trovate degne di adorare Dio in spirito e verità; profonda umiltà verso Dio e grande dolcezza verso il prossimo» (cf Costituzioni dell’Ordine). «Lo spirito della Visitazione è uno spirito di dolcezza; bisogna conservarlo a qualunque costo, perché là dove non si agisse con questo spirito… non ci sarebbe più una Visitazione» (S.G. de Chantal). In 400 anni l’albero ha esteso i suoi rami dalla Savoia all’Europa, all’America, all’Africa, all’Asia: attualmente i monasteri nel mondo sono 164; in Italia 30.
San Francesco di Sales volle affidare la sua fondazione alla protezione della Madre di Dio, desiderando che le sue figlie onorassero il mistero della Visitazione della B.V. Maria a santa Elisabetta. Portando in sé il Figlio di Dio, Maria si fa portatrice di salvezza. Con la loro vita e la loro preghiera, le Visitandine si uniscono a lei per portare spiritualmente ai fratelli il Cristo salvatore e lasciare trasparire la gioia e la soavità di cuore che Dio dona a quanti camminano con lui. «Questa Congregazione è fondata spiritualmente sul monte Calvario, per il servizio di Gesù crocifisso» (S.F. di Sales, Costituzioni XXXIII), che chiama a partecipare al suo mistero di redenzione. Le Visitandine di tutti i tempi guardano a Colui che è stato trafitto (Gv 19,34.36-37) e da quella mistica vetta abbracciano il mondo intero nella carità del Cristo morente, stando accanto alla Vergine Madre che, immobile sul Calvario, non cessa di visitare i cuori degli uomini per attirarli al divin Redentore.
Le rivelazioni del Sacro Cuore di Gesù alla visitandina santa Margherita Maria Alacoque e il messaggio che dall’umile monastero di Paray-le-Monial, nel lontano 1680, è risuonato poi nell’intera cristianità, sono ancora oggi un prezioso carisma per tutto l’Ordine. Nel nostro mondo, dove sembrano spesso smarrite le tracce di Dio, si rende urgente una forte testimonianza profetica da parte di persone consacrate. Una comunità claustrale è un segnale sempre puntato verso il Cielo, un richiamo alle realtà che non passano (cf Verbi Sponsa). Il suo compito primario, infatti, sta nella testimonianza silenziosa, nell’essere un "segnale indicatore" di ciò che non passa e a cui tutti dobbiamo tendere.
Così la vita della Visitandina, mediante la preghiera continua, l’oblazione di sé e l’offerta del sacrificio di lode, diviene una misteriosa fonte di fecondità apostolica e di benedizione per la Chiesa e per il mondo intero. Visitandine di Moncalieri
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