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N. 10
novembre 2009
Alcuni
suggerimenti
Sergio Gaspari
Non
è un mito
«Continua solamente a credere»
Giovanni Ciravegna
"Madre
senza peccato..."
Arrigo Miglio
Maria e la rivoluzione al femminile
Giuseppe Daminelli
Nel tempo della vita
Luciano Ruga
L’unica mediazione di Cristo
Stefano De Fiores
«Un’azione discreta»
George Fontana
"Epifanie della Madre di Gesù"
La "Signora dei santi"
Sergio Gaspari
Il cuore di una buona mamma
Alberto Rum
Fatti e persone
a cura di Stefano Andreatta
Anche gli apicoltori...
Vittorio Santandrea
«Il tempio del tuo corpo»
Eliseo Sgarbossa
«Come nella pura atmosfera di Nazaret»
Visitandine di Moncalieri
La carità trasforma il mondo
Maria Di Lorenzo
«Ravviva il nostro animo»
Luisa
Tarabra
Opinioni
Scaffale
Famiglia Paolina
Giovanni Perego
Santuari mariani Extraeuropei

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"Magnificat"

a cura di
ELISEO SGARBOSSA ssp«Il
tempio del tuo corpo»
Solo
una santa donna, maritata e madre di otto figli, poteva cantare con
tanto candore, grazia e franchezza le doti stupende di un corpo umano,
uscito purissimo dalle mani di Dio, come quello di Maria, vergine e
madre.
Ecco il canto che Brigida di Svezia (1303-1373), rivolge alla Madre
di Gesù. In precedenza ne abbiamo pubblicato l’esaltazione della
bellezza nel suo significato più spirituale; ora riteniamo utile
completare il quadro con la esaltazione del corpo, specchio di quella
umanità luminosa che doveva essere trasmessa a tutti noi dalla coppia
primigenia, se non fosse intervenuta la profanazione e la conseguente
vergogna. Sia dunque, questo inno al corpo di Maria, un esemplare quadro
di riferimento per tutto ciò che riteniamo possa costituire un valido
codice di bellezza, non soltanto femminile.

ia
Signora e Madre di Dio,
io so ben che il tuo corpo glorioso
senza tregua è lodato nei cieli!
Ma concedi al mio cuore la gioia
di tributare a tutte le tue membra
tante lodi e grazie quante ne meriti.
Sia lodata la tua capigliatura
coronata da un diadema di gloria
raggiante più del sole al meriggio.
La tua fronte e il tuo viso son pari
all’argenteo chiarore della luna.
Le tue sopracciglia e le palpebre
son dorate come nubi al tramonto.
Sian benedetti i tuoi purissimi occhi
che mai fissarono cose caduche
ma, volti sempre alla gloria celeste,
vinsero in fulgore gli astri del cielo.
Le tue gote, che arrossirono in terra
solo al cospetto di Dio e degli Angeli,
sono più rosee della vergine aurora.
Onorate siano le sante tue orecchie,
aperte sempre alla divina Parola
e sbarrate ad ogni umana stoltezza.
Onorate le tue narici, che trassero
respiro dall’álito dell’Altissimo,
aspirando aromi e divine fragranze.
Lodata sia la tua lingua graziosa,
che mai pronunciò parole nefaste,
ma prudenti e dolci frutti maturi.
Le tue labbra più amene dei fiori,
la tua bocca augusta come la rosa,
sia lodata per l’umilissima parola c
he rispondesti all’Araldo celeste,
per cui fu vinto il potere d’inferno
e rinnovato il canto degli Angeli.
Siano perpetuamente onorati
il tuo collo, gli omeri e i fianchi
più venusti dei candidi gigli,
che mai si chinarono a cose profane,
ma come steli al soffiar della brezza
si piegarono soltanto allo Spirito.
Benedette siano le tue braccia,
le mani e le dita che strinsero
in tenero abbraccio il Figlio di Dio.
Benedette le tue sacre mammelle
più ricche di tutte le sorgenti,
ché dando latte al divino Fanciullo
offrono a noi medicina e conforto.
Benedetto il coraggioso tuo petto
che, come torchiato dalla passione
presso la croce del Figlio morente,
resistette fermissimo e fedele
in ossequio al volere di Dio.
Sia gloria al tuo sacratissimo cuore
fra tutti gli umani il più ardente,
la cui fiamma salì fino al Padre
e nell’ardore dello Spirito Santo
a sé ne trasse l’eterno suo Verbo.
Vergine Signora, Vergine feconda,
sia benedetto il tuo grembo beato,
fertilissimo campo che ha prodotto
al divin Seminatore non il cento,
ma più che il mille per uno!
E quanto è glorificato il Signore
dalla fertile abbondanza dei campi
così Dio è sommamente onorato
dal fertile orticello del tuo grembo
che dà gioia agli Angeli e nutre
quaggiù i poveri figli di Eva.
Siano lodati in eterno i tuoi piedi
che portarono il Figlio di Dio
dolcemente nascosto nel grembo
e salvarono con duro cammino
la gloria del Re e la gioia del Cielo.
Sia eternamente lodato Iddio
per il tempio sacrato del tuo Corpo,
dove riposò il Figlio suo diletto.
E a te, sovrano Signore e mio Dio,
rendo onore, gloria e benedizione
per aver creata e donata a noi
la bellissima e degnissima Vergine
Maria! – A Te lode
ed infinito ringraziamento.
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