![]() |
|
|
|
N. 10 novembre 2009
|
L’autore "Epifanie
della Madre di Gesù" «Il
"dare ragione" delle mariofanie con griglie interpretative
accettabili e accettate, è da ritenersi soprattutto un servizio
ecclesiale e un servizio al Magistero» «Di
solito nel linguaggio comune e pastorale si adopera la conosciuta e rodata
formula "Apparizioni mariane"; accanto ad essa, in questo libro,
si troverà anche un’altra espressione, che ne è sinonima: "Mariofanie".
Il vantaggio di quest’ultima, secondo padre Stefano De Fiores, consiste
non Una possibile chiave per avvicinare il pastore, il teologo e il fedele alla complessità di un evento quale un’apparizione mariana o "mariofania", è quella di intenderla quale nexus mysteriorum, ossia come un’esperienza in cui si intrecciano e si richiamano a vicenda le dimensioni fondamentali della rivelazione-autocomunicazione di Dio e della libera risposta di fede dell’uomo e della donna ad essa. Il Catechismo della Chiesa cattolica pone, infatti, le apparizioni/rivelazioni "private" nel capitolo secondo, significativamente intitolato Dio viene incontro all’uomo, in rapporto a Cristo Gesù, mediatore e pienezza di tutta la Rivelazione. Il Catechismo non parla esplicitamente delle mariofanie in quanto tali, ma le inserisce nel quadro di quella che è stata tradizionalmente chiamata "Rivelazione privata": un evento storico attestato dalla Chiesa dopo scrupolosa e severa indagine, la cui vocazione e finalità è quella di "servire" la Rivelazione divina definitivamente compiuta in Gesù Cristo. Questo "servizio" consiste nell’aiuto a vivere più pienamente l’essenziale della fede in una determinata epoca, dal momento che "anche se la Rivelazione è compiuta, non è però completamente esplicitata; toccherà alla fede cristiana coglierne gradualmente tutta la portata nel corso dei secoli".
Cogliere con esattezza e congruità la portata storica, biblica, teologica, giuridica, pastorale, mariologica, profetica ed ecclesiale di queste vere e proprie epifanie della Madre di Gesù nella nostra storia, è stato il mio intento in questi ultimi anni in cui ho dedicato alle apparizioni mariane un’attenzione che prima mi aveva visto se non disattento, almeno distante. I pastori, i teologi, i mariologi e i seri cultori di mariologia, come pure gli esperti operatori pastorali, sanno bene quanto il tema delle apparizioni mariane (eventi o fatti – veri, presunti, falsi – che fanno parte di un complesso fenomeno religioso, sacro, che possiede diverse connotazioni e terminologie) sia arduo da affrontare. Tremendamente delicata appare la questione del raggiungimento di un lessico, di un linguaggio comune che eviti che il fatto mariofanico "non sia lasciato alla sua deriva, vittima di una pregiudiziale scelta che non vuole sporcarsi nel confronto con aspetti indubbiamente secondari per la vita di fede e quindi disdegna il confronto".
Questo mio ulteriore studio intende di nuovo farmi sporcare, cioè interessarmi di un tema sì periferico della fede cristiano-trinitaria-ecclesiale e della stessa riflessione critica di fede intorno alla Madre di Gesù, ma comunque appartenente alla vita del popolo di Dio, nella ferma consapevolezza che le apparizioni sono attestazioni di non peregrina e banale presenza e mediazione della Madre di Cristo» (S.M. Perrella, Le Mariofanie. Per una teologia delle apparizioni, Emp 2009, pp. 377, € 28,00). s.m.p. |
|